Rino Gaetano – Storia triste di poesia e impegno di un ragazzo di Crotone

Ben tornati all’ascolto di una nuova puntata della rubrica di storia della musica, La Musica del Venerdì, oggi vi parlerò di un ragazzo nato a Crotone  il 29 ottobre del 1950, ma trasferitosi a Roma quando aveva dieci anni. Tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta, comincia a muoversi sulla scena musicale romana e sul palco del mitico Folkstudio di via Garibaldi. Nel 1974 pubblica il suo primo album che non ha successo, forse perchè l’Italia non è ancora pronta ad accogliere un genio ironico e irriverente, ma l’anonimato dura ancora poco, infatti un anno dopo inizia a scalare l’interesse nazionale, fino ad arrivare terzo al Festival di Sanremo del 1978.

Le tematiche affrontate nelle sue canzoni dimostrano la simpatia che prova, per i poveri e per gli sfruttati, malpagati e frustrati, per “chi vive in baracca, chi suda il salario…” ed un sincero disprezzo per i politici di ogni colore. La rappresentazione grottesca che fa dell’Italia lungi da esaurire la sua efficacia negli anni 70′ risulta ancora oggi assolutamente attuale ed aumenta a dismisura il rammarico per la sua prematura assenza.

Se volete vederlo in banco e nero con cilindro.. 

rino BN

se invece volete vederlo sorridente a colori.. 

rino colori

infine se volete vederlo durante un concerto.. 

rino live

 

Con le canzoni “Mio fratello è figlio unico”:

e “Supponiamo un amore”:

 

Signore e Signori,

ecco a Voi

il grande Rino Gaetano

Buon ascolto e buon fine settimana!

 

Fabrizio Savelli

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