IL MEDIOEVO HIGH-TECH

Non so quanti di voi hanno notato come è scaduta l’informazione online, che passa ormai soprattutto dai social network e che è esasperata dalla volontà di accumulare visualizzazioni e condivisioni, a scapito spesso dei contenuti.

Se in un momento qualsiasi della giornata scorro la mia home di facebook, dove sono iscritto alle pagine social dei principali quotidiani nazionali e non solo, ciò che mi si presenta sono notizie di bassissima lega finalizzate soltanto a suscitare sensazionalismo e quindi a stimolare la curiosità più viscerale di chi legge. Un tempo si utilizzava la cronaca nera per fare audience in tv, con notizie dei più efferati crimini che potessero colpire l’inconscio più profondo dell’uomo e portarlo ad interessarcisi, ora invece si punta direttamente sul trash e sullo “splatter” sbattutto in faccia attraverso immagini e video che ci portano direttamente dentro la scena.

Considerate che in questo momento nel mondo ci sono accadimenti importantissimi che vanno dai conflitti a Gaza, in Libia, in Siria e in Ucraina, all’epidemia di ebola nell’Africa occidentale, fino ai dati macroeconomici del pil USA che è arrivato a toccare un ottimo 4% rispetto al 2,9% previsto, a differenza invece del nostro che è fermo allo 0% e ci impone di rivedere tutti i calcoli fatti fin qui dato che lo si aspettava allo 0,8%. A fronte di questi accadimenti, in cui si evince che l’ordine mondiale sta collassando in più luoghi e a riprese altanelanti, si potrebbero leggere interessanti notizie di approfondimento, interviste o suggerimenti storici, invece ciò che leggo, tanto per fare degli esempi, sono innumerevoli notizie su animali, per lo più torturati nel peggiore dei modi, avvenimenti estremamente curiosi di donne che con il mal di schiena vanno in ospedale e si ritrovano incinta senza saperlo o in altri casi l’immancabile gossip come ad esempio la notizia della Minetti che non paga la vacanza in Thailandia.

Ricordo qualche anno fa quando l’avvento dei social network era visto con molta speranza e ottimismo, occasione di democrazia universale diretta e di scambio di idee e opinioni in tempo reale. Purtroppo, come in ogni introduzione storica, il problema è sempre il medesimo, ovvero che per quanto si possano introdurre dei nuovi strumenti e quindi intravedere delle “rivoluzioni”, l’uomo è sempre lo stesso e quindi sarà portato a comportarsi ugualmente a prima, con dei differenti strumenti, ma con il medesimo risultato.

Mi viene in mente la conclusione che fece Umberto Eco nel suo libro di qualche anno fa A passo di gambero in cui intravedeva in modo molto saggio e veritiero l’inizio di un lungo periodo, di incerta durata, definito come una sorta di “Medioevo hi-tech” in cui siamo tutti supertecnologicamente collegati e con delle potenzialità enormi, ma dove in realtà utilizziamo i nostri strumenti in modo piatto, sterile e intrappolati in una sorta di “eterno presente” che internet di fatto rappresenta, in cui non esiste più un passato e non si immagina e non ci sarà più un progresso di civiltà futuro, ma dove tutto ciò che è stato già inventato o scoperto ristagna ed è sempre disponibile a portata di clic.

Facendo una riflessione, non credo che il vedere delle scene cruente che fanno sicuramente spettacolo, ma sono per nulla educative, possa in qualche modo servire ad evolverci, anzi. Credo che siamo portati a scandalizzarci sempre meno e l’esempio proprio di questi giorni di ciò che sta avvenendo a Gaza dove si bombardano scuole materne ed ospedali, o in Siria dove si crocifiggono i cristiani esattamente come duemila anni fa, nonché in Ucraina dove vengono abbattuti aerei di linea, possa essere una prima avvisaglia di come l’uomo sia tornato proprio a una sorta di Medioevo, se non per quanto riguarda la tecnologia, sicuramente per ciò che concerne i diritti umani e il senso di civiltà che sembrerebbe, nonostante i gridi ormai sempre più inascoltati dell’ONU, ormai inevitabilmente compromesso.

Filippo Piccini

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