Frank – Lenny Abrahamson

Uscito in sordina, in alcune sale cinematografiche italiane e proveniente direttamente dal Sundance Film Festival, fa la comparsa sui nostri schermi “Frank”, pellicola indipendente del regista esordiente Lenny Abrahamson.

La peculiarità del film, sta nel suo inusuale protagonista, leader e frontman dei Soronprfbs rock band dal nome impronunciabile, che nasconde la sua vera identità sotto un’enorme testa di cartapesta. E questo vale, anche nella vita privata, tant’è che nessun componente del gruppo, saprebbe descrivere il suo volto.

Le vicende di questi stravaganti personaggi (tutti nella band hanno avuto disturbi mentali), s’intrecciano ben presto con Jon, una sorta di nerd tecnologicamente avanzato, che trasforma in musica tutto ciò che osserva e che sogna di affermarsi come musicista, pur non possedendo il benchè minimo talento. Riuscito ad entrare nel gruppo, grazie al tentato suicidio del tastierista, che andrà a sostituire, lascia il suo lavoro per seguire la band e trasferirsi in una casetta di legno in mezzo ai boschi, per realizzare un disco, che non vedrà mai la luce, ma che sarà motivo di profonde riflessioni e inevitabili delusioni.

La pellicola, ha tutte le caratteristiche del film indipendente, ecco perchè pur raccontando una storia semplice, ma non sempre scorrevole, a volte diventa di difficile comprensione. Questo perchè, dice molto di più di quel che mostra e alla fine ne viene fuori un film doloroso e straordinariamente attuale. La rock band senza talento, probabilmente rimarrà tale, a meno che Frank, non deciderà di liberarsi definitivamente della sua maschera e mostrarsi realmente per quello che è, così come Jon dovrà inevitabilmente fare un passo indietro nel suo progetto ambizioso di spingersi al limite estremo della musica pur non avendone i requisiti. Magari ridimensionando, il ruolo sempre più predominante e deleterio dei social network, che impiegano meno di un secondo a creare falsi miti e ancor meno a distruggere false aspettative, dove vengono gettate le basi del proprio futuro.

La disfatta inevitabile degli Soronprfbs è un fenomeno che riguarda un pò tutti. La profonda sofferenza e inadeguatezza, che si cela nell’animo di Frank (e non solo), non può nascondersi sotto una maschera, così come un social network non può e non deve sostituirsi alla vita vera, pur semplificandone molti aspetti. Prendendo atto di questo, si può ricominciare, magari ripartendo da dove si era iniziato, ma con qualche consapevolezza in più.

Molto bravi tutti gli interpreti, in special modo Frank/Michael Fassbender, che mostra il suo incisivo e sempre appropriato volto quasi alla fine del film.

Laura Pozzi

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