L’amore bugiardo – David Fincher

Una mattina di luglio, nel suo quinto anniversario di matrimonio, la mitica Amy scompare misteriosamente. Fin da subito, tutti i sospetti si concentrano su Nick, marito annoiato dalla vita coniugale, che dimostra una certa indifferenza nel trovare la casa a soqquadro, con tracce di sangue della consorte. Tutta la vicenda, non tarda a diventare un caso mediatico e a trasformare Nick in un mostro ed Amy in un’icona da venerare e difendere.

Per buona parte del film, (che ha una durata di 149 minuti), Fincher non obietta nulla per farci credere il contrario. Seguendo gli scritti sul diario segreto di Amy, crediamo veramente che Nick non meriti nessuna possibilità o quanto meno il beneficio del dubbio. Anche perchè Ben Affleck (molto bravo nel rendere il suo personaggio, un misto tra finto smarrimento e piena coscienza), non fa nulla per cambiare le carte in tavola. Ci pensa Fincher, che grazie al suo innato talento, ci trasporta senza neanche averne la percezione, in un altro film, che apre prospettive fino a quel momento impensabili, presentandoci una Amy completamente diversa, che assomiglia non poco alla Madeleine de “La donna che visse due volte” di Alfred Hitchcook o se vogliamo alla Sharon Stone di “Basic Instinct” per certe sue “risoluzioni” finali.

Così assistiamo perplessi, (anche se conoscendo Fincher, siamo abituati a certi cambi di rotta) ad un’altra versione della storia o meglio ad un altro punto di vista, che destabilizza il nostro, non sapendo più cosa ci sia di vero in quello che stiamo vedendo. Il film disorienta, diventando via via sempre più avvincente, ma anche angosciante dal momento che i due protagonisti sono bugiardi allo stesso modo. Il dubbio, di chi dica il vero oppure no, non verrà svelato neanche alla fine e a noi non resteranno che domande senza una precisa risposta.

L’amore, è un argomento complesso da trattare, Fincher lo sa bene e proprio in virtù di questo, si spinge oltre. Ispirandosi al romanzo di Gillian Flynn, che firma anche la sceneggiatura e facendo perno sulle colonne portanti del suo cinema, il film che parla d’amore, si trasforma in un incubo, il cui risveglio è ancora più atroce. La ritrovata coppia, non ha nulla di rassicurante, perchè i meccanismi che sono alla base sono oscuri e complessi. Proprio come l’amore, che bugiardo o no, non contempla spiegazione.

Laura Pozzi

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