Sly & The Family Stone – Affari di famiglia

La scrittrice inglese Jane Howard ha detto: “Chiamatelo clan, chiamatela rete sociale, chiamatela tribù, chiamatela famiglia. Comunque la chiamiate, chiunque siate, ne avete bisogno”.

Ben tornati all’ascolto di una nuova puntata della rubrica di storia della musica, La Musica del Venerdì.

La fine degli anni sessanta negli Stati Uniti è caratterizzata da forti tensioni razziali, l’azione non violenta del reverendo Martin Luther King, viene superata da quella di autodifesa del movimento chiamato Pantere Nere; durante le olimpiadi del 1968, i due velocisti statunitensi neri, Tommie Smith e John Carlos ricevono le proprie medaglie sul podio con pugni chiusi e guanti di neri, in segno di protesta.

E’ in questo clima che comincia a muoversi una band che è anche una famiglia un po particolare, infatti, oltre ad esserci i tre fratelli di colore Sly, Freddie e Rose,

foto Sl1

ci sono anche Jerry Martini e Gregg Errico, dei loro amici, bianchi. Per l’epoca anche solo a livello estetico vedere sul palco musicisti neri e bianchi insieme era inusuale, se si aggiunge che i Nostri musicalmente, immergono il linguaggio soul e funky nella musica psichedelica, tirandolo su grondante di acido, si capisce come questa famiglia la sua rivolta l’abbia combattuta a più livelli. Infatti se ad una prima lettura il loro aspetto era un pugno nello stomaco dei bifolchi e stupiti razzisti del Klu Klu Clan, ad una più attenta valutazione, la musica con tutte le sue contaminazioni, risultava assolutamente incisiva e innovativa.

Se volete vedere il capofamiglia, compositore, cantante, poli strumentista e istrionico Sly, con il costume di scena..

foto Sl2

se volete vederli tutti, un po scocciati all’aeroporto..

foto Sl3

infine se volete vederli sorridenti e colorati..

foto Sl4

 

Con il brano soul funky “Luv N’ Haight”

con i due capolavori contaminati, “Africa Talks To You (‘The Asphalt Jungle’)

e “Thank You For Talkin’ To MeüC Africa”

e infine con il brano più sacrilego, dove il soul flerta con il bianchissimo e sudista Country “Spaced Cowboy”

 

Signore e Signori,

ecco a Voi

i grandi Sly & The Family Stone

Buon ascolto, buon venerdì e ancora buon anno

 

Fabrizio Savelli

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