The imitation game – Morten Tyldum

L’importanza di un film come “The imitation game”, al di là di eventuali premi oscar a cui sembra destinato, risiede principalmente nel raccontare la storia del matematico inglese Alan Turing personaggio universalmente poco noto, ma storicamente fondamentale nell’età contemporanea degli ultimi settant’anni.

La scelta di ricostruire la sua vita, attraverso flashback rende la narrazione più avvincente e meno didascalica di quanto ci si possa aspettare da una pellicola di questo genere e l’interpretazione del divo nascente nonchè Scherlock, Benedict Cumberbatch con il suo volto irregolare e poco comune aggiunge un tocco in più.

La storia prende avvio da un interrogatorio a cui Turing è sottoposto, dopo un arresto per atti osceni. Tra i vari episodi che compongono la sua breve vita (morirà suicida a soli 40 anni), quello di maggior importanza è rappresentato dal compito che gli venne assegnato insieme ad un’informatica ed ad campione di scacchi, durante la seconda guerra mondiale, di decifrare il codice Enigma, ideato dai nazisti per comunicare le loro mosse segrete. La fascinazione di questo genio incompreso, è tutta nel suo contrasto interiore, che si esplica nel suo talento per quel che riguarda numeri, calcoli e probabilità e la totale incapacità di rapportarsi agli altri e a ciò che lo circonda. Per lui tutto ciò che non si può calcolare diventa totale estranietà dal mondo e complice un’autoritaria e insospettabile società inglese, diventerà una sorta di martire condannato moralmente per la sua omosessualità.

Apparentemente il film, si può definire un thriller teso e coinvolgente, una lotta contro il tempo per decifrare il diabolico codice, ma ad un’analisi più accurata, il vero tema predominante è quello della diversità. Anche Turing è costretto a vivere in un continuo gioco imitativo, fatto di sotterfugi dove nessuno è quello che appare. La sua vita “in codice”, sembra essere molto più complicata e indecifrabile di qualsiasi macchinazione bellica e nonostante il suo talento rappresenterà la salvezza per tutti con la creazione del macchinario Christopher, il destino con lui sarà implacabilmente ingiusto.

Un film non convincente fino in fondo, ma sicuramente necessario per tutti coloro che almeno una volta si sono chiesti da quale mente geniale provenisse la creazione del nostro attuale e ormai insostituibile compagno di vita: il computer.

Laura Pozzi

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