Cronache Darwiniane

Inauguriamo questa rubrica dedicata al mondo delle scienze con una piccola rassegna dei principali appuntamenti scientifici del 2015. Come accade all’inizio di ogni anno, le principali riviste scientifiche stilano un riassunto delle notizie più importanti apparse nel corso dell’anno, nel nostro caso, trovandoci già all’8 di gennaio, preferiamo passare in rassegna quel che ci “aspettiamo” dal nuovo anno.

Vediamo di seguito quali possibili traguardi suggeriscono riviste come Nature e Science.

Run 2 –  riparte l’acceleratore 

Durante il run 1, nel 2012, l’acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider) situato a Ginevra è riuscito nell’impresa di trovare il bosone di Higgs, ottenendo così un risultato importantissimo per la fisica delle alte energie. Da anni, infatti, era atteso un riscontro della teoria del Modello Standard, attualmente la migliore descrizione dell’universo di cui disponiamo.

Dopo due anni di riparazioni ed aggiornamenti, il risveglio di LHC per il secondo giro (run 2) è previsto per marzo 2015, un risveglio da leoni considerando che ci si aspetta che operi ad energia doppia rispetto al passato (13 Tera Electron Volts contro i 7-8TeV del run 1).

“Un TeV equivale all’energia di volo di una zanzara, ma il protone è circa mille miliardi di volte più piccolo della zanzara” spiega Fabiola Gianotti, la fisica italiana che assumerà la carica di direttore generale del CERN a partire da gennaio 2016.

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Resteremo, quindi, tutti sintonizzati sul CERN aspettando risultati che potrebbero o non potrebbero aprire una nuova stagione per la ricerca.

Cronache Plutoniane 

Dopo nove anni New Horizons arriverà su Plutone. Quando la sonda è partita, a gennaio del 2006, Plutone era ancora classificato come il nono pianeta del Sistema solare, poco dopo l’Unione Astronomica Internazionale lo ha retrocesso a pianeta nano, in virtù del fatto che la sua massa è solo 0,07 volte quella degli altri oggetti osservati nella sua orbita. Mentre il suo status controverso è ancora in discussione, quello che ci emoziona è sapere che presto avremo le prime immagini ed analisi dettagliate di questo piccolo mondo ghiacciato.

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Prima, però, dell’arrivo della New Horizons un’altra sonda terrà impegnata la Nasa nella fascia di asteroidi fra Marte e Giove. A marzo, infatti, dopo aver visitato Vesta, la navicella Dawn si avvicinerà a Cerere, massiccio asteroide promosso a pianeta nano sempre nel 2006.

Verso un vaccino per Ebola

Si tratta sicuramente più di un augurio che di un appuntamento, ma i primi risultati dello studio sul cAd3-Ebo, vaccino in fase di sperimentazione, fanno sperare i ricercatori. Dopo i test per la sicurezza si attendono entro il 2015 i risultati per l’efficacia del vaccino.

Nuovi laboratori oltremanica

Aprirà a novembre, in piena Londra, il Francis Crick Institute. L’edificio ha la forma di una gigantesca coppia di cromosomi ed ospiterà 1’250 ricercatori provenienti da diversi campi per approfondire i fondamenti della biologia umana.

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Più a nord, in primavera, l’università di Manchester aprirà il National Graphene Institute, la cui creazione è stata finanziata in parte dal governo britannico e in parte dall’Unione Europea. Il progetto Graphene, infatti, è stato selezionato dalla Commissione europea fra i progetti faro di ricerca e sviluppo.

Il grafene è un materiale costituito da un solo strato di atomi di carbonio, praticamente bidimensionale e di conseguenza con una superficie molto vasta (un grammo di grafene se esteso copre 2’600 metri quadrati). Si tratta di un materiale sottilissimo, flessibile e stabile, con ottime caratteristiche come conduttore, si ritiene, quindi, che il suo utilizzo renderà più efficiente la produzione di energia nel futuro.

Appuntamento a Parigi

A dicembre si terrà in Francia la Conferenza Internazionale sui cambiamenti climatici, le cui trattative potrebbero portare ad un accordo legalmente vincolante per le future politiche sul clima, sostituendo il protocollo di Kyoto a partire dal 2020.

L’obiettivo è sempre lo stesso: la riduzione delle emissioni di CO2.

Dopo i fallimenti di Copenhagen e Doha le aspettative sono tornate più rosee, dal momento che anche Pechino ha dimostrato una generale disponibilità a ridurre le emissioni in atmosfera.

Ecce Hominidae!

Nel 2013 a Sima de los Huesos, in Spagna, è stato estratto il più antico genoma mitocondriale quasi completo dai resti fossili del femore di un ominide. Mentre le analisi dei fossili sulla base delle caratteristiche morfologiche avevano portato a classificare l’ominide come Homo heidelbergensis (considerato antenato di Neanderthaliani, Denisoviani e Homo Sapiens), l’analisi del DNA mitocondriale ne ha rivelato la somiglianza con l’uomo di Denisova, i cui resti sono stati rinvenuti in Siberia nel 2010.

La sfida che si trovano davanti i paleogenetisti adesso è molto difficile, si tratta, infatti, di stabilire la variabilità del DNA mitocondriale e di sequenziare il genoma nucleare, presente in scarsa quantità.

La speranza è, secondo Nature, di avere i primi risultati delle analisi nel 2015, risultati che potrebbero aiutare a chiarire la relazione evolutiva fra la nostra specie, i Neanderthaliani e i Denisoviani.

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Serena Piccardi

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