UN MONDO GOVERNATO DA DONNE NON PREVEDEREBBE GUERRE

Oggi, 8 marzo, la Giornata internazionale della donna è celebrata per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, nonché le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo.

La data in realtà ricorda un fatto avvenuto a New York nel 1908, quando un gruppo di donne iniziò uno sciopero per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. L’8 marzo di quell’anno infatti il proprietario dell’industria bloccò le porte per impedire alle donne di uscire. Venne dato fuoco alla fabbrica e 129 operaie morirono bruciate vive. In ricordo di questa tragedia, Rosa Luxemburg propose di istituire questa data come giornata di lotta internazionale a favore delle donne.

Questo giorno però passa molto spesso come una ricorrenza che festeggia un’eccezione o una minoranza, piuttosto che un principio cardine della società. E pensare che alcune migliaia di anni fa, la storia dell’umanità ha conosciuto anche società matriarcali, dove le donne avevano dei ruoli fondamentali e dove a prevalere erano l’armonia e la collaborazione, piuttosto che i verticismi e la sopraffazione. Secondo alcuni, a partire dalle ipotesi avanzate da Johann Jakob Bachofen nel suo saggio “Il matriarcato” del 1856, il matriarcato fu l’organizzazione originale dell’umanità, e solo successivamente questa venne sostituita dal patriarcato.

Da un gran numero di scavi si evince infatti che, tra il 7000 e il 3500 avanti Cristo, esistevano nelle grandi pianure fertili del pianeta, villaggi di pescatori contadini che non avevano mura di cinta, erano in posizioni facilmente accessibili, non erigevano palazzi e anche nelle sepolture non c’erano differenze sociali o sessuali. Addirittura troviamo tombe di donne con all’interno alcune armi. Verso il 3500 a C. i pastori euroasiatici, più avezzi alle attività individuali in quanto allevatori, piuttosto che a quelle cooperative della caccia e della pesca, iniziano a migrare verso le pianure fertili dove vivono i ricchi matriarcali. I guerrieri allevatori, forti della domesticazione del cavallo e degli archi compositi, riescono a soggiogare le popolazioni matriarcali che diventano i servi. Nascono così i primi regni schiavisti e la serie di guerre, ininterrotte fino ai giorni nostri.

Le donne hanno un’indole differente dagli uomini. Esse hanno il dono della fertilità e del concepimento e ciò le rende più protettive nei confronti della vita, nonché fisiologicamente predisposte verso un senso di inclusione, piuttosto che di distruzione o sfondamento. Non è un caso infatti se le bombe e i proiettili hanno delle forme falliche, perché in fondo alla mente degli uomini che li progettano hanno quel significato. Ovvero una sorta di sopraffazione in potenza degli attribuiti dell’uomo.

Idem non si può considerare un caso se le principali religioni monoteiste, cristianesimo, ebraismo e islamismo siano tra le religioni che creano direttamente (l’ebraismo e l’islamismo) o indirettamente (il cristianesimo) il più alto numero di conflitti e di violenze nel mondo. L’affermare che la verità è una, appunto il monoteismo, e che questa verità è impersonificata nella figura di un uomo (Dio), esclude la donna a prescindere, e la pone su un livello subalterno all’uomo stesso.

Non è un caso quindi se delle donne in alcuni paesi musulmani non possono guidare la macchina o devono coprirsi interamente per poter uscire di casa, per non parlare della pratica dell’infibulazione; né, nei paesi occidentali, che debbano guadagnare mediamente meno degli uomini o essere le prime vittime di violenza.

L’auspicio per questa giornata è che il genere femminile possa avere dei ruoli sempre più importanti all’interno almeno delle nostre società, e che questo possa essere da esempio e da traino culturale anche per le altre. Primo fra tutti sarebbe un bel gesto se, a cominciare da chi il buono esempio vuole darlo, un giorno potessimo vedere le donne avere ruoli più importanti anche all’interno delle strutture ecclesiastiche; perchè no, cardinali e vescovi donna, fino appunto ad avere un giorno, facendo uno strappo alla dottrina più fondamentalista, un vero e proprio Pontefice donna.

Buona Festa della Donna a tutti noi.

Filippo Piccini

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