Coworking e Telelavoro, realtà possibili?

E’ tornata anche nel 2015 la Giornata del Lavoro Agile, il 25 Marzo. Niente postazioni fisse in ufficio, si opera in telelavoro o in co-working. Ed è dimostrato che i vantaggi sono di varia natura: lavoratori soddisfatti, aziende più competitive.

Nella edizione 2014 è stato risparmiato l’1% di inquinamento del traffico stradale a Milano.

Il 6 febbraio 2014 avevano aderito più di 100 tra aziende ed enti, lavoratori e lavoratrici hanno risparmiato circa 2 ore in un giorno e hanno ridotto dell’1% l’inquinamento del traffico stradale a Milano, pari a 32 tonnellate circa di anidride carbonica.

Questa fantastica iniziativa ha avuto successo anche a Genova e a Bergamo.

E’ un progetto che a Milano rientra nel nuovo Piano Territoriale degli Orari.

Più tempo per sé, più qualità della vita, più produttività, meno stress e meno inquinamento ne sono gli obiettivi”, si legge sul sito del comune del capoluogo lombardo.

COME FUNZIONA

Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio.

Si possono svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra o da una postazione in co-working.

Per la giornata sono stati chiamati a raccolta aziende, enti e liberi professionisti per far sperimentare questa modalità di lavoro ai propri dipendenti, insieme a chi già ha attivato accordi e forme di “lavoro agile”.

Anche per il 2015 sono stati calcolati vantaggi:

  • per i lavoratori = risparmio di tempo e
  • per l’ambiente =  riduzione delle emissioni di CO2 e PM10, del traffico, dei consumi energetici con la collaborazione di AMAT (Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio s.r.l.)

PARTNER ADERENTI

Tra le aziende che hanno aderito, ci sono anche nomi ben noti, che hanno sperimentato da tempo la realtà dello smart working: Vodafone, ABB, Allianz, Microsoft, Siemens, L’Oréal, Tim, Accenture, Barilla, Zurich, Adecco, UbiBanca (l’elenco completo è online). Si aggiungono in veste di sperimentatori realtà come Coop, Michael Page, Barclays, Sisal, Ranstad, Monte dei Paschi di Siena, Assolombarda, Bosch e moltissimi altri. Per i dipendenti è stato messo a disposizione un questionario per poter valutare la loro impressione della giornata e della nuova modalità di lavoro.

PIU’ FLESSIBILE = PIU’ LIBERO

La flessibilità, è la caratteristica che mi ha permesso di andare sempre avanti.  All’inizio vi sembrerà di non vedere vantaggi. Poi con il tempo vi ricrederete. Se vi propongono cose nuove, sperimentatevi sempre, vedrete di quanto siete capaci, e neanche lo immaginavate. Non fossilizzatevi, sperimentarsi vi permette di essere sempre vivi e pronti allo stimolo. E’ il mio augurio per tutti voi.

La flessibilità dell’orario di lavoro è al centro di numerose idee di smart working che si fanno largo tra le aziende più innovative.

Richard Branson, fondatore della Virgin (catena di palestre) sostiene che:

“Dare ai lavoratori piena autonomia, includendo ferie illimitate, sia il segreto della produttività”.

Quello che conta sono i risultati, e non le ora passate in ufficio.

IL CO-WORKING

Si condivide uno spazio di lavoro, in questo modo si abbattono i costi e si possono condividere idee. Non necessariamente nello stesso spazio si devono trovare tutti professionisti della stessa azienda, è possibile incontrare varie professionalità e magari avare occasione di scambiare idee e suggerimenti.

A Roma, per esempio è nato il primo co-working con spazio baby per facilitare le mamme che lavorano.

Si tratta di un ambiente di 200 metri quadrati pensato per il lavoro in condivisione, presente uno spazio baby con tanto di educatrici, tutto questo faciliterà l’attività lavorativa dei genitori.

E’ stato realizzato a settembre 2014 dall’associazione Città delle Mamme in collaborazione con l’assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale, si trova in zona Centocelle, in via Fontichiari,  si chiama l’Alveare. Non li conosco di persona, e non è mia intenzione fare pubblicità, però presto ci farò un salto.

Sono presenti 3 spazi per uffici e sale riunioni e uno spazio di 53 metri quadrati per i bambini, parcheggio, una cucina a disposizione dei lavoratori, servizi come la spesa a domicilio e i gruppi d’acquisto, ma anche disbrigo pratiche.

Negli spazi per gli uffici si trovano computer, stampanti e proiettori. Le tariffe sono accessibili,  partono da Euro  3 euro per ora, con sconti previsti per chi usufruisce di più servizi e per più tempo. Questa è una buona opportunità, anche per le aziende che potranno selezionare L’Alveare come spazio per il telelavoro delle neomamme, lavoratrici dipendenti appena rientrate dalla maternità.

Nel nostro immaginario, il lavoro da casa ci fa venire in mente una figura catastrofica: la neomamma che accudisce il figlio, con il computer da un lato e il mestolo dall’altra parte.

Ma accanto al lavoro da casa c’è anche la modalità del lavoro mobile o working out che ci fa pensare invece ai rappresentanti, ai tecnici, ai giornalisti che si tengono in contatto con l’ufficio tramite telefonino e computer portatile.

Un po’ più “tecnico” invece è il centro di lavoro remotizzato o telecentro che è un ufficio attrezzato con postazioni di lavoro computerizzate e con le adeguate tecnologie della comunicazione, come per esempio  reti ISDN, parabole per trasmissione satellitare, sistemi per videoconferenze e altro.

Periferico rispetto alla sede centrale, è situato in una zona facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

A volte i telecentri sono realizzati dalle società per i propri dipendenti, altre volte sono strutture private che affittano gli spazi a società esterne.

In Italia è presente la rete di telecentri IFOA che, dopo il primo telecentro aperto a Castelnovo nei Monti nel 1997, ha attivato altri telecentri in Emilia Romagna; sempre in collaborazione con le amministrazioni pubbliche, di solito in aree svantaggiate, rurali e decentrate.

Sedi Ifoa e Teleter sono presenti anche in Puglia, Sardegna e a Milano.

Un esempio di telecentro con particolare attenzione al sociale è NoGapWork, centro di telelavoro polifunzionale che svolge servizi informatici per le aziende.

Nasce a Trieste nel luglio del 1998 con due obiettivi primari: favorire l’inserimento lavorativo delle persone portatrici di disabilità motorie e offrire alle aziende dei servizi che siano assolutamente competitivi, professionali e di qualità.

 Nel sito si possono trovare anche informazioni sulle leggi per la tutela dei lavoratori portatori di handicap e uno spazio di cerco-offro telelavoro.

Un’altra modalità di telelavoro ancora è quella attuata attraverso le imprese virtuali: in Italia uno dei primi esempi è stato quello della società di traduzioni Logos; esiste un centro direttivo a Modena, ma l’azienda è costituita da lavoratori che svolgono le proprie prestazioni da tutto il mondo per via telematica.

La divisione del lavoro ed il coordinamento a distanza tra tutti i traduttori avviene attraverso Internet.

Dal 1998 è nata, su modello della Logos, la Italian Telework & Translations Team, nell’ambito di un progetto sperimentale per la diffusione del telelavoro in Italia a cura del prof. Patrizio Di Nicola, referente italiano del progetto europeo European Telework Development.

La Sit, Società Italiana Telelavoro utilizza prevalentemente il termine di e-work, “lavoro elettronico”, termine che indica il lavoro che prevede l’impiego di strumenti tecnologicamente avanzati, e integra e amplia così la definizione di “telelavoro”.

Per telelavoro si intende la prestazione di lavoro eseguita in qualsiasi luogo ritenuto idoneo, al

di fuori della sede ordinaria di lavoro, con il prevalente supporto di tecnologie che consentano il

collegamento con l’azienda e/o l’amministrazione di appartenenza. Il lavoro a distanza non comporta un mutamento di mansioni, in quanto i contenuti della prestazione rimangono invariati e il dipendente resta inserito nell’organizzazione aziendale.

Telelavoro da casa e satellitare 2015.

L’INPS con la circolare n. 52 del 27 febbraio 2015 ha pubblicato le disposizioni attuative dell’Accordo nazionale sul telelavoro a domicilio e satellitare 2015.

Nella circolare INPS sono presenti tutte le informazioni necessarie per attivare i progetti del telelavoro domiciliare e satellitare, i settori a cui può essere applicata questa forma di lavoro, l’obbligo di riservatezza dei dati trattati dal telelavoro.

Insomma momentaneamente, la normativa ha specificato questo. Attendiamo fiduciosi nuovi sviluppi. A questo punto, per chi ce l’ha, suggerisco di tenere una gamba sulla sedia che garantisce il posto fisso, e una gamba tesa qualora si presentassero occasioni che riconoscono la flessibilità e la produttività nella giusta misura.

Ottimismo!

Sabrina Mattia

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