Calvario – John Michael McDonagh

Irlanda del Nord. Dentro un confessionale, all’interno di una chiesa di provincia, padre James (interpretato da un superbo Brendan Gleeson) è testimone di una sconvolgente confessione. Un uomo senza identità, assetato di vendetta nei confronti del clero, lo informa che troverà la pace, solo dopo aver commesso un omicidio nei confronti di un innocente a lui molto vicino. Talmente vicino che non può essere altri che l’interdetto parroco.

L’omicidio, non si compirà nell’immediato, ma padre James, ha solo sette giorni di tempo, per espiare le sue colpe e fare ingresso nell’aldilà con la coscienza a posto. Questo incipit, dal sapore noir, in realtà appartiene più ad una black comedy (davvero molto black), che ad un thriller vero e proprio.

Chi ha avuto modo di vedere il film precedente del regista Mc Donagh “Un poliziotto da happy hour”, sa bene che le sue storie non appartengono di fatto a nessun genere. Quando pensiamo di trovarci di fronte ad una commedia dal titolo demenziale, ecco che il regista ci spiazza catapultandoci in una direzione opposta a quella che pensavamo di conoscere. In questo caso, il “calvario” del titolo si riferisce a tutto quello che dovrà passare e sopportare James. La comunità in cui è costretto a vivere e ad esercitare la sua vocazione è tutt’altro che facile.

Un’umanità, che ha davvero ben poco di umano, una folta schiera di personaggi plasmate dal cinismo più nero, che sembra aver perso ogni capacità di reazione. Cercando di avvinarsi ad ognuno di loro, per individuare il suo presunto carnefice e farlo tornare su i suoi passi, il povero padre si scontrerà con l’indifferenza più pura, il cinismo e la derisione. Nessuno prova interesse per lui, né tantomeno per ciò che rappresenta e trovandosi di fronte esseri statici, apatici e distaccati nei confronti del mondo circostante, il suo tentativo di svelare un’ identità nascosta è destinato a fallire.

E nel decisivo confronto finale sulla spiaggia, dove è stata decisa l’esecuzione, poco importa chi sia il killer, dal momento che ogni membro della comunità con l’indifferenza ha deciso irrimediabilmente di condannare James. Che non può ribellarsi al suo destino, ma continuare a credere malgrado tutto che la fede prima di tutto è da ricercare nell’uomo. Anche se giace in un abisso.

Laura Pozzi

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