T.S. Spivet – Jean-Pierre Jeunet

Nel lontano 2001, Jean Pierre Jeunet insieme al fumettista e designer Marc Caro, fu protagonista di un vero e proprio caso cinematografico, nonchè uno dei maggiori incassi di sempre ai botteghini di mezzo mondo. Il clamoroso successo portava il nome di Amelie Poulain che insieme al suo fantastico mondo aveva stregato intere platee.

Ora quel film, accusato di essere furbo, ruffiano e poco credibile, aveva indubbiamente doti che lo rendevano, comunque la si pensi coinvolgente, trascinante e stilisticamente innovativo. Dietro il faccino angelico di Audrey Tautou, si nascondeva in realtà, una storia di solitudini che finivano per incontrarsi dietro geniali strategemmi, che collocavano ogni cosa al punto giusto.

Dodici anni dopo (sì perchè il film in questione è del 2013), Jeunet, stavolta orfano del suo collaboratore, ci riprova, proponendo non un fantastico mondo, ma uno straordinario viaggio, che vede protagonista il piccolo T. S(parrow) Spivet, un ragazzino prodigio, particolarmente dotato per calcoli e invenzioni. La sua tranquilla esistenza, si svolge in una remota fattoria del Montana, dove il piccolo T.S. vive con una famiglia eccentrica e distratta e dove l’improvvisa morte del fratello gemello Layton (considerato il più sveglio tra i due), genera un cambio di rotta nella sua ancor breve vita. Vittima di un immotivato, ma pedante senso di colpa, il piccolo genio decide di inviare una sua creazione allo Smithsonian (istituto che promuove la ricerca, fondato nella prima metà del XIX secolo), che attraverso una telefonata, gli comunica di aver vinto un premio e di andarlo a ritirare presso la sede centrale dell’istituto a Washington.

Senza dichiarare la sua età e senza avvertire nessuno T.S. parte alla volta dell’inaspettata destinazione, attraverso un viaggio che lo catapulterà, in un mondo nuovo, quasi ideale, visionario e colorato, dove non mancano di certo difficoltà, ma dove la voglia di rinascere è più forte di tutto e dove anche un concetto difficile come la perdita, viene metabolizzato e accettato.

Il mondo visto con gli occhi del piccolo Spivet, non si discosta molto da quello della sorella cinematografica Amelie e se questa volta il film sembra destinato ai più piccoli, lo straordinario viaggio, attraverso un America dimenticata e filmata come  una poesia, non mancherà di appassionare e deliziare la visione di tutti.

Laura Pozzi

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