La vacanza della signora Pina der terzo piano

Sur bus ascolto na frizzantissima conversazione tra du aspiranti cervelli in fuga all’estero: “effe de bi è a funzione ve? o devo da trova’ a sommatoria che mica so cretina ao? anvedi er seno e coseno più arfa de che? ao nun so capace, nun so bbona a fallo” nel mentre ar naso arriva pe la gioia de tutti er tanfo de Miss Puzza d’ascella “o de nature” anno 2013-2014 appena salita a bordo: na punizione, l’incubo metropolitano de Roma sud-est.

Così arrivo esausto a casa e me becco in ascensore l’inquilina dell’attico tale MISS SOLOIOCESTO’, tutta intristita, imbronciata de vizietti insoddisfatti, sul depresso isterico che me dice: “Riccardo sai nun riesco a riambientarmi dopo le vacanze, sono stanca, esaurita, appena tornata dalla California dopo essere stata a Santorini e Formentera, forse ho esagerato, forse”.
In quell’istante se sento un tonfo tremendo: la capocciata della signora Pina der terzo piano ar muro. Fa così quanno je rode, sbrocca e je da’ de cranio…
Era capace de sentì tutto con quell’orecchie bioniche,come un radar umano condominiale, sapeva li cazzi de tutti…ascoltava Ciccio lo Spietato che parlava co gli amici de donne come se fossero a un convegno de trapanatori, ascoltava Rosy detta Confettino rosa che se nnamora sempre de tutti e che mo’ stava invaghita der tecnico der distributore automatico delle bevande dell’ufficio. Questo je porta l’aranciata e i tramezzini scaduti gratis in cambio de n’ora de piacere ar cesso der quarto piano…

Pina aveva fatto una sola giornata de vacanza. Cinque ore de viaggio su no sfigatissimo Roma Ostia pe fasse du ore de lurido mare incappando ner solito tragico arresto della metro B nella galleria Piramide-Garbatella.

Quer tunnel che piano piano se stava a trasformà in discoteca improvvisata per evità sommosse e aggressioni de massa agli autisti.

Appena la metro se blocca nessun annuncio, ma mettono li Bee Gees a palla. I controllori accorrono sorridenti distribuendo  magliette co la scritta: “ATAC COMUNQUE E’ BELLO” mentre le zingarelle accendono e muovono le luci a ritmo gitano e i borseggiatori distribuiscono lasagnette al pesto della trattoria “Lo Zozzone”.

Ma la voce de MISS SOLOIOCESTO’ me sonava falsa, strideva, nun se capisce quale è la vita reale in un mondo complesso che va a differenti velocità e dimensioni.

E nella notte ecco il sogno..sono con mia figlia in alto mare circondati da sguardi impauriti, vuoto e silenzio, dietro solo macerie, fumo, fuoco, tengo la mano della piccola più stretta possibile fino alle lacrime, stringo l’ingiustizia del mondo, dei distini diversi.

Mi sveglio ma è come se il sogno continuasse in me…e lo porto dentro.

 

Riccardo Di Coste

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

©2017 virgoletteblog.it ideato da Filippo Piccini sito web realizzato da Riccardo Spadaro

Log in with your credentials

Forgot your details?