Più per meno, non sempre fa meno

Una breve riflessione su una qualsiasi mansione e attività svolta in un posto di lavoro (per lo più privato).

Il lavoro duro, l’impegno portano alla lunga dei risultati.

Siamo abituati così, c’è sempre stato detto di produrre (già ai tempi della scuola), mostrarsi disponibili e pronti che prima o poi arriva lo sviluppo di carriera.

A volte ci si impegna moltissimo verso obiettivi che non sono adatti a tutti, che portano frustrazione pur volendo migliorare le proprie lacune.

Allora ci impegna seguendo corsi, investendo risorse sia economiche che umane.

Tutto questo è veramente producente?

Come si può diventare più produttivi?

Semplice e matematico, eliminando un non-talento e aggiungendo un talento.

Come ci si muove nella maggior parte dei luoghi di lavoro:

  • Siamo abituati a produrre e basta
  • Non conosciamo i nostri talenti naturali
  • Dimentichiamo quali sono le aree da migliorare, tanto si deve produrre

In questo modo nello stesso gruppo di lavoro, si troveranno sia persone di talento, che potrebbero fare molto di più ed essere impegnate in altro, che grandi non-talenti (migliorabili attraverso l’investimento di risorse e denaro)

Come si può migliorare:

  1. fare un test d’orientamento, che esamini le inclinazioni, i talenti personali,la posizione lavorativa ideale
  2. fare una lista dei propri talenti personali e di ciò che invece si considerano dei non-talenti.

Per ottenere:

  1. decrescente dipendenza dai non-talenti
  2. crescente dipendenza dai talenti.

Questo può essere applicato sia in generale, che nel particolare.

Ognuno può esaminare e comprendere di se stesso quale è il proprio talento naturale, e ci sarà poi qualcuno a valutare quali sono i talent necessari affinché si affronti un determinato obiettivo e si raggiunga un livello di produttività soddisfacente.

  • massimizzare la dipendenza dai talenti
  • minimizzare la tua dipendenza dai non-talenti.

Sviluppare i talenti naturali per diventare più produttivi.

Non concentrarsi sull’idea di riuscire a colmare lacune e carenze, non porteranno mai al successo o alla soddisfazione personale.

Il concetto è importante sia per il dipendente che può svolgere le proprie mansioni dando il meglio di sé, sia per i responsabili del personale e i titolari d’azienda che a volte affidano alcuni incarichi senza tenere in debita considerazione i talenti e le inclinazioni naturali dei propri collaboratori.

Il risultato è un buon lavoro (ma non brillante) ottenuto però con impegno sproporzionato da parte del dipendente e di certo molto più tempo del necessario.

Per diventare più produttivi e ottenere livelli più elevati di performance:

  • cambiare il modo di approcciarsi al proprio ruolo e alle proprie mansioni
  • puntare su ciò che funziona meglio per sé.

Diventare più produttivi significa lavorare con gli stessi obiettivi di oggi ben chiari nella mente ma trovando nuovi modi di raggiungerli.

Questo richiede almeno nella fase iniziale, molta flessibilità per spostare il focus su ciò che si fa meglio (basandosi sui punti di forza) e delegando o rimuovendo quei ruoli che invece non fanno parte dei propri talenti innati.

 

Sabrina Mattia

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