Non solo durante il Giubileo: il rito dell’apertura delle Porte Sante

Veduta di Piazza San Pietro

Bentornati nella nostra rubrica d’arte. L’otto dicembre appena passato ha determinato l’inizio dell’anno giubilare straordinario, voluto dall’attuale papa Francesco I per ricordare, in occasione dei cinquant’anni dalla fine del Concilio Vaticano II, che tra le missioni fondamentali della Chiesa è compresa l’essere testimoni della Misericordia. Così, per quasi un anno, i fedeli sono invitati ad ottenere l’indulgenza plenaria (quindi una cancellazione dei propri peccati compiuti fino a quel momento) attraverso delle pratiche specifiche: aver ricevuto i sacramenti del battesimo, della confessione e della comunione, effettuare un pellegrinaggio in un santuario o un luogo giubilare e compiere almeno un’opera di penitenza o di misericordia.

Il gesto che in qualche modo concretizza l’atto compiuto dal cristiano penitente è l’attraversamento della Porta Santa, un ingresso della chiesa che viene aperto solo in queste circostanze, a simboleggiare il passaggio dalla condizione di peccatore a quella di “graziato” tramite il pentimento e la fede in Cristo, che determina la riconciliazione con Dio. Quindi, durante il Giubileo, i fedeli hanno la possibilità di usufruire di un “percorso straordinario” verso la salvezza della propria anima.

Facciamo una preliminare precisazione: l’indulgenza plenaria non si ottiene solo durante i Giubilei indetti dai papi in forma ordinaria (attualmente ogni venticinque anni) o, come in quest’anno, straordinaria; così come le porte sante collegate al suo ottenimento sono più numerose delle quattro più famose, appartenenti alle basiliche maggiori romane. Tralasciando la recente disposizione papale che concede la facoltà di aprire una porta santa in qualunque diocesi ne faccia richiesta, ci sono delle chiese che hanno ormai da secoli associato delle ricorrenze di pari dignità rispetto al tradizionale Giubileo.

Img. 2 Collemaggio

L’Aquila, Santa Maria di Collemaggio

Ad esempio, sappiamo che la prima Porta Santa fu istituita nella basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila nel lontano 1294, come passaggio obbligato durante il rito promosso con la Bolla del Perdono dall’allora papa Celestino V. Quella disposizione, che potrebbe essere intesa come precursore della pratica giubilare introdotta nel 1300 dal successore di Celestino V, papa Bonifacio VIII, ha generato l’annuale evento della Perdonanza aquilana durante il quale, nelle ore comprese tra i vespri del 28 e del 29 agosto, si può ottenere l’indulgenza.

E un Giubileo a parte, denominato Anno giacobeo, è quello che si celebra nella cattedrale di Santiago di Compostela, in Spagna, che in occasione della ricorrenza (che si tiene ogni volta che il 25 luglio, festa di San Giacomo, cade di domenica) spalanca la sua Porta Santa. L’attuale porta fu aperta per la prima volta nel 1666, ma l’istituzione di questo evento ha un’origine ancora più lontana, da rintracciare nel 1126.

Img. 3 Santiago

Santiago de Compostela, Porta Santa

Torniamo però a parlare del Giubileo come generalmente viene inteso, con il previsto pellegrinaggio a Roma per visitare le basiliche papali. Queste sono da intendere come le basiliche che godono del più alto rango nell’ambito della Chiesa cattolico-romana: hanno al loro interno un altare papale, dove solo il pontefice (ed alcuni sacerdoti da lui designati) può celebrare i riti liturgici e un trono papale. La basilica lateranense, in virtù dell’essere stata la prima sede pontificia a Roma, ha la cattedra papale, lo scranno che simboleggia la potestà e l’infallibilità della dottrina professata dal pontefice. Ed è proprio in San Giovanni in Laterano che possiamo rintracciare la testimonianza del primo Giubileo, che come abbiamo già accennato fu indetto da Bonifacio VIII nel 1300: nel primo pilastro della navata intermedia destra è stato collocato in un’edicola l’unico frammento sopravvissuto di un affresco che viene generalmente attribuito a Giotto, in cui si riconosce il papa nell’atto di benedire i fedeli dalla loggia lateranense.

img.4 Giubileo

Giotto (attribuito), Bonifacio VIII indice il giubileo del 1300 (1300 ca., affresco staccato, Roma, San Giovanni in Laterano)

Le altre tre basiliche sono profondamente legate a culti particolarmente sentiti a Roma: Santa Maria Maggiore fu la prima chiesa dedicata al culto mariano, sulla spinta del riconoscimento della maternità divina di Maria durante il Concilio di Efeso del 431, e venne edificata nel luogo dove si verificò una miracolosa nevicata in estate, ancora oggi celebrata il 5 agosto con la caduta di petali di rose bianche dall’interno della cupola della Cappella Paolina.

La basilica di San Paolo fuori le mura è la più grande basilica romana dopo quella di San Pietro al Vaticano. Fu eretta nel luogo in cui venne riconosciuto il luogo di sepoltura dell’Apostolo delle genti, dopo essere stato decapitato vicino la via Laurentina. La sua testa, cadendo, rimbalzò tre volte, e generò tre fontane, nome con il quale anche ora viene chiamata la zona. L’imponente edificio che ora possiamo ammirare è stato interamente ricostruito a seguito del devastante incendio del 1823, che lasciò intatto veramente ben poco della costruzione originale. Il quadriportico aggiunto alla fine del XVIII secolo restituisce l’idea di come doveva apparire la basilica di epoca costantiniana, mentre merita una visita lo splendido chiostro dell’attigua abbazia, con colonnine binate in stile cosmatesco opera dei Vassalletto, grandi artigiani del marmo attivi tra la fine del XII e il XIII secolo.

Chiostro di San Paolo fuori le mura

Arriviamo infine a San Pietro, la chiesa più grande e famosa del mondo. Un tempo meta di pellegrinaggi per essere il luogo in cui venivano conservate le spoglie del santo, primo papa della storia, una volta che la figura del pontefice tornò a Roma dopo i lunghi anni della cattività avignonese (1309-1377), fu scelta come basilica di riferimento dell’autorità papale.

È sua la Porta Santa che, una volta aperta, stabilisce l’avvio dell’anno giubilare. Era usanza murare la porta alla fine del Giubileo, per smurarla parzialmente in vista della nuova apertura. Il papa, per inaugurare il Giubileo, era chiamato a dare tre colpi di martello, per poi far completare il lavoro a specifici operai, denominati “sanpietrini”. Dal Giubileo del 2000, per volere di papa Giovanni Paolo II, la porta non venne più murata ma semplicemente chiusa e riaperta.

img.6 Porta santa

Vico Consorti, Porta Santa (1949, bronzo, Città del Vaticano, San Pietro)

Nel 1949 venne indetto un concorso volto a rinnovare la Porta Santa vaticana, che andasse a sostituire il portale con le formelle lignee dell’epoca di Benedetto XIV (1748). Il progetto scelto fu quello di Vico Consorti (1902-1979), già famoso per aver eseguito la Porta della Riconoscenza per il Duomo di Siena. Per questa sua bravura, e per aver portato a compimento altre tre porte monumentali (tra le quali quelle del Santuario di Oropa, di cui ho recentemente parlato qui: http://virgoletteblog.it/2015/11/21/appunti-darte-32/), venne chiamato dai suoi concittadini “Vico dell’uscio”. Le sedici predelle che decorano la porta raccontano la storia umana, dalle origini ai nostri giorni.

Il Giubileo della Misericordia si concluderà il 20 novembre del 2016. È un ottimo pretesto per ammirare veri capolavori, che siate credenti o meno.

 

Pamela D’Andrea

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