Er Natale della signora Pina der terzo piano

Finalmente dopo tre settimane de bestiemme, risse da stress pre-natalizio e interventi delle forze dell’ordine, ar condominio der Villagio Appio tuscolano era arrivata la pace apparente del 24 dicembre, un silenzio magico e irreale. Era la tregua della mega tombolata de Natale, er sonnifero più letale, quella che ar quarto numero uscito in sei se stendono sur divano a vedesse la replica de Fantastico 5 del 1984 con Pippo Baudo, quella che due se nasconnono in bagno, quella che non resta altro che resiste, magnasse er dodicesimo pandoro ar cioccolato de zia e anna’ avanti ad oltranza fino alle luci dell’alba.

Nel frattempo Johnny er filosofo der secondo piano avveva partorito nella notte il suo ultimo pensiero: “Nella profondità delle nostre anime ci possiamo tutti ritrovare, le nostre differenze si armonizzano, il te arrichisce il me reciprocamente in un canto comune….”

La signora Pina der terzo piano in stato di intossicazione da prosecco dell’ Eurospin comprato con promozione sette per uno, c’aveva capito solo la parola canto. Se pensava che bisognava iscrivese a na scuola di musica per mette su er coro der condominio, magari cantando i successi dei Ricchi e poveri in chiave gospel.
Lei che cercava sempre la formula magica del benessere esistenziale, sempre insoddisfatta, lei che studiava i profili facebook degli sconosciuti pe capi qualche segreto de vita, lei che l’unico messaggio di auguri che aveva ricevuto in giornata era quello della Vodafone che je proponeva er solito piano tariffario ad hoc: “Chiama ora na trentina de sconosciuti, fa gli auguri e te ricaricamo fino a Pasqua, affrettati, dai, ce la puoi fare”…

Per non esse da meno de Johnny er filosofo, in una sorta de battaglia de cervelli de ncerto livello, Pino er poeta der primo piano aveva elaborato negli ultimi tempi una delle sue riflessioni più profonde e acute sulle nuove dinamiche sociali: “Non voglio vivere in una società in cui se te scappa per caso una scureggia terra-aria all’entrata della metro Porta Furba-Quadraro rischi na mitrajata da un militare, io non ci sto a vivere così, basta…..”

Abbasta così, me fermo qui, e allora cari amici lettori auguri, un abbraccio e  buon anno a tutti.

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Riccardo Di Coste

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