Voucher madre

Il voucher baby sitting, già disponibile per le lavoratrici dipendenti e parasubordinate, potrà essere richiesto e ottenuto anche dalle imprenditrici.

Il voucher baby sitter 2016 a cosa serve e a chi è destinato:

  • Per supportare le spese di acquisto di servizi all’infanzia
  • le lavoratrici madri dipendenti della pubblica amministrazione o
  • le lavoratrici del settore lavoro privato
  • le lavoratrici madre autonome iscritte alla gestione separata Inps (parasubordinate).
  • Libere professioniste non iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate.
  • Dal 2016: anche alle lavoratrici autonome non parasubordinate (non iscritte alla gestione separata INPS) e alle imprenditrici

Per queste figure, il periodo fruibile dei voucher è ridotto della metà, per cui per 3 mesi per un totale do 1800 euro.

Entro il mese di gennaio, uno specifico decreto disciplinerà la fruizione, per un costo complessivo dell’operazione per il solo 2016 pari a 2 milioni di Euro

Come si ottiene:

  • in cambio della rinuncia a tutto o una parte del congedo parentale, e può essere
  • usato alternativamente o per acquistare servizi di baby sitting o
  • per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

Valore:

600 Euro al mese per un massimo di sei mesi (3.600 Euro totali), .

La neomamma potrà continuare ad usufruire negli 11 mesi successivi al rientro dopo la maternità, al posto del congedo, di un assegno pari a 600 Euro al mese per 6 mesi, per pagare le spese di una baby sitter o di un asilo nido.
Lo Stato lo  riconosce alle mamme lavoratrici che al termine del congedo maternità, scelgono di non optare per il congedo parentale e rientrare subito a lavoro.

Tale agevolazione, consiste quindi nel richiedere mediante apposita domanda INPS i voucher,  un contributo economico per pagare servizi per l’infanzia come la baby sitter o la retta dell’asilo nido privato o pubblico scelto dalla mamma per il suo bambino.

CONDITIO SINE QUA NON

La condizione per fruire dell’agevolazione  è  non aver concluso tutto il periodo di congedo parentale.

In caso di più figli, è possibile presentare una domanda per ciascun figlio purché la mamma lavoratrice rientri nelle condizioni sopra descritte e possieda i requisiti di accesso al beneficio.

Sono escluse le seguenti categorie di mamme lavoratrici:

  • Lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
  • Lavoratrici che usufruiscono dei benefici del Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito.

Come presenta domanada la mamma lavoratrice:

  • presso la sede provinciale INPS competente per territorio in base alla sua residenza o domicilio dichiarati al momento della presentazione della domanda
  • indicare il codice fiscale del bambino.
  • Possibilità ritirare interamente i voucher che le spettano
  • scegliere di ritirarli in parte o a cadenza mensile.
  • Il ritiro voucher baby sitting deve avvenire non oltre la scadenza, che è entro 120 giorni dalla ricezione della comunicazione di accoglimento della domanda presentata per via telematica.

Se i buoni INPS non vengono ritirati o ritirati anche solo parzialmente, il beneficio decade interamente o per la sola parte di voucher non ritirata dalla mamma lavoratrice ammessa all’agevolazione con il conseguente ripristino della possibilità di utilizzare il periodo residuale del congedo parentale.

La madre lavoratrice per spendere i buoni lavoro INPS 2016 deve utilizzarli entro la loro scadenza e solo dopo aver inviato la comunicazione preventiva di inizio prestazione all’INPS indicando

  • il codice fiscale dell’utilizzatore,
  • Indicare il luogo in cui si svolge la prestazione e
  • la data presunta di inizio e fine dell’attività lavorativa.

L’asilo o la struttura rilasciano documentazione attestante.

Il contributo economico di 600 euro al mese per 6 mesi per pagare la retta dell’asilo nido pubblico o privato, viene erogato alla mamma che presenta specifica domanda e possiede i requisiti di accesso al beneficio.

Chi paga:

  • Il pagamento della struttura avviene in maniera diretta
  • L’elenco degli asili ammessi al beneficio è pubblicato sul sito dell’INPS
  • Si deve dimostrare che il bambino si a frequentante della struttura stessa

Prima dell’invio della domanda del contributo economico, verificare prima quali sono gli asili nido ammessi al beneficio.

Questa possibilità potrebbe rappresentare uno spiraglio, per chi ancora è indeciso sulla creazione della famiglia. Le agevolazioni ora ci sono, care donne, mi rivolgo in primis a voi, ora non avete più “scuse”.

Sabrina Mattia

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