Iran, oggi la revoca delle sanzioni. Zarif: “E’ un bel giorno per il nostro popolo”

Le sanzioni contro l’Iran “saranno revocate oggi”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif a Vienna per l’incontro sull’attuazione dell’accordo nucleare con il segretario di Stato americano John Kerry e l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini. “Oggi – ha detto, citato dall’Isna – è un bel giorno per il popolo iraniano, per la regione e il mondo. Le sanzioni saranno revocate”.

Il presidente del parlamento iraniano (Majlis), Ali Larijani, ha espresso il suo ringraziamento al presidente Hassan Rohani, al ministro degli Esteri Mohammad-Javad Zarif e al team di negoziatori con il gruppo 5+1 per il loro “ruolo essenziale” nei colloqui che hanno portato alla revoca delle sanzioni internazionali.

“La revoca delle sanzioni – ha detto, parlando al Majlis – fornirà al paese un’importante possibilità di sviluppo economico e progresso. Ringrazio il presidente, il ministro degli Esteri, i negoziatori e i membri del parlamento per aver svolto un ruolo essenziale per il raggiungimento di questo risultato. Speriamo che sia una benedizione per la nostra nazione e che le condizioni di vita diventino più semplici”.

Una vera e propria maratona durata almeno 13 anni. Così si può definire il negoziato sul programma nucleare iraniano tra Teheran e il gruppo ‘5+1’ (i Paesi membri del Consiglio di Sicurezza più la Germania), che ha portato alla revoca delle sanzioni internazionali contro la Repubblica Islamica. Di seguito le teppe principali del negoziato.

– AGOSTO 2002: Il Consiglio nazionale della resistenza, gruppo iraniano di opposizione con sede a Parigi, diffonde dettagli sull’impianto nucleare di Arak e su un sito per la produzione di combustibile nucleare in costruzione a Natanz, facendo temere alla comunità internazionale che l’Iran intenda sviluppare armi atomiche.

– FEBBRAIO 2003: Il presidente Khatami riconosce l’esistenza dell’impianto di Natanz. L’Iran accetta la richiesta dell’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) di visitare il sito.

– GIUGNO 2003: Nel suo rapporto sulle ispezioni l’Aiea giunge alla conclusione che l’Iran non ha rispettato gli obblighi stabiliti dai trattati internazionali. Gran Bretagna, Germania e Francia lanciano (Ue-3) un’iniziativa diplomatica per arginare lo sviluppo del programma nucleare iraniano.

– AGOSTO 2005: L’ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad viene eletto presidente dell’Iran. Uno dei punti del suo programma è il rilancio in grande stile del programma nucleare del paese.

– FEBBRAIO 2006: L’Aiea chiede di deferire l’Iran al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Dopo il voto, l’Iran annuncia la ripresa delle attività di arricchimento dell’uranio.

– GIUGNO 2006: Usa, Cina e Russia si uniscono a Gran Bretagna, Germania e Francia per formare il gruppo 5+1.

– 2006-2010: Il Consiglio di Sicurezza adotta sei risoluzioni e impone sanzioni graduali contro l’Iran, tra cui il congelamento dei beni di individui e società collegate al programma di arricchimento e che vietano al Paese la fornitura di tecnologia nucleare.

– SETTEMBRE 2009: Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, rivela l’esistenza di un impianto di arricchimento sotterraneo a Fordow, vicino alla città di Qom. Negli Stati Uniti e in Israele si inizia a parlare con insistenza di attacchi aerei contro l’Iran per fermare il suo programma nucleare.

– GIUGNO 2013: Hassan Rohani viene eletto presidente dell’Iran. E’ considerato più moderato, pragmatico e disposto a negoziare rispetto ad Ahmadinejad. A settembre, Obama telefona a Rohani. E’ il primo contatto tra i leader degli Stati Uniti e dell’Iran dal 1979.

– NOVEMBRE 2013: L’Iran e il gruppo 5+1 raggiungono a Ginevra un accordo provvisorio, noto come ‘Piano d’azione comune’. L’accordo limita il programma nucleare iraniano. Cessa la produzione del reattore ad acqua pesante di Arak e l’Iran rinuncia a gran parte delle sue scorte di uranio arricchito. Prima parziale revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica.

– LUGLIO 2014: Scadono i termini per trasformare in definitiva l’intesa maturata a novembre. L’accordo tra Iran e 5+1 non viene raggiunto. I negoziati vengono prorogati fino a novembre 2014.

– NOVEMBRE 2014: Anche questa scadenza non viene rispettata. Vengono prorogati i negoziati fino al 30 giugno, con l’obiettivo tuttavia di raggiungere un accordo quadro entro marzo.

– 2 APRILE 2015: L’Iran e le potenze mondiali annunciano di aver trovato l’intesa per un accordo quadro che limita il programma nucleare iraniano, in cambio di parziale revoca delle sanzioni.

– 25 GIUGNO: A Vienna riprendono i colloqui per arrivare a un accordo definitivo sul nucleare iraniano. La scadenza del negoziato viene fissata a martedì 30 giugno e poi prorogata.

– 14 LUGLIO: L’Iran e i 5+1 raggiungono un accordo storico, che prevede la sospensione della sanzioni contro Teheran in cambio dell’imposizione di limiti e controlli internazionali sul programma nucleare iraniano. L’effettiva sospensione delle sanzioni viene legata ai passi avanti dell’Iran nella limitazione del suo programma nucleare

fonte: adnkronos.it

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