Albania: Esplorando il paese delle aquile – parte 1

Così vicina, ma al tempo stesso così lontana, l’Albania è un paese dalle spiagge bellissime, il mare limpido, la natura incontaminata, numerosi siti archeologici e -sopratutto- è una meta ancora poco battuta dai turisti.

TIRANA

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La capitale si trova nella zona interna del paese ed è circondata da alte montagne.

È una città moderna in cui vale la pena passare qualche giorno per visitarne i musei, le moschee e le chiese ortodosse, ma soprattutto per perdersi tra le sue strade, passeggiando lungo il fiume Lana e ammirando i ‘palazzi colorati’, un progetto di riqualificazione artistica voluto dall’ex-sindaco Edi Rama (attualmente Primo Ministro del paese), che ha dichiarato di considerare il suo incarico di sindaco come ‘una forma suprema di arte contemporanea’. Edi Rama, che prima di essere eletto sindaco era un pittore, ha saputo dare nuova vita ai palazzi grigi e rovinati del centro, modificando al tempo stesso l’aspetto del lungofiume, che oggi si presenta come una piacevole area alberata.

I quartieri più vitali della capitale sono ‘Qyteti Studenti’, la città universitaria, e ‘Blloku’, la zona dove abitava l’ex-primo segretario di partito Enver Hohxa assieme ad altri importanti quadri del regime comunista. Per questa ragione, l’area non era accessibile ai comuni cittadini e dove un tempo sorgeva il posto di blocco c’è ora il ‘Memoriale dell’isolamento comunista’, un’installazione di arte contemporanea composta dal bunker che durante gli anni della dittatura proteggeva l’ingresso al quartiere, da un pezzo della struttura di pilastri in cemento della miniera di Spac, un campo di lavori forzati dove venivano mandati gli oppositori politici, e da un tratto del muro di Berlino. Oggi Blloku è il quartiere trendy di Tirana, pieno di bistrot e locali dove passare piacevoli serate in compagnia di artisti e studenti.

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LA RIVIERA

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La riviera albanese è splendida: le spiagge sono poco affollate e molto diverse tra loro, l’acqua è cristallina e la catena montuosa corre proprio lungo la costa, formando delle scogliere molto pittoresce.

Nella zona centrale della costa albanese si trovano due grandi porti, Valona e Durazzo, e qui si concentra anche la gran parte del turismo estivo e quindi un’ampia offerta di hotel, ristoranti, casinò ed altri divertimenti.

Chi cerca un’atmosfera più tranquilla, fatta di spiagge libere e piccoli paesini in pietra dove ogni casa ha la sua piccola vigna che cresce all’ombra del portico, deve dirigersi nel sud del paese, più o meno all’altezza di Himare, ossia poco più a nord dell’altra zona molto apprezzata dagli albanesi in vacanza: la riviera di Sarande.

Lungo la costa albanese, al confine tra il mare Adriatico e lo Ionio, si trova il Parco Naturale della LLogara, il cui picco più alto (2018 metri) sorge non troppo lontano dalla costa, assicurando un panorama mozzafiato. È un parco caratterizzato da maestose foreste di pini, tra cui il particolare esemplare di Pino Bandiera, e cime curiosamente modellate dal vento del mare.

Himare ha due spiagge principali collegate dalla passeggiata del lungomare, su cui si affacciano i principali hotel, ristoranti e negozi. Nella città antica, che si trova sopra la collina, ci sono le rovine di un castello che, con la sua storia di più di 2000 anni, racconta di un passato in cui Himare era un importante centro della costa Ionica. Il suo presente, invece, è legato alla comunità greca dell’Albania del sud, come testimoniano le numerose scritte e insegne in greco che colorano le sue strade.

Gjipe è una bellissima spiaggia racchiusa tra scogliere variopinte, i cui colori sfumano dal rosso al bianco, passando per tutti i toni del marrone e del grigio. Non è molto facile da raggiungere, dal momento che la macchina va lasciata a più di un chilometro dalla spiaggia, ma per le sue acque color smeraldo e la sua atmosfera semplice e selvaggia vale la pena fare un piccolo sforzo.

Porto Palermo è una piccola penisola su cui si trova una fortezza del 19° secolo voluta da Ali Pasha, che è stata anche usata come base sottomarina sovietica durante il regime comunista. Sullo stesso piccolo lembo di terra si trova anche una graziosa chiesa in pietra, la chiesa di San Nicola, costruita nel 1818 da Ali Pasha in onore della moglie.

Qeparo è una lunga spiaggia bianca dal fondale soffice e sabbioso. Qeparo, però, non è solo una bellissima spiaggia: salendo in cima alla collina, è possibile avventurarsi tra i vicoli acciottolati del paese antico, ora quasi totalmente abbandonato.

Durante gli anni dell’esodo, la maggiorparte di questi paesini di montagna si sono svuotati, e gli albanesi che sono rimasti in patria hanno preferito costruire case più moderne a valle, lungo le principali vie di comunicazione. Spingendosi sulle colline che corrono lungo la costa non è raro –quindi- imbattersi in questi suggestivi ‘paesi fantasma’ fatti di case di pietra bianca lasciate in un dolce abbandono e vicoli stretti che si aprono su panorami mozzafiato.

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LE CITTA’ PATRIMONIO UNESCO

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Sia Gjirokaster che Berat sono tutelate dall’UNESCO per la bellezza dei loro centri storici, caratterizzati da monumentali palazzi dell’era ottomana costruiti secondo il tipico stile nato in Turchia a cavallo tra i secoli 14° e 15° e poi diffusosi in tutta l’area Balcana. Questi quartieri, oltre all’architettura suggestiva, offrono anche testimonianza di secoli di convivenza pacifica tra mussulmani e cristiani.

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Gjirokaster è un dedalo di stradine in pietra, scoscese e molto ripide. È conosciuta come ‘fortezza d’argento’ perchè, subito dopo la pioggia, i suoi tetti di pietra e le vie della città riflettono un’affascinante luce argentata. All’interno del castello si trova il Museo degli Armamenti che, tra cannoni e carriarmati, espone anche un presunto aereo-spia americano del periodo della guerra fredda. Ma la cosa più bella del Castello di Gjirokaster è l’impressionante vista sulle montagne vicine, i cui colori sfumano dal giallo al marrone e al verde.

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L’antica città di Berat è divisa in due parti dal fiume Osumi. Da un lato, il quartiere di Mangalem che, pur se pieno di ristoranti e negozi di souvenir, ancora non ha perso il suo fascino. A Mangalem si trova la Cittadella Fortificata di Berat, una fortezza medievale che racchiude 14 chiese e cappelle –o, in alcuni casi, le rovine di esse-, nonchè la splendida collezione di icone albanesi del Museo Onufri. All’interno della fortezza si trovano alcune delle case di pietra più antiche della città, tuttora abitate. Dalla fortezza si può vedere la scritta NEVER che troneggia sul monte Shpirag, acronimo della precedente scritta ENVER voluta dal regime comunista nel 1968 in occasione delle celebrazioni del compleanno di Enver Hoxha. A Mangalem si trovano anche alcune importanti moschee, a testimonianza dello spirito multireligioso di Berat, dove da secoli religioni diverse convivono in modo pacifico.

Dall’altro lato del fiume si trova invece il quartiere di Gorica, anch’esso patrimonio UNESCO, dove si respira un’atmosfera più semplice, caratterizzata da vicoli acciottolati attraversati da piccoli vitigni domestici.

Da sempre una porta tra Oriente e Occidente, l’Albania si affaccia ora all’Europa orgogliosa della sua identità pienamente occidentale, ma a me piace ricordarla nella bellezza delle sue architetture ottomane e nel romantico canto del muezzin che si diffonde al tramonto tra gli stretti vicoli di pietra.

Video del mio viaggio in Albania:

 

Giulia Blocal – www.blocal-travel.com

BIO: ho un blog di viaggi che racconta di tutti quei posti che non si trovano sulle guide turistiche. Sono appassionata di Balcani, street art, posti abbandonati, periferie e paesaggi urbani.

 

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