Il Sentiero della Felicità – Di Florio / Leeman

Forse non tutti sanno che, lo yoga (nelle sue innumerevoli varianti), disciplina ormai diffusa in tutto l’Occidente, deve la sua fama al santo indiano Yogananda, che nella prima metà dell’900, attraverso i suoi insegnamenti e al libro “Autobiografia di uno yogi”, divenne un vero e proprio guru, in tutto il mondo.

Il documentario firmato da Paola Di Florio e Lisa Leeman, si rivela fin da subito impresa ardua, ma in poco più di 80 minuti, le due registe, fanno centro restituendo l’immagine di una personalità complessa e carismatica, senza eccedere troppo in enfasi e patetismo, ma raccontando il tutto con una vena di autentico realismo, come dimostrano le vari immagini di repertorio, che inquadrano alla perfezione il difficile contesto storico, in cui si muove il nostro protagonista. Quello che conta alla fine è che il potente messaggio di Yogananda, arriva dritto al cuore, ma sopratutto alla mente, considerata centro promotore dell’energia, che guida la nostra esistenza sulla Terra.

La pellicola, ripercorre i momenti salienti della sua vita, dall’infanzia in India dove vivrà il suo primo grande dolore, con la scomparsa dell’amata madre, all’incontro fondamentale con il suo maestro Sri Yukteswar, fino ai quindici anni trascorsi in America, dove i suoi insegnamenti, diverranno punto di riferimento per un’intera nazione che conterà tra i suoi più illustri adepti, George Harrison e Steve Jobs. La parola d’ordine per Yogananda è meditazione e vero scopo dello yoga, non è quello di essere attraente, ma di comprendere Dio e realizzare se stessi. Il Kriga Yoga, è la scienza della realizzazione di Dio, per mezzo della meditazione.

Oltre che nel cervello, Yogananda individua nella spina dorsale, gli strumenti della percezione divina e solo attraverso la forza di volontà, che caratterizza ogni individuo, si può trasformare il pensiero in energia. Solo ricanalizzandola e non disperdendola nella giusta direzione, si possono creare nuove modalità di pensiero e nuovi modelli di vita emozionale. La complicata missione del guru, è proprio quella di conciliare la tecnologia, l’efficienza materiale e le conoscenze scientifiche dell’Occidente, con l’antica sapienza spirituale dell’Oriente.

Tutti possono e devono aspirare alla realizzazione del sé e se il mondo circostante, sembra ogni giorno di più affossare questa legittima aspirazione, la visione di questo documentario, ci ricorda che dobbiamo lottare proprio in direzione contraria e non abbandonarci all’ovvio e alla rassegnazione di un destino già scritto.

Laura Pozzi

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