Albania: Esplorando il paese delle aquile – parte 2

Dopo esserci rilassati in riviera, proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dell’Albania esplorando le zone più interne…

Permet

http://www.blocal-travel.com/road-trip/permet-mountainous-south-of-albania-html/

Incastrata tra due catene montuose, la cittadina di Permet è all’ingresso del Parco Nazionale più grande dell’Albania: ‘Bredhi i Hotoves’, una foresta di 1400 ettari all’interno della quale si trovano anche alcuni caratteristici villaggi in pietra.

Questa è una zona conosciuta in tutta l’Albania per il suo vino autoctono, il Debine, le sue numerose qualità di raki, il distillato caratteristico del Balcani, e molti altri rinomati prodotti tipici come uva, ciliegie, piante aromatiche e officinali, formaggi, origano, miele e gliko, una composta a base di frutta o verdura.

Permet nasce nel 15° secolo come villaggio ottomano e si sviluppa soprattutto durante gli anni del regime comunista quando –essendo considerata la capitale ‘non ufficiale’ del paese- si è dotata di numerosi edifici razionalisti tipici di quel periodo.

Di Permet mi ha colpito il tipico mix balcano di chiese ortodosse e moschee, grandi piazze razionaliste e piccole case decadenti con deliziosi orti dove vengono coltivate le specialità locali, venditori ambulanti e anziani seduti sulle panchine a sorvegliare il xhiro quotidiano dei più giovani, che ripercorrono la via principale avanti e indietro prima di sedersi al bar a sorseggiare una birra.

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Nella montagna che sovrasta Permet si trova Leusa, un paesino composto da alcune case in pietra raggiungibile unicamente a piedi. Qui, nascosta nella fitta vegetazione, c’è la chiesa ortodossa di Santa Maria, famosa per le icone bizantine che vi sono conservate.

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A pochi chilometri da Permet, o meglio alla fine del pittoresco canyon di Lengarice, si trova Banje, un’area conosciuta per le piscine naturali di acque termali all’ombra del ponte ottomano di Katiu.

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Korça

http://www.blocal-travel.com/road-trip/korca-hinterlands-of-south-eastern-html/

Conosciuta come la ‘Parigi di Albania’, Korça è da sempre la città preferita dagli intellettuali, dai poeti e dagli artisti. I suoi ampi viali sono animati da tanti café e locali dove la gente si siede a chiacchierare davanti ad un caffè turco, una birra o una raki. Tutta la vita della città si svolge lungo questi boulevards: qui i venditori ambulanti offrono ogni tipo di prodotto, gli anziani giocano a domino, i bambini scorrazzano i bicicletta mentre i più grandi fanno bella  mostra della loro auto nuova, in genere una Mercedes ultimo modello, costretta ad arrancare tra le buche. L’architettura di Korça è molto raffinata e qui si trovano anche alcuni bellissimi musei e importanti collezioni d’arte, a testimonianza dello spirito di avanguardia artistica che caratterizza questa città da secoli.

A Korça si trova la Cattedrale Ortodossa più grande dell’Albania, e la seconda in tutti i Balcani, la cui maestosità simboleggia il ritorno al culto dopo gli anni del regime comunista.

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Poco distante dalla Cattedrale si trova il vecchio bazaar, dove secoli fa si incontravano i mercanti provenienti dalle diverse zone dell’Albania, ma anche dalla Grecia e dalla Macedonia, così come da Venezia e da Trieste. Un tempo il mercato si svolgeva al coperto, all’interno degli  splendidi edifici ottomani che delimitano piccole piazze e un dedalo di stradine, edifici che però ora sono ridotti in condizioni fatiscenti. Ma il mercato che ha reso Korça uno dei più importanti centri economici e culturali dell’Albania ha ancora un grande fascino, che risiede in parte nelle persone che lo animano: un mix di venditori Albanesi, Macedoni e Valacchi che convivono con popoli di origine rom, rispecchiando a pieno la variegata composizione etnico-culturale della città.

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Un altro posto assolutamente da non perdere è il Birrificio Korça, che produce la birra nazionale Albanese. Aperto nel 1929 e rinnovato nel 2006, il Birrificio Korça è stato il primo stabilimento di produzione della birra in Albania.  Qui è possibile visitare l’impianto di produzione e assaggiare un’ottima birra non filtrata direttamente dalla ‘sorgente’. Dato l’alto numero di ettolitri di birra prodotti (siamo nel cuore dei Balcani, dopotutto!), la produzione è ormai tutta computerizzata, ma l’acqua utilizzata è ancora quella proveniente dalla vicina sorgente della montagna Morava, visibile dal cortile della fabbrica.

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La zona dei laghi: Prespa e Ohrid

I due laghi di Prespa sono i laghi tettonici più alti dei Balcani. L’area circostante è un parco naturale che, di recente, è entrato a far parte del patrimonio UNESCO, a tutela della sua biosfera. Il più grande dei due laghi ha le sue sponde in Albania, in Macedonia e in Grecia e -nelle sue acque- si trova la piccola isola abbandonata di Maligrad, sulla quale nel 14° secolo è stata costruita la bellissima chiesa affrescata di Santa Maria.

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Il lago di Ohrid è il più profondo lago dei Balcani, nonchè uno dei più antichi laghi del mondo. Anch’esso patrimonio UNESCO, divide le sue acque tra Macedonia e Albania. Mentre la costa macedone è più sviluppata e visitata dai turisti durante tutto l’anno, la costa albanese è selvaggia e deserta, punteggiata da tanti piccoli paesini caratteristici con barche, spiaggette e piccoli ristoranti dove gustare il koran, il pesce tipico di questo lago. Sulla sponda albanese del lago di Ohrid si trova Pogradec, uno dei principali centri turistici dell’Albania. Abitata sin da tempi antichi (come testimonia l’importante sito archeologico di Selca con le tombe dei re Illiri), Pogradec è ora famosa per i suoi grandi hotel e casinò. Qui, nel verdeggiante quartiere residenziale di Drilon, Enver Hoxha e i principali ufficiali del regime comunista venivano a trascorrere le vacanze, e quindi l’area era off-limits per i comuni cittadini, come nel caso del quartiere Blloku a Tirana.

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Voskopoja

http://www.blocal-travel.com/road-trip/voskopoja-albania/

Voskopoja è stata una metropoli cosmopolita, un centro di arte e cultura, nonchè la seconda città più grande dell’impero ottomano dopo Istanbul. La Voskopoja di oggi, invece, è un paesino isolato di montagna, che conta meno di 2000 abitanti. Costruite per la maggior parte nel 18° secolo, molte delle chiese affrescate dai massimi artisti dell’epoca che hanno reso famosa questa cittadina si trovano oggi al di fuori del centro abitato, a testimonianza del fatto che la città era molto più estesa in un glorioso passato.

Oltre alle bellezze naturali, il patrimonio archeologico e la freschezza dei suoi cibi, un viaggio in Albania offre soprattutto la possibilità di entrare in contatto con questo popolo, persone sorridenti, sempre disponibili e con una gran voglia di chiacchierare, soprattutto se l’argomento della conversazione è l’Italia, un paese che loro ammirano molto e di cui sanno tutto. E, forse, è arrivato per noi il momento di ricambiare questo interesse.

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Giulia Blocalwww.blocal-travel.com

BIO: ho un blog di viaggi che racconta di tutti quei posti che non si trovano sulle guide turistiche. Sono appassionata di Balcani, street art, posti abbandonati, periferie e paesaggi urbani.
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