La Gig Economy batte il lavoro nero?

Nella Gig Economy la domanda di prestazioni è fatta su delle piattaforme tecnologiche online e le persone iscritte su queste piazze virtuali possono offrirsi per svolgerle.

Queste persone però non sono necessariamente dei professionisti, chiunque può candidarsi per accudire qualcuno, dipingere una stanza, portare a spasso il cane, fare la spesa per altri, fare i compiti…etc etc..

Si diffonde così un nuovo modello di lavoro, grazie all’intermediazione di queste piattaforme che da un lato possono contare su grandi numeri di persone disposte a lavorare anche per poco, dall’altro su clienti disposti anche a pagare il prezzo per l’intermediazione.

Esaminiamo per esempio il caso di Tabbid.

Ci si iscrive sulla piattaforma, è possibile farlo anche tramite il profilo Facebook, così amici e parenti potranno lasciare referenze.

Inoltre,  attraverso il programma premium Tabbid-pro (al costo di Euro 5), gli utenti possono rilasciare i propri dati personali e fornire il proprio curriculum vitae.

Questo tipo particolare di Tabbider, sarà certificato dal sistema, che offrirà così una maggiore garanzia di affidabilità rispetto a questi utenti, anche nel caso in cui siano privi di feedback. E’ una iscrizione volontaria, per avere maggiore visibilità. Altrimenti di norma è gratuito.

Gli utenti iscritti (cosìdetti tabbider), più vicini logisticamente al luogo di svolgimento della prestazione, ricevono un avviso da parte della piattaforma e chi è interessato a svolgere tale prestazione può candidarsi.

Tabbid consente innanzitutto di lasciare dei feedback in favore di chi ha effettuato la prestazione, il breve lavoretto, la collaborazione.

Inizialmente si poteva rallentare la ricerca, quando i candidati erano privi di recensioni; grazie alle recensioni di parenti ed amici, questo ostacolo sarà ampiamente superato, poi una volta entrati nel circuito sarà tutto più facile.

Le prestazioni che si svolgono tra privati sono  estranee a qualsiasi forma di percentuale in favore del sistema della piattaforma.

Come potremmo inquadrarli a livello giuridico?

Possiamo fare riferimento all’Art. 2222 Codice Civile, nello specifico il contratto d’opera:

“una parte si impegna verso l’altra al compimento di un determinato lavoro, senza vincoli di subordinazione”

Il pagamento di tali prestazioni, qualora avvenga tra due privati come ad esempio tra due tabbider, non genera l’obbligo del versamento della ritenuta d’acconto del 20%.

Si impone soltanto il rilascio di una ricevuta al momento della ricezione del denaro, a cui dovrà essere apposta una marca da bollo di 2 euro se l’importo del compenso supera i 77,47 Euro (come se fosse un conto corrente)

Bisogna però ricordare che non si possono svolgere prestazioni occasionali per più di trenta giorni nell’anno solare e non si possono percepire più di 5.000,00 Euro a titolo di compensi sempre nell’arco di un anno, altrimenti superata tale soglia la normativa fiscale impone l’apertura di una Partita Iva.

I compensi percepiti a fronte dello svolgimento delle prestazioni occasionali vanno dichiarati e saranno assimilati ai redditi diversi, previsti dall’art. 67, comma 1, del Testo Unico delle imposte sui redditi.

Vi elenco alcune piattaforme interessanti:

Chimiconsigli

Gli Affidabili

Makeitapp

Minijob

Solvercity,

Upwork

Croqquer

Le cicogne, Mystarsitter, Oltretata, Sitterlandia : aiutano a trovare una baby sitter o una badante

Animali alla pari, Holidog, Petsharing e Petme: per cercare un pet sitter

Per esempio prendiamo il caso di Timerepublik .

Un social dove l’unica moneta è il tempo

Gli utenti possono offrire le proprie competenze e accrescere la reputazione online (web reputation di cui abbiamo parlato in un altro articolo).

Un sistema in cui nessuno rimarrà mai con le tasche vuote, infatti se ci pensiamo tutti possiedono del tempo, oltre questo di sicuro hanno talento.

Con queste modalità, è possibile migliorare la propria qualità di vita attraverso un sistema lavorativo alternativo, per esempio affittando la propria casa oppure vendere alcuni beni, scambiarsi tempo ma a condizione di avere comunque già un lavoro stabile e una retribuzione mensile garantita.

E’ anche vero che  i lavoratori che ottengono incarichi grazie a queste piattaforme da una parte sono privi di qualsiasi garanzia dall’altra,  le grandi società che favoriscono la domanda e l’offerta di lavoro incrementano i profitti, senza ulteriori costi.

Un quesito mi sorge spontaneo: nel futuro ci saranno più collaboratori? Senza un ufficio stabile e orari rigidi, saranno effettivamente più liberi? Quale sarà il prezzo da pagare?

 

Sabrina Mattia

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