14 Aprile 1912: scontro fra Titani.

La notte del 14 aprile del 1912 il transatlantico più famoso del mondo entrò in collisione con un iceberg ed impiegò poco più di due ore e mezza per affondare, in pieno Oceano Atlantico, costando la vita a più di 1550 persone, fra equipaggio e passeggeri.

A distanza di oltre un secolo la storia del Titanic è ancora ben presente nel nostro immaginario collettivo, sebbene spesso un po’ romanzata, a volte rivista in chiavi misteriose o, addirittura, attraverso gli occhi di un giovane Jack, alias Leonardo Di Caprio.

La notorietà della vicenda non si deve unicamente all’enorme impatto emotivo che ebbe sul momento, probabilmente a causa del fatto che fu la prima tragedia navale accuratamente raccontata dai media ma, anche, ai significati simbolici che le sono stati in seguito attribuiti. Si disse che il disastro segnò la fine della Belle époque e, sicuramente, diede una bella scossa alla fiducia nella tecnologia che caratterizzava il pensiero del periodo. Inoltre, come una simbolica livella, la tragedia colpì nello stesso modo tutti i passeggeri, dai ricchi viaggiatori della prima classe (un biglietto di prima, solo andata, costava una cifra che si aggira intorno ai 40’000 Euro odierni) ai poveri emigranti della terza.

L’inabissarsi del Titanic demolì non solo il mito della sua inaffondabilità (già saldo benché si trattasse del viaggio inaugurale) ma anche del sogno di lusso e progresso rappresentato dal miglior prodotto navale dell’ingegno umano. Non si trattava certo del primo grande naufragio del secolo, proprio un mese prima affondava il Principe de Asturias a largo dell’isola di Sao Sebastiao portando con se 500 vittime, ma non si trattava della più sicura e bella nave del mondo.

La più sicura nave del mondo non aveva sufficienti scialuppe per tutti i passeggeri.

Il RMS Titanic nel porto di Cobh, Irlanda

Il RMS Titanic nel porto di Cobh, Irlanda

Fortunatamente “la nave più sicura del mondo” aveva, comunque, a bordo due marconisti ed un telegrafo senza fili, decisivi per la vita dei 705 sopravvissuti. L’apparecchio di Marconi aveva già salvato la vita ai naufraghi della nave inglese Republic nel gennaio del 1909, ma fu solo dopo l’affondamento del Titanic che i mezzi navali furono obbligati, per legge, a mantenere in funzione la radio di bordo 24 ore su 24 e che il segnale di soccorso SOS divenne di uso comune.

L’anno seguente vide la riunione della Prima convenzione internazionale sulla sicurezza della vita in mare, a Londra e, non solo, dopo l’evidente leggerezza con la quale era stato trattato il pericolo iceberg, nel gennaio 1915 venne istituito l’International Ice Patrol, un’agenzia della guardia costiera americana che ancora oggi controlla e segnala la presenza delle montagne di ghiaccio ritenute insidiose per la navigazione nel nord Atlantico.

Proprio in seguito al tragico evento la sicurezza in mare ha subito una svolta, se non altro in termini di regolamento.

Situato troppo in profondità per le tecnologie dell’epoca, l’ingombrante relitto del transatlantico è stato localizzato ed ispezionato solo nel 1985, a circa 486 miglia di distanza dall’isola di Terranova, ad una profondità di 3 787 m, ai piedi della scarpata continentale. Il ritrovamento aiutò a delineare meglio alcune circostanze relative alla dinamica dell’incidente, per esempio confermò la rottura in due tronconi della nave.

Furono recuperati migliaia di reperti, successivamente restaurati ed il sito del relitto ha suscitato un certo interesse “turistico”.

In quanto rubrica di scienze non possiamo non citare la scoperta dell’Halomonas titanicae, batterio così chiamato perché rinvenuto per la prima volta proprio sull’omonimo relitto.

41°43′55″N 49°56′45″W

Relitto del Titanic – 41°43′55″N 49°56′45″W

Finora abbiamo parlato del protagonista della vicenda ma qual è la storia dell’antagonista, altrettanto “titanico”?

L’avventura del gigantesco iceberg che si è scontrato con il Titanic ha inizio, come per molti altri, migliaia di anni fa, con le prime nevicate in Groenlandia che gettarono le basi per la formazione degli strati di ghiaccio da cui si staccano le enormi masse errabonde del nord dell’Atlantico. Siamo partiti da lontano perché la vita di un iceberg, definito nel momento in cui si stacca dalla massa glaciale di appartenenza, è piuttosto breve.

Ecco il suo presumibile viaggio: una volta partito dal ghiacciaio originario è stato trasportato dalla corrente occidentale della Groenlandia prima verso nord, costeggiandone inizialmente la costa e, successivamente, scendendo lungo il Labrador (Canada). Una volta tornato a latitudini più basse (45N) viene preso in carico dalla Corrente del Golfo, molto più calda della precedente. Pochi iceberg arrivano alla fine di questo viaggio e, anche quando lo fanno, la calda corrente non consente loro di proseguire molto oltre.

Non v’è certezza sull’identità dell’iceberg incriminato, nei giorni successivi allo scontro ne sono stati fotografati diversi nelle zone circostanti, uno dei quali mostrava una macchia rossa compatibile con lo scafo del transatlantico.

Di The chief steward of the liner Prinz Adalbert - How Large Was The Iceberg That Sank The Titanic. Navigation Center, United States Coast Guard.

Il “presunto colpevole”. Foto del Commissario di bordo della Prinz Adalbert – Navigation Center, United States Coast Guard.

Il mito romanzato del Titanic non è destinato a morire tanto presto: il magnate australiano Clive Palmer ha deciso di realizzare una “gemella” della nave sfortunata da varare entro il 2018. La Blue Star Line, la compagnia che se ne occupa, ha dichiarato che la sosia sarà in tutto e per tutto rassomigliante all’originale eccetto, si spera, che per tecnologia e.. sicurezza!

Legge del Titanic: non appena si dichiara che una qualsiasi nave è inaffondabile, questa cola a picco. (Legge di Murphy)

Serena Piccardi

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

©2017 virgoletteblog.it ideato da Filippo Piccini sito web realizzato da Riccardo Spadaro

Log in with your credentials

Forgot your details?