TTIP, Greenpeace accusa: “Gli Usa vogliono far saltare le regole Ue su ambiente e salute“

Nel mirino dei negoziatori americani che trattano con quelli europei le regole del trattato TTIP (il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti) ci sarebbero proprio le regole europee a tutela della salute e dell’ambiente. Lo rivelerebbero una serie di documenti segreti – note a scopo interno scritte dai negoziatori europei – su cui ha messo le mani l’organizzazione ecologista Greenpeace, e che sono stati visionato da una serie di media come il quotidiano francese «Le Monde», quello britannico «The Guardian», e il sito italiano «Eunews».

I negoziati per il progetto di trattato sono in corso da oltre tre anni, e oggettivamente vanno a rilento per differenze «inconciliabili» in molti settori. Nei giorni scorsi il presidente USA Barack Obama ha sollecitato una rapida firma dell’accordo, che per i fautori creerà la più grande area di libero scambio del pianeta, sommando due economie che insieme, rappresentando oltre 800 milioni di persone, ammontano già oggi al oltre il 46% del Pil dell’intero pianeta. Un trattato che però è fortemente osteggiato in molti paesi europei, perché considerato in grado di aggirare o far saltare molte delle norme europee in tema di salute, ambiente e protezione dei consumatori, consentendo ai prodotti americani di essere liberamente venduti in Europa anche se non rispettosi delle norme Ue. A insospettire molti c’è anche la segretezza con cui i negoziati – giunti al 12esimo round – sono stati condotti, e la famosa clausola che permetterebbe alle multinazionali americane di citare gli Stati europei rei di limitare la loro attività presso una corte arbitrale. Contro il progetto del Ttip hanno manifestato pochi giorni fa 250mila persone in Germania, e il 7 maggio una manifestazione nazionale è previsto anche a Roma.

Non è detto che l’accordo venga chiuso: a quel che si sa ci sono ancora grandi differenze su molti temi. Certo è che a prendendo per buoni i documenti diffusi da Greenpeace – 240 pagine di carte – emerge che, per spingere all’accordo su maggiori importazioni di prodotti agricoli e alimentari americani in Europa, Washington minaccia di bloccare le facilitazioni sulle esportazioni per l’industria automobilistica europea. Allo stesso tempo gli americani attaccano il cosiddetto «principio di precauzione» che è alla base delle norme di tutela del consumatore europeo, e che oggi proteggono 500 milioni di consumatori dall’ingegneria genetica negli alimenti e dalla carne trattata con ormoni.

Dai documenti, poi, emerge la rigida tattica adottata dagli americani: secondo la tedesca «Sueddeutsche Zeitung», «mentre l’Ue rende pubbliche le sue proposte, gli Usa si ostinano a mantenere segrete le posizioni, garantendosi così uno spazio di manovra tattico». Gli americani cercano con forza di far saltare le regole europee che mettono al bando i cosmetici testati sugli animali, cercano di proteggere il loro settore dell’engineering, e propongono che l’Unione Europea debba informare preventivamente tutte le industrie Usa su possibili nuove regolamentazioni (anche su aspetti tecnici molto limitati), coinvolgendole (come le industrie europee) nella fase di preparazione dei provvedimenti.

Jorgo Riss, direttore di Greenpeace per l’Unione europea, sostiene che «questi documenti trapelati ci consentono uno sguardo senza precedenti sull’ampiezza delle richieste americane, che vogliono che l’Ue abbassi o aggiri le sue tutele dell’ambiente e della salute pubblica nell’ambito del Ttip». Secondo l’esponente ecologista, «la posizione europea è brutta, ma quella americana è terribile» e, secondo lui, «si sta spianando la strada a una gara al ribasso negli standard ambientali, della salute e della tutela dei consumatori».

fonte: LASTAMPA.it

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