“Ora tremano tutti”, finti scoop e veri ricatti del padrone di Telejato

Finti scoop, veri ricatti. La sua tv usata come clava e i sindaci come bancomat. Le false intimidazioni e le attestazioni di solidarietà a ogni livello come fumo negli occhi e leve del suo ‘sistema’. Più gli investigatori scavavano, più si delineava la figura di Pino Maniaci, indagato per estorsione e sottoposto al divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani. “Si è scoperto – scrive il gip nella corposa ordinanza che accoglie le richieste della procura nell’ambito dell’operazione ‘Kelevra’ – grazie all’attività di intercettazione corroborata dalle dichiarazioni delle vittime (il sindaco di Partinico, Salvatore Lo Biundo e il sindaco di Borgetto Gioacchino De Luca, che riferisce anche della estorsione in danno dell’assessore comunale Gioacchino Polizzi, dimostratori a riguardo reticente) che Pino Maniaci, forte del potere mediatico ottenuto esercitato ha cominciato a sfruttarlo per vessari vari amministratori locali che, intimoriti dalle notizie lesive artatamente paventate dal direttore di Telejato, vengono costretti a versare anche periodicamente somme di denaro per evitare o prevenire la divulgazione di servizi televisivi lesici del loro operato e onorabilità”.

“Fai tremare tutti con questa televisione”, diceva l’amante al giornalista intercettato che si vantava della sua capacità di intimidire i sindaci e di ottenere ciò che voleva, dai soldi – alcune centinaia di euro, “mi devi dare 466 euro”, dice in un’occasione – a favori e contratti di lavoro, millantando i buoni rapporti con il prefetto di Palermo, la conoscenza di relazioni riservate che avrebbero potuto determinare l’accesso al Comune per verificare i condizionamenti della mafia. “Secondo te”, diceva alla sua interlocutrice, “tutto questo rispetto da dove viene? è stata una minaccia la mia…”. E le vendette subite per fatti personali – come l’uccisione dei suoi cani – presentate e denunciate come intimidazioni: “Ora la scorta mi danno e il bordello succede…”. Salvo poi lanciare strali e offese contro istituzioni, magistrati e forze dell’ordine: “Sono tutti cose inutili e manciatari… Sono loro la mafia dell’antimafia…”.

La “scintilla” che accende l’indagine – per estorsione – scatta nel 2013, a maggio. I carabinieri indagano sulle famiglie di Partinico e Borgetto e intercettano una conversazione tra l’assessore comunale di Borgetto, Gioacchino Polizzi, e l’allora sindaco Davi’. È l’otto maggio 2013 e Polizzi è molto agitato: “Ha voluto 2000 euro di magliettine gratis ed ha voluto tre mesi di casa in affitto che l’ho pagato io di tasca mia… questa è estorsione… pura estorsione… gli devi andare a dire a Pino Maniaci (Polizzi parla al telefono con l’allora sindaco Davi’), e mi avete obbligato tu e lui pure… vattene da Pino Maniaci perchè succede la terza guerra mondiale… non faccio passi indietro”. “Lui (Maniaci) è mafioso, lui ha fatto – prosegue Polizzi mentre i carabinieri ascoltano – estorsione nei miei confronti, io lo denuncio, vi tiro tutti in ballo… Io mi chiamo Gioacchino Polizzi… ed è da 10 anni che faccio il consigliere comunale, ed io i malandrini e la mafia me li sbatto nella… “.

fonte: agi.it

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1 Commento
  1. […] quasi una settimana da quando la notizia dell’indagine nei confronti di Pino Maniaci, direttore e padrone di Telejato, ha sconquassato la maggior parte dei mezzi di informazione, con […]

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