ELEZIONI COMUNALI 2016, L’EMBRIONE DELLA TERZA REPUBBLICA

Nonostante la polemica di queste ore su chi abbia preso più voti, che secondo l’Istituto Cattaneo si attestano complessivamente ad un 34,3% per il censtrosinistra, seguito dal centrodestra al 29,5% e dal M5S al 21,4% (mentre per Beppe Grillo la situazione è differente) non si può non ritenere significativa la tornata elettorale di domenica in alcune città italiane, in quanto sintomo della fine di un sistema politico.

Ancora non è stato fissato un momento dal quale si possa iniziare a parlare di Terza Repubblica. Se ne è parlato dopo la nascita dei governi tecnici di Monti e Letta, anche se la data sembrava sempre sul punto di essere rimandata. Si è pensato che potesse fondarsi sull’antipolitica, a differenza della Prima che era stata fondata sull’antifascismo e della Seconda sull’anticomunismo, ma al sentimento diffuso ancora non si era trovato un seguito concreto. Credo infatti che, finché ci sarà l’ex cavaliere Berlusconi, protagonista indiscusso degli ultimi 20 anni, non si potrà dire concluso il processo e assisteremo ancora a questa sorta di “agonia di transizione”. Sicuramente, però, con i recenti risultati riportati dal centrodestra (eccezion fatta per Milano) e con la crisi di tutti gli altri partiti più o meno tradizionali, dovremmo essere abbastanza vicini alla fine dell’assetto politico instauratosi tra il 1992 e il 1994 e all’inizio del nuovo.

Se analizziamo la situazione di Roma notiamo come la presenza di Berlusconi non solo è stata poco significativa, ma si è rivelata controproducente. La coalizione che ha appoggiato Alfio Marchini, investito dal suo beneplacito, ha ottenuto una quantità di voti quasi uguale a quella che tre anni fa aveva preso l’intera Lista civica dallo stesso ingegnere ideata. Purtroppo, immagino si sia fatto un errore di valutazione e si siano considerate le quote dei partiti come delle quote aziendali, senza considerare quanto liquido e fluido sia diventato ormai l’elettorato. Di fatto, i voti in più che ha portato l’ex cavaliere hanno colmato i voti in meno che ha fatto perdere con il suo sostegno, finendo così in un pareggio sostanziale.

L’elettorato liquido, nonostante la propria volatilità, si è dimostrato molto più solido e radicato ad un partito che ha costruito “dal basso” i propri consensi piuttosto che incentrarsi sulla figura carismatica del leader che appare in televisione. In questo aspetto si evidenzia l’ingrediente della Terza Repubblica. Parlo del Movimento 5 Stelle. Se, ad esempio, si confronta la chiusura della campagna elettorale si nota come, a Piazza del Popolo, oltre ad una quantità ingente di persone partecipanti, vi erano molti gazebo suddivisi per territori come non se ne vedono da anni in manifestazioni politiche simili e il leader del movimento, Beppe Grillo, non era presente, ma è apparso soltanto con un messaggio video registrato. Qualche giorno prima, non molto distante, il candidato del PD Giachetti veniva intervistato a porte chiuse all’auditorium della Conciliazione dal leader carismatico in assoluto del momento, Matteo Renzi. In questo senso il Renzismo è da considerarsi come una prosecuzione lineare del Berlusconismo e per questo motivo appartiene ancora alla Seconda Repubblica.

Fatto sta che, con un’altissima probabilità, i 5 Stelle conquisteranno Roma e forse anche Torino, non so se a compimento di un complotto, come avevano paventato negli scorsi mesi, oppure no; sicuramente sarà un’ottima occasione per continuare a vederli all’opera e capire se saranno in grado di governare anche il Paese, a dispetto di quanto, ad esempio, scriveva Karl Marx ovvero che “di buone intenzioni è lastricata la strada per l’inferno”. A quel punto, ai fini della nascita della Terza Repubblica, il referendum costituzionale di ottobre (dove appare ormai sempre più concreta la possibilità che vincano i NO) e le eventuali elezioni politiche che seguirebbero nel 2017 farebbero poi il resto. È evidente che tutto ancora può succedere e che non è facile fare una sorta di “forecasting politico”, ma se queste previsioni verranno confermate non ci resta che attendere, neanche molto.

Filippo Piccini

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