The Floating Piers, la passerella sensoriale e sensuale di Christo

Christo, progetto preparatorio per The Floating Piers

Bentornati nella nostra rubrica d’arte. Per sedici giorni, in campo artistico, l’ombelico del mondo sarà il nostro lago d’Iseo, che attualmente ospita un’opera molto attesa, il nuovo progetto di Christo e Jeanne-Claude, The Floating Piers, una scintillante passerella galleggiante che virtualmente unisce due isole del lago alla terraferma, regalando contestualmente a coloro che l’attraversano la sensazione fisica dell’avere l’acqua sotto i propri piedi.

Il percorso verso l’isola di San Paolo (photo credits: Filippo Monteforte/AFP/Getty Images)

Il percorso verso l’isola di San Paolo (photo credits: Filippo Monteforte/AFP/Getty Images)

Il lavoro di questo artista ungherese di nascita, ma statunitense d’adozione, comprende sempre il nome della moglie e sua collaboratrice più stretta, scomparsa nel 2009, a suggellare un’unione che lo coinvolse non solo nella sfera privata, ma anche in campo artistico. Due cuori e un’anima, due persone che sembravano predestinate l’un l’altra già dalla comune data di nascita (sono entrambi nati il 13 giugno 1935) che, una volta trovatisi, a partire dal 1958 hanno dato vita ad un tipo di arte che genericamente viene incasellata nella Land Art, anche se di questa forma artistica (che prevede degli interventi diretti dell’artista sul territorio naturale in forma duratura), disattendono l’aspetto della permanenza del lavoro, che quindi, per la sua “vita ridotta” risulta piuttosto assimilabile all’idea dell’installazione di gusto post dadaista.

Christo e Jeanne-Claude durante la realizzazione dell’installazione “The Gates” al Central Park di New York

Christo e Jeanne-Claude durante la realizzazione dell’installazione “The Gates” al Central Park di New York

E come tutte le opere compiute dalla coppia (dove Christo si occupa della componente inventiva e artistica e Jeanne-Claude della parte organizzativa), la realizzazione avviene tramite il rodato sistema di autofinanziamento, nel quale prima dell’effettiva messa in opera dell’installazione vengono venduti disegni, progetti e modellini per pagare i materiali e la squadra dei collaboratori che realizzeranno l’intervento. Una volta terminato il periodo in cui è visitabile l’installazione, il tutto verrà smantellato e si provvederà al reimpiego dell’intero materiale utilizzato.

Christo con un prospetto del progetto The Floating Piers

Christo con un prospetto del progetto The Floating Piers

Non è la prima volta che l’Italia ospita le installazioni di Christo e Jeanne-Claude. Era il lontano 1963 quando venne effettuato il primo empaquetage, tecnica di ascendenza dadaista volta a celare l’identità di un oggetto (spesso in scala monumentale) ma che, sottraendo agli occhi la sua componente di riconoscibilità, lo mette allo stesso tempo sotto una nuova luce, che instilla una curiosità volta a ridare valore all’opera la cui visione quotidiana veniva data per scontata. In quel caso, si trattava di una statua classica nel parco di Villa Borghese di Roma.

A questo tipo di installazione ne seguirono altre in scala monumentale e dall’impatto visivo più sorprendente: per rimanere in Italia, ricordiamo l’impacchettamento della Fontana di Piazza del Mercato e del Fortilizio dei Mulini a Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi del 1968; due anni dopo, a Milano, fu il monumento a Vittorio Emanuele II in Piazza Duomo a subire la stessa provvisoria sorte; infine nuovamente a Roma nel 1974, quando impacchettarono il tratto di mura aureliane di Porta Pinciana.

L’installazione di Christo e Jeanne-Claude che “impacchettò” le mura di Porta Pinciana nel 1974 per quaranta giorni.

L’installazione di Christo e Jeanne-Claude che “impacchettò” le mura di Porta Pinciana nel 1974 per quaranta giorni

Nel dettaglio, il progetto ha previsto l’impiego di 220.000 cubi di polietilene ad alta densità uniti fra loro in forma modulare, a creare una passerella larga 16 metri che affiora dall’acqua di circa 35 centimetri. La sensazione che si vuole ottenere è quella di camminare sull’acqua. Peculiare la scelta del tessuto che riveste il pontile, circa 100.000 metri di un brillante color giallo-arancio, che a seconda della posizione del sole e del modo in cui verrà bagnato dall’acqua, darà effetti cromatici volti ad amplificare la componente sensoriale dell’esperienza.

Perché, come più volte dichiarato dall’artista, il fulcro di questa opera è permettere allo spettatore di partecipare attivamente e maturare la consapevolezza di “essere arte” nel momento della propria traversata sulla passerella. Non solo: come in tutte le opere finora realizzate dalla coppia, si vuole fornire un nuovo punto di vista dal quale guardare la realtà, impensabile in situazioni quotidiane. Quindi, quello che si propone di offrire il progetto The Floating Piers è fondamentalmente un sogno, che ha diversi piani di lettura e per il quale l’artista stesso, a mio parere, auspica che, seppur effimero, il ricordo di questa esperienza possa permanere nella propria mente e generare riflessioni nuove.

E forse già si possono considerare suoi epigoni gli studenti del terzo anno del Liceo artistico “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo, i quali, per la mostra che l’istituto promuove a fine anno, hanno presentato un progetto fortemente ispirato dall’opera di Christo ma con un dichiarato intento sociale, quello di creare un utopistico ponte che colleghi, questa volta, le coste libiche a quelle siciliane. Sicuramente le ripetute “tragedie del mare” apprese dai media hanno innescato nella mente dei ragazzi la riflessione su quale modo alternativo potesse essere pensato per evitare ulteriori morti drammatiche e disumane. La visionarietà dell’installazione di Christo, l’idea di piacevolezza e distensione nel percorrere la passerella che traspira dal progetto originale, ha portato gli studenti a compiere questo accostamento ardito, che fondamentalmente, tralasciando l’inattuabilità dell’idea, rimane valido unicamente come riflessione sulla necessità di superare le barriere fisiche e mentali che separano culturalmente per riconoscersi ed unirsi in un concetto di umanità inclusiva.

The Floating Bridge – Lmpedusa Project creato dalla III L del Liceo artistico Manzù di Bergamo (photo credits: Enrico de Pascale)

The Floating Bridge – Lampedusa Project creato dalla III L del Liceo artistico Manzù di Bergamo (photo credits: Enrico de Pascale)

L’installazione sarà fruibile da oggi, 18 giugno, fino al prossimo 3 luglio. Rimando al sito dedicato, ricco di foto, per un dettagliato resoconto delle fasi di costruzione dell’installazione:

http://www.thefloatingpiers.com/#introduction

In concomitanza con il procedere dei lavori sul lago, è stata organizzata una mostra che permetta di conoscere (attraverso gli oltre centocinquanta tra studi, bozzetti e fotografie) anche le altre esperienze effettuate utilizzando l’acqua come supporto alle proprie installazioni.

Christo and Jeanne-Claude. Water Projects, Brescia, Museo di Santa Giulia, 6 aprile -18 settembre 2016

http://www.mostrachristo.bresciamusei.com/#mostra

Un’ulteriore mostra dedicata a questa incredibile coppia è stata inaugurata di recente alla Fondation Maeght di Saint-Paul-de-Vence in Provenza, dove sono raccolti i progetti legati ad un’opera non realizzata l’imponente Mastaba, che Christo desidererebbe realizzare nel deserto di Abu Dhabi. Per il momento, se ne può ammirare all’interno della Cour Giacometti una versione ridotta, ma comunque grandiosa (alta 9 metri e lunga 17).

Christo et Jeanne-Claude, Fondation Marguerite et Aimé Maeght, Saint-Paul de Vence, 4 giugno – 27 novembre 2016

http://www.fondation-maeght.com/fr/exposition/187/christo-et-jeanne-claude

Christo, disegno per il progetto Mastaba in mostra alla Fondation Maeght

Christo, disegno per il progetto Mastaba in mostra alla Fondation Maeght

 

Pamela D’Andrea

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1 Commento
  1. TuttiSulPonte 11 mesi ago

    Siamo convinti che l’opera di Christo darà un forte impulso turistico al territorio del lago d’Iseo, luogo dagli scorci paesaggistici unici al mondo. E’ per ringraziare l’artista che ci siamo inventati la bacheca http://tuttisulponte.it . Un luogo dove è possibile vedere in tempo reale cosa dicono gli utenti che condividono le loro immagini, video ed emozioni tra i canali social più popolari come Twitter ed Instagram. E’ possibile inoltre rivedersi usando l’hastag #tuttisulponte. Al termine dell’opera raccoglieremo e condivideremo in rete un resoconto infografico di tutto quello che è stato prodotto dagli utenti in rete. Che ne pensate? Ci vediamo sul ponte più bello del mondo.

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