Ampalaya saltata con gamberetti – Ginisang ampalaya

Complice un giro al mercato esquilino, ho trovato questa zucca, o zucchina, che non assaggiavo più da tempo e ho deciso di cucinarla saltata in padella con gamberetti e uova.
L’ampalaya, o goya, è una cucurbitacea (momordica charantia) molto utiizzata nella cucina asiatica e africana. E’ tanto ricca di beta carotene, ferro, calcio e vitamine quanto amara.
Se ne decantano mille proprietà: ma io non mi voglio addentrare nel campo della medicina o in quello della nutrizione.
Io amo questo piatto solo perchè diverte il mio palato, facendo coesistere l’amaro e il dolce.

foto ampalaya

Ingredienti per 2 persone:

1 ampalaya di media grandezza (200 g circa)
1 pugno abbondante di gamberetti
2 uova
1 pomodoro medio
1 scalogno piccolo
4 spicchi di aglio tritato
3 cucchiai di olio di semi di mais
Sale e peperoncino

Per spegnere l’amaro dell’ampalaya tagliala longitudinalmente, rimuovi la parte centrale spugnosa e ricavane delle fettine sottili, tipo piccole mezzelune.
Cospargile di sale e lasciale in uno scolapasta per mezz’ora, quaranta minuti.
Poi strizzale per bene con le mani per due minuti e lavale per togliere il sale.

In una padella scalda l’olio in cui avrai messo l’aglio schiacciato. Appena comincia a imbiondire aggiungi il pomodoro a cubetti e lo scalogno tagliato sottilmente. Gira per un minuto circa.

Aggiungi i gamberetti e cuoci per altri due minuti, poi l’ampalaya e continua sempre a cuocere per altri due minuti, o fino a quando non diventa morbido (dipende dallo spessore delle fettine).

Fai attenzione a non asciugare tutto il liquido dei pomodori. Regola di sale e peperoncino.

A questo punto sbatti le due uova. Raccogli l’ampalaya e i pomodori in una metà della padella mentre nell’altra metà metti le uova sbattute, girandole velocemente mentre cuociono. Incorpora poco a poco l’ampalaya con le uova per circa un minuto.

Il liquido dei pomodori rimasto nella padella serve a lasciare le uova un po’ morbide, non tipo “frittata”.

Servire caldo.

La ricetta originale del ginisang ampalaya, in inglese, potete trovarla qui.

 

Francesca Cipriani

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