BREXIT, IL DIRITTO DI VOTO PUÒ ANCORA FARE LA STORIA

Sono passati soltanto due giorni dai ballottaggi delle amministrative 2016 (dall’esito quasi completamente atteso rispetto alla previsione della settimana scorsa) e già si pensa ad un altro appuntamento elettorale. Non mi riferisco al referendum di ottobre sulle riforme costituzionali, che sarà uno degli appuntamenti elettorali più importanti e decisivi degli ultimi anni, ma ad un altro referendum, all’interno dello scenario europeo. Quello che dopodomani si svolgerà in Gran Bretagna e che deciderà la permanenza o meno del Regno Unito nell’Unione Europea.

La democrazia ancora conta. L’assassinio della deputata laburista Jo Cox di qualche giorno fa ha evidenziato un paradosso. Dopo l’accaduto, il “momentum” del Leave, ovvero la fase in cui il vantaggio di chi vuole uscire dall’UE sembrava ormai insormontabile, è venuto meno al punto che si parla adesso di un sostanziale pareggio se non addirittura di un vantaggio di chi vuole rimanere. Considerando che addirittura alcuni bookmakers (si sa che in Inghilterra scommettono su tutto e hanno una certa influenza) danno per vincente in modo netto il fronte del Remain (William Hill scommette il 77%; Ladbrokes il 75%), verrebbe da chiedersi a chi abbia giovato questo attentato. L’ultimo sondaggio del Telegraph di oggi assegna addirittura 7 punti percentuali di vantaggio agli europeisti.

Sicuramente i complottisti e chiunque voglia azzardare un giudizio critico, possono ritenere che questo assassinio, avendo favorito il fronte di chi vuole rimanere in Europa, possa essere stato architettato da qualcuno. Un po’ come, pur non essendoci mai state prove certe di una regia occulta, l’assassinio dell’erede al trono austroungarico fece scoppiare la prima Guerra Mondiale o quello di Kennedy cambiò le sorti della Guerra Fredda, modificando il corso della storia del secolo scorso. Il buon senso potrebbe far pensare a qualcosa del genere, ma se anche fosse, che cosa vorrebbe dire? Che a fronte di un sistema quanto mai pilotato e strumentalizzato il diritto di voto è ancora un principio sacro ed inalienabile. Ovvero, le persone con il loro voto possono realmente cambiare le sorti di un Paese o di intere nazioni, come nel caso della decisione sulla Brexit, e qualsiasi complotto, anche il più ardito, nelle società occidentali può essere architettato soltanto in funzione di influenzare questo voto e non di cancellarlo o di truccarlo.

Ovviamente tutto ciò soltanto nell’ipotesi complottista. Personalmente, credo che si sia trattato di un caso scaturito dalla malattia mentale del classico “lupo solitario” che, proprio perché sotto campagna elettorale e a pochi giorni dal voto, ha sentito intorno e su di sé una pressione mediatica così forte da fargli compiere il folle gesto. Ciò nonostante, si rimarca l’importanza di andare a votare, di come la storia sia fatta di persone e di eventi, il più delle volte casuali, e di quanto ognuno possa fare del suo, a cominciare dall’esprimersi secondo coscienza nella cabina elettorale.

Chissà se il referendum si svolgesse in Italia che risultato otterrebbe, dato che uno dei promotori del Leave è il Nigel Farage dell’Ukip, leader e partito alleato in Europa con Grillo e il Movimento 5 Stelle. Visto i recenti risultati elettorale nostrani, probabilmente usciremmo dall’Europa.

Per fortuna, nonostante abbiamo i nostri referendum a cui pensare, come ad esempio quello costituzionale di ottobre, non abbiamo (ancora) questi problemi. Possiamo immaginare e sperare che, magari non uscendo dall’UE, ma cercando di far cambiare rotta dall’interno ai problemi derivati dalle politiche sbagliate di Bruxelles, né i britannici, né nessun’altro Paese opti mai per la soluzione più veloce e più traumatica come quella dell’isolazionismo politico ed economico nei confronti della comunità regionale di appartenenza e più in generale del mondo globalizzato.

 

Filippo Piccini

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1 Commento
  1. POPULISMO SOLO ANDATA 11 mesi ago

    […] torna a parlare di Brexit, ebbene sì. La scorsa settimana preannunciavamo quanto importante fosse questo referendum, auspicando la vittoria del buon senso rispetto all’ipotesi dell’uscita della Gran […]

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