Non è servita Orlando: il Senato Usa blocca la stretta sulle armi

Il canovaccio ormai è fisso. Prima la strage, poi il tentativo di ratificare una stretta sulle armi, infine il fallimento. Anche questa volta il Senato degli Stati Uniti ha bloccato i tentativi di aprire al controllo stretta sulla detenzione di armi, respingendo quattro proposte di legge. «Una vergognosa dimostrazione di vigliaccheria», ha commentato Josh Earnest, il portavoce della Casa Bianca.

L’iter per il controllo sulle armi era stato bloccato dopo il massacro di San Bernardino, in California, quando i coniugi Farook uccisero 14 persone in un centro sociale per disabili, a dicembre 2015. La stessa cosa successe tre anni prima nella scuola elementare di Sandy Hook, nel Connecticut, quando Adam Lanza uccise 20 bambini e sei insegnanti. E anche stavolta, dopo la strage di Orlando nella notte tra l’11 e il 12 giugno, il testo non è passato.

Le proposte in questo caso erano quattro: due presentate dai repubblicani e due dai democratici. Sono naufragate tutte, e tra vicendevoli accuse: troppo deboli le proposte repubblicane secondo i democratici, troppo restrittive le proposte democratiche secondo i repubblicani. In realtà gli emendamenti erano simili ma con accenti diversi: l’obiettivo era quello di impedire agli americani con precedenti criminali e mentali l’acquisto di armi anche sui canali più semplici, come Internet o le tradizionali fiere delle armi, diffusissime negli Usa. I senatori hanno tentato una mediazione, con una maratona di interventi lunga 15 ore e guidata dal senatore del Connecticut Chris Murphy. Ma alla fine si sono boicottati a vicenda, 53 a favore dell’approvazione e 47 contrari. Per poter passare le proposte avrebbero avuto bisogno di 60 favorevoli.

Un problema che continuerà a persistere, finché il Senato sarà sempre così spaccato e finché la National Rifle Association, una delle più potenti organizzazioni degli Usa per la difesa dei detentori di armi, continuerà a finanziare le campagne elettorali dei senatori, in maniera assolutamente bipartisan. In generale dei 100 senatori 33 sono per il controllo sulle armi. 56 sono contrari: su di loro la Nra, che giudica ciascun senatore con un voto, assegna una A, il punteggio più alto nel sistema americano.

Secondo il Center for Responsive Politics nel 2016 la lobby sulle armi ha finanziato i membri del Senato per un totale di circa un milione di dollari, che diventano 37 se si considera il periodo 1989-2016.

fonte: LASTAMPA.it

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