Centoventimila persone al Gay Pride di Torino: “Stavolta ci siamo presi la città”

Centoventimila persone. E la neo-sindaca Appendino in testa al corteo, vestito verde bottiglia e con fascia tricolore. E poi tutto il Consiglio comunale e buona parte ci quello regionale, dieci carri in tutto e, per la prima volta i pullman di Torino City Sightseeing nella loro versione “pride” zeppi di bambini e palloncini di tutti i colori. Vero, erano i dieci anni del “Gay Pride Torino”, ma quella che ha riempito le strade del centro è stata la manifestazione della svolta, con una prima cittadina che viene fermata ogni dieci passi da mamme, papà, ragazzi e famiglie arcobaleno che vogliono abbracciarla e incorniciare questa riconoscenza per essere lì a rappresentare la città in un selfie. C’è anche l’ex sindaco Piero Fassino, che non ha voluto mancare all’appuntamento, camicia azzurra e pantaloni verdi, l’aria un po’ accaldata come tutti, e salutato anche lui con affetto e tante strette di mano.

UN MARE DI BAMBINI  

I bambini sono vestiti di rosa shocking, la musica c’è,ma è meno a palla degli anni scorsi: è un Gay Pride che guarda meno all’esibizione e più ai contenuti come spiega Laura, moglie di Piera e genitrice insieme a lei di due gemelli di 4 anni: “Ci sentiamo davvero molto meno una stranezza di qualche anno fa, amare è un diritto e Torino con tutta questa gente felice di essere qui con 35 gradi all’ombra ci sta abbracciando molto forte”. Gli eccessi, le carnevalate degli anni scorsi sono diventati solo un contorno periferico, il cartello “Sono gay fattene una ragione” penzola dallo zainetto di signori qualunque, in camicia, jeans e capelli brizzolati.

IL PASSAGGIO DI FASCIA  

E quando la neo-sindaca Appendino passa la fascia al suo assessore alle Pari Opportunità Marco Giusta che è stato presidente dell’Arci Gay, si vede che la manifestazione cresce di tono, e tocca il cielo della conquista dei diritti. Il serpentone arcobaleno è partito da via San Donato e poi ha percorso piazza Statuto, Porta Susa, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello per poi approdare in piazza San Carlo, dove si sta per tenere un mega-concerto. Fa molto caldo, si suda, ma come fa notare Gianna Liscetti, arrivata da Roma per i dieci anni del Torino Pride: Ci sono molte meno travestimenti, e più voglia di essere accettati per quel che siamo: e guardando questa piazza direi che siamo a buon punto, anzi, che ci siamo presi la città”.

POLITICI E CANZONI  

Non hanno voluto mancare all’appuntamento il presidente del Consiglio Regionale Mauro Laus, le assessore regionali Antonella Parigi e Monica Cerutti, l’europarlamentare Daniele Viotti, i senatori Alberto Airola e Magda Zanoni, la deputata Anna Rossomando, il consigliere regionale Marco Grimaldi, le consigliere comunali Chiara Foglietta e Maria Grazia Grippo e molti altri. Parecchie anche le personalità fra cui Bruno Segre, Chiara Saraceno, Alba Parietti e Beatrice Merz. Alle 19,30 le prime persone hanno iniziato ad arrivare in piazza San Carlo cornice dellhappening musicale condotto da Platinette che il Torino Pride offre alla cittadinanza con ingresso gratuito e a cui partecipano fra gli altri: Dolcenera, Levante, Carlo Gabardini, il coro del Teatro Regio. Tutti gli artisti hanno partecipato , in sostegno alla causa, il solo rimborso spese.

fonte: LASTAMPA.it

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