Esplorando Atene – parte 2

L’impulso alla base del mio viaggio ad Atene è stata la curiosità di scoprire quanto fosse ‘balcana’ questa metropoli situata sulla punta finale della penisola balcanica. In molti, infatti, non considerano la Grecia parte dei Balcani, e devo ammettere che anche io sono partita con un certo scetticismo iniziale, ma tra mercati e bazaar, venditori ambulanti e lustrascarpe, l’anima balcana di Atene si è fatta subito notare, tra le facciate Ottomane dei palazzi delle strade del centro così come nelle periferie della città, nelle serate di musica dal vivo e, soprattutto, nel calore della gente, sempre pronta ad aiutare i viaggiatori dispensando indicazioni e consigli.

L’Antica Agorà

Delle città mi piace esplorare le zone periferiche e faccio sempre molta attenzione ad evitare le attrazioni turistiche, ma ogni tanto capita che ci siano dei siti, come l’antica agorà di Atene, che non ho intenzione di perdermi!

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L’antica agorà era il cuore della vita pubblica ateniese, il posto dove Socrate presentava le sue teorie filosofiche e dove avevano luogo numerosi eventi teatrali, musicali e sportivi. Costruita nel 6° secolo a. C., l’agorà era un’ampia piazza circondata da edifici amministrativi, templi, altari, fontane e case. Nel corso dei secoli è stata più volte distrutta e saccheggiata, inglobata nel quartiere Bizantino e poi definitivamente seppellita sotto il quartiere moderno ‘Vrysaki’, successivamente abbattuto per riportare alla luce l’antico sito archeologico. Prima ancora del suo valore storico-artistico, di questo sito archeologico mi ha colpito il modo in cui è mantenuto (sarà che vengo da Roma…): pulito, ben organizzato e curato nei minimi dettagli.

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All’interno dell’antica agorà si trovano il Tempio di Efeso (460 – 415 a.C.), che è il tempio dorico meglio conservato in tutto il patrimonio archeologico dell’antica Grecia, la Chiesa del Santo Apostolo, dalle fattezze bizantine, l’unico monumento medievale rimasto dei molti che sorgevano all’interno dell’agorà, e la Stoà di Attalo, ossia il posto in cui gli ateniesi si incontravano per commerciare, e che ora custodisce una ricca collezione archeologica i cui pezzi più antichi risalgono al 4000 a.C.

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Il Giardino Nazionale

A pochi passi dal centro nevralgico di Atene (Piazza Syntagma e il Parlamento) si trova questa tranquilla oasi di pace. Progettato come un giardino reale, il giardino nazionale è oggi un importante punto di ritrovo per gli ateniesi, che qui si incontrano per chiacchierare, magari seduti sulla bellissima scalinata neoclassica dello Zappeion.

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La Gliptoteca Nazionale

Nel quartiere periferico di Goudi si trova la Gliptoteca Nazionale, un bellissimo museo di scultura moderna e contemporanea. Perchè una “Galleria d’Arte Nazionale” sia finita in una zona così lontana dal centro me lo sono chiesto anche io, arrivando alla conclusione che ad Atene ci sono così tante sculture antiche ad affollare i musei del centro che, per forza di cose, quelle realizzate a partire dal 19° secolo ‘slittano’ in periferia.

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Già solo raggiungere questo museo è uno dei motivi per cui vale la pena visitarlo: per arrivare ai padiglioni della galleria sono difatti passata attraverso l’Hellenic Army Park e il parco olimpico di Goudi, ora abbandonato, scoprendo lungo il tragitto diverse strutture industriali, anch’esse abbandonate.

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La collezione di sculture si trova all’interno delle antiche stalle reali, ma prosegue nel parco circostante con la galleria di sculture all’aperto. Questo è un museo veramente poco conosciuto, persino dagli ateniesi stessi!

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Nea Ionia

Esplorare la zona di Nea Ionia è stata una delle avventure più interessanti del mio viaggio ad Atene. Quest’area è nata nel 1923 per ospitare i rifugiati Greco-Ortodossi che, a seguito dei trattati successivi alla guerra Greco-Turca, sono stati costretti a trasferirsi dalla Turchia alla Grecia. Qui i rifugiati hanno trovato lavoro nel settore industriale, principalmente nella manifattura di tappeti.

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La zona si è quindi sviluppata in parte con le fabbriche e in parte con le case piccole e dall’architettura semplice che hanno caratterizzato questo quartiere operaio. Purtroppo ad oggi solo alcune fabbriche sono state riconvertite ed ospitano banche, supermercati e centri culturali, mentre la maggior parte dei complessi industriali che caratterizzava la zona è stata demolita, così come le tipiche case degli operai che, negli anni ’60 -complice quella ‘piaga’ edilizia che ha distrutto un po’ tutte le periferie delle città europee- sono state rase al suolo per far posto a palazzi più moderni.

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Oggi Nea Ionia è un’area residenziale con molti negozi, bar e ristoranti, ma basta allontanarsi di poco dalle principali arterie commerciali ed è ancora possibile scovare le poche casette popolari sopravvissute, allineate lungo vicoli acciottolati.

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Per molti Atene è una tappa veloce da consumare prima di imbarcarsi su un traghetto diretto verso qualche idilliaca isola greca. Per me, Atene è una metropoli molto affascinante, da scoprire un quartiere alla volta. E, con questi due articoli, spero di avervi convinto a fermarvi ad Atene il più a lungo possibile.

 

Giulia Blocalwww.blocal-travel.com

Link all’articolo originale: http://www.blocal-travel.com/urbex/industrial-archaeology/discovering-athens-part-2-html/

Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=ggi3eXmmSno

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1 Commento
  1. […] Vi diamo appuntamento al prossimo mese per la seconda parte della guida ai quartieri di […]

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