I ministri degli esteri UE: la Turchia rifiuti in modo inequivocabile la pena di morte

“L’inequivocabile rifiuto della pena di morte è un elemento essenziale dei principi di base dell’Unione europea”. E’ quanto si legge nelle conclusioni approvate a Bruxelles dai ventotto ministri del Consiglio Affari esteri Ue.

Il Consiglio chiede alla Turchia “la piena osservanza dell’ordine costituzionale e sottolinea l’importanza del prevalere dello stato di diritto”, si legge ancora nel testo.

Dopo il fallito colpo di stato militare, l’Ue ribadisce la “forte condanna” per il tentativo, ma “chiede che le autorità turche mostrino moderazione, anche la polizia e le forze di sicurezza. Tutto deve essere fatto per evitare ulteriore violenza, per proteggere le vite e ripristinare la calma”.

Ue: con la pena di morte non si entra

Dunque il fallito golpe crea nuove tensioni tra l’Unione europea e la Turchia. Il vertice mensile dei ministri degli Esteri della Ue, attraverso le parole del capo della diplomazia europea Federica Mogherini, ha sottolineato come la democrazia in Turchia abbia bisogno di essere protetta per la salvezza del paese stesso. Un duro altolà è poi giunto anche a proposito del ventilato ripristino della pena di morte da parte di Ankara. “Nessun paese può diventare Stato membro dell’Ue se introduce la pena di morte, questo è molto chiaro” ha sottolineato la Mogherini.

Commissario Hahn: Erdogan aveva liste di proscrizione già pronte 

Alle dichiarazioni della Mogherini hanno fatto eco quelle del commissario per la Politica di vicinato e i negoziati per l’allargamento Johannes Hahn al suo arrivo a Bruxelles. Ai giornalisti che gli chiedevano se il governo di Ankara stesse traendo vantaggio dal tentato golpe, Hahn ha risposto che le liste di proscrizione erano già pronte. E ciò dimostra che erano state preparate prima del tentativo di colpo di Stato. Dal canto suo il primo ministro turco Binali Yildirim, al termine di Consiglio dei ministri ad Ankara, ha dichiarato che verrà chiesto conto di ogni goccia di sangue versato anche se la Turchia agirà nel quadro scrupoloso del diritto. Il premier ha poi reso noto che più di 7.500 persone si trovano in carcere dopo il tentato golpe.

Gentiloni: no alle vendette in Turchia

“Siamo stati molto chiari nel condannare il tentativo di golpe militare – ha evidenziato Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri italiano – e al tempo stesso siamo molto chiari nel dire che la reazione al golpe militare non può essere di vendetta ma deve tenere conto dello stato di diritto: il ricorso alla pena di morte sarebbe evidentemente in contraddizione”.

Debutto di Boris Johnson a Bruxelles

Oggi è stato il giorno del debutto sul palcoscenico europeo per Boris Johnson, neo ministro degli Esteri britannico e convinto sostenitore della Brexit, che ha partecipato alla sua prima riunione con i capi delle diplomazie degli altri 27 Paesi Ue a Bruxelles, in un clima aggravato dalla strage di Nizza e dal fallito golpe in Turchia. Londra “non abbandonerà il suo ruolo guida in Europa” ha detto Johnson a Bruxelles, riaffermando che uscire dall’Ue per il Regno Unito “non significa lasciare l’Europa”.

fonte: rainews.it

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