Mail rubate, manager di Hillary accusa Putin: “Messaggi pubblicati per favorire Trump”

Lo scandalo delle mail del Partito democratico si sta trasformando in una crisi internazionale, dopo che il manager della campagna di Hillary Clinton, Robby Mook, ha apertamente accusato il presidente russo Vladimir Putin di aver rubato i messaggi e averli pubblicati alla vigilia della Convention democratica che comincia domani a Philadelphia, per favorire l’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump.

Il mese scorso il Democratic National Committee aveva denunciato la violazione dei suoi computer da parte di attori stranieri. Alcuni hacker russi erano entrati nell’archivio dove erano contenuti gli studi su Trump, e avevano rubato migliaia di mail. L’altro giorno queste mail sono state pubblicate da Wikileaks, e contenevano rivelazioni imbarazzanti per i democratici. In sostanza confermavano che la leadership del partito aveva attivamente cercato di sabotare la campagna presidenziale di Bernie Sanders, favorendo quella di Clinton. La prova di un’accusa che il senatore del Vermont aveva già lanciato in passato, e Trump aveva cercato di sfruttare proprio per attirare gli elettori delusi di Bernie.

L’effetto politico è stato quasi immediato. La presidente del DNC, Debbie Wasserman Schultz, ha rinunciato a tenere il suo discorso alla Convention, ma ieri Sanders ha detto che non basta: «Deve dimettersi subito. Punto. E poi dobbiamo scegliere un altro presidente del Partito, che ci porti in una direzione diversa». Trump ha subito solidarizzato col senatore del Vermont e i suoi sostenitori, nella speranza di prendere i suoi voti, salvo poi definirlo pavido e perdente, quando Bernie ha comunque confermato che appoggerà Hillary e l’aiuterà a sconfiggere Donald, che considera il male assoluto per il futuro degli Usa.

Lo scandalo però adesso assume una dimensione internazionale, dopo le dichiarazioni che Robby Mook ha rilasciato alla Cnn: «Ci disturba quello che dicono alcuni sperti, secondo cui attori statali russi sono entrati nei sistemi del DNC e hanno rubato queste mail. Altri esperti ora sostengono che i russi hanno pubblicato le mail con lo scopo di aiutare Donald Trump». Mook non ha offerto prove dei suoi sospetti, limitandosi a citare gli esperti, ma ha chiesto di indagare sull’intera vicenda. Se le sue accuse fossero confermate, provocherebbero una crisi diplomatica perché Washington sarebbe costretta a rispondere quanto meno convocando l’ambasciatore per chiarimenti.

Il problema è che Trump è sospettato di avere rapporti e interessi personali troppo stretti con Putin, e infatti si dice sicuro di poter subito ristabilire le relazioni con lui. In più ha dichiarato che la difesa degli alleati Nato in caso di aggressione non sarebbe automatica, se non pagano i loro contributi. Questa posizione è stata presa come un invito a Mosca per mettere alla prova la solidità dell’Alleanza, sfidando la sovranità dei suoi membri orientali. Il manager della campagna di Trump, Manafort, ha detto che si tratta solo di fantasie, che dimostrano come Clinton sia disposta a dire e fare qualunque cosa pur di diventare presidente.

fonte: LASTAMPA.it

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