Slitta a settembre la proposta di legge sulla liberalizzazione della cannabis

Il testo di legge va in Aula a Montecitorio, ma il voto sulla liberalizzazione della cannabis ci sarà soltanto a settembre. Tra polemiche e botta e risposta, oggi le Commissioni parlamentari hanno deciso di avviare formalmente la discussione generale, ma poi tutto si fermerà fino a settembre, quando si faranno i veri giochi. «Oggi si comincia il dibattito senza ipocrisie – ha detto il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Walter Verini – ma poi l’esame si aggiornerà a settembre ed è lì che i partiti dovranno decidere l’approccio. Credo – aggiunge Verini – che non sia sbagliato che si faccia un dibattito aperto in Aula fin da oggi, dove emergerà la trasversalità delle posizioni all’interno dei partiti con opinioni opposte su testo che non consente al momento di trovare alcuna sintesi. Ci sono 2.000 emendamenti presentati in gran parte da chi si oppone in modo radicale al ddl e questo ha costretto la commissione a dire: discutiamo in aula ma non c’è tempo per i pareri e rinviamo l’esame delle proposte di modifica a settembre».

Può sembrare una sconfitta per il fronte favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere, ma per i componenti dell’intergruppo parlamentare che sostiene il ddl per la legalizzazione della cannabis quella di oggi è una «giornata storica», nonostante il rinvio a settembre. Duecentoventuno le firme a sostegno del testo (87 M5S, 85 Pd, 24 Si, 16 Misto, 7 Sc, 2 FI), a Montecitorio, dove per ottenere la maggioranza necessaria bisogna arrivare a quota 315, e un `muro´ di quasi duemila emendamenti, quasi tutti a carattere soprressivo, di cui 1.300 presentati dagli alfaniani di «Area Popolare». Il testo presentato da Roberto Giachetti (Pd), contiene le “Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati” ed è la prima volta, nella storia parlamentare italiana, che un provvedimento di questo genere viene discusso dall’assemblea. «A noi questo va benissimo», rassicura il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, convinto che l’iter della legge «non sarà una passeggiata». Da notare che neanche tutti senatori del Pd sono a favore della riforma, e che se Ncd e Ap ne faranno una questione di tenuta della maggioranza, sarà dura farcela.

«È veramente strano che alcuni organi di informazione non prendano atto che FI è decisamente contraria alla proposta di legge», ha ribadito il capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta. «La proposta di legge non andrà avanti di un millimetro», giura Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente del Senato. Di diverso avviso Enza Bruno Bossio, del Pd: «legalizzare va nella direzione di un mercato controllato e legale rispetto a un mercato libero e criminale» precisa la Pd Enza Bruno Bossio. E il senatore Luigi Manconi (Pd), primo firmatario di un analogo ddl a Palazzo Madama, sottolinea: «Mi aspetto che arrivino, alla ragionevolissima ispirazione del ddl, contestazioni di merito. Quelle di ieri erano eccentriche e bizzarre», fuori da qualunque quadro di razionalità «scientifica, medica , giuridica e sociale».

fonte: LASTAMPA.it

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