Renzi: “A Ventotene per rilanciare dal basso l’Ue. Al voto nel 2018 comunque vada il referendum”

«Si vota nel 2018 comunque vada il referendum». Matteo Renzi lo dice di fronte alla platea del Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta alla vigilia del vertice a tre di Ventotene: «Tutti gli italiani devono essere orgogliosi che domani, in un luogo simbolo di un grande ideale dell’Europa, la cancelliera Merkel e il presidente Hollande verranno per rilanciare dal basso l’Unione europea. Il ruolo dell’Italia è costruire dei ponti, anche se ora vanno di moda quelli che costruiscono muri. È necessario che noi stimoliamo l’Ue a costruire ponti di dialogo, vale anche per la Russia».

Immigrazione: “Non siamo soli, è un problema europeo”  

«L’Europa ha tanto bisogno dei valori dell’Italia -ha detto il presidente del Consiglio parlando della questione dei migranti -. Io lo so che ho perso dei voti ma quando vedo un bambino che rischia di annegare, la prima cosa è che quel bambino dev’essere salvato. La Germania lo scorso anno ha avuto 1 milione e 170mila arrivi. La Germania ha avuto 8-9 volte quelli che abbiamo avuto noi. Quest’anno ne sta arrivando qualcuno meno, 102mila contro 106mila dello scorso anno nello stesso periodo. Non siamo da soli, se guardate ai numeri ci deve essere la consapevolezza che questo è un problema europeo».

Solidarietà alla Turchia

«Dobbiamo ricordare alla Turchia che ci sono valori non negoziabili. I valori dell’Unione europea sono totalmente diversi dal mettere in carcere giornalisti e giudici» ha detto il presidente del Consiglio che ha poi aggiunto che «va data solidarietà alla Turchia» per gli attentati di cui il Paese è stato vittima. Per quanto riguarda l’ingresso nell’Ue «quel treno s’è perso 10 anni fa».

I “furbetti”  

«È finito il tempo in cui chi sbaglia non paga mai» ha poi detto Renzi , parole accolte dai “buuh” del pubblico. C’è chi gli dà del “Pinocchio” e il premier replica: «È una bella figura di Collodi e va a finire anche bene». Con le nuove regole approvate dal nostro governo in 48 ore viene licenziato. Prima il dirigente poteva decidere” che fare, ora invece «se timbri il cartellino e te ne vai e se il dirigente non ti licenzia noi licenziamo il dirigente». Poi «c’è chi dice che le cose non vanno bene, ma noi intanto ci si prova».

Il deficit e la pressione fiscale  

«Il mio governo è quello che ha chiuso più di tutti il rubinetto del deficit. Siccome abbiamo un debito pubblico alto, dobbiamo stare attenti ma siamo fra i più bravi e virtuosi di tutti. Noi dobbiamo cercare di continuare ad abbassare le tasse, anche se sono accusato dai cittadini di abbassarle poco, e dai politici di abbassarle troppo». Renzi cita, fra le principali misure per ridurre la pressione fiscale, «gli 80 euro mensili, i nuovi posti di lavoro lavoro, l’Imu agricola. Non è vero che Berlusconi ha creato 1 milione di posti di lavoro. Noi abbiamo creato 600mila posti di lavoro ma non ci fila nessuno – ha proseguito – Quando sento dire da alcuni del mio partito che non si deve ridurre le tasse, mi metto le mani nei capelli. Si è iniziato a ridurre le tasse, anche se non è sufficiente. La riduzione della pressione fiscale è fondamentale».

fonte: LASTAMPA.it

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