Destinazione Proxima b: il sogno di un viaggio interstellare

Nei giorni scorsi le cronache scientifiche sono state catalizzate da un annuncio di grande risonanza: la scoperta di un “pianeta potenzialmente abitabile”.

Si tratta di un esopianeta che orbita intorno alla stella a noi più vicina (dista 4,243 anni luce), Proxima Centauri, che appartiene al sistema stellare triplo formato da Proxima e Alfa Centauri AB.
Immediatamente sono scattati i titoloni, le testate si sono riferite a questo corpo celeste come al “pianeta gemello della Terra”, “il sosia della Terra” ma anche “un’altra Terra”. Sono sicuramente definizioni accattivanti che, al tempo stesso, lasciano ampio spazio alla fantasia. Nella mente dell’appassionato di fantascienza, ma anche dell’uomo comune, si immaginano oceani e montagne, alberi e deserti, venti e nuvole o, perché no, uno dei tanti pianeti della galassia di Star Wars!

Tutti scenari meravigliosi ma, probabilmente, molto lontani dalla realtà.

In ogni caso, dal momento che il sistema stellare di Alfa Centauri è stato spesso suggerito come destinazione per il primo viaggio interstellare dell’umanità e da sempre oggetto di speculazioni fantascientifiche (in letteratura, cinema e videogiochi), il messaggio è chiaro: dobbiamo assolutamente saperne di più!

Proxima b, così è stato chiamato, è un pianeta roccioso con una massa di poco maggiore rispetto alla Terra e si trova a una tale distanza dalla sua stella che potrebbe permettere la presenza di acqua allo stato liquido, condizione indispensabile per lo sviluppo di forme di vita. Proxima Centauri, infatti, essendo una nana rossa con una massa pari al 12 per cento di quella del Sole ed una temperatura superficiale di 2800 °C è molto più “debole” del nostro Sole ma, poiché la distanza che la separa da Proxima b è molto inferiore a quella Sole-Terra (il suo periodo di rivoluzione è di appena 11 giorni), ciò le consente di trovarsi comunque nella cosiddetta zona abitabile.
Tale zona, per gli astronomi, è la fascia all’interno della quale l’energia che arriva dalla stella permette di avere acqua allo stato liquido.

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Rappresentazione artistica della superficie del pianeta Proxima b. In alto a destra rispetto a Proxima Centauri, s’intravede la stella doppia Alpha Centauri AB. Crediti: ESO/M. Kornmesser

A oggi sono più di 3000 i pianeti scoperti oltre il Sistema Solare e fra questi, ogni tanto, spunta il nuovo “gemello della Terra”. 

Il telescopio spaziale Kepler della Nasa e lo spettrometro HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) dell’ESO hanno proprio la missione di individuare esopianeti. Di recente è stato compilato un catalogo che comprende quelli che si trovano nella fascia abitabile e, all’interno del gruppo, ne sono stati individuati 20 che potrebbero avere altre somiglianze con la Terra. Per poter considerare un pianeta come un vero e proprio gemello del nostro, infatti, sono necessari molti altri fattori, come un’atmosfera simile alla nostra, un campo magnetico, l’alternanza delle stagioni etc.

In quanto stella più vicina al sole, dai primi anni ’90 in poi, Proxima Centauri è diventata oggetto di parecchi studi volti alla ricerca di eventuali pianeti extrasolari, fra questi la campagna osservativa Pale Red Dot che ha portato alla scoperta di Proxima b. La notizia è stata annunciata durante una conferenza stampa dall’ESO (European Southern Observatory) e poi pubblicata su Nature il 24 agosto.

Contrariamente a quanto affermato da alcuni articoli, Proxima b non è confermato ma, per ora, semplicemente candidato per essere un esopianeta “terrestre”.

Nonostante le potenzialità date dal trovarsi nella fascia abitabile non si può ancora dire se Proxima b, che si trova a soli 7,5 milioni di chilometri di distanza dalla sua stella, abbia le caratteristiche necessarie a un potenziale sviluppo della vita. Così vicina ad una stella molto attiva come Proxima Centauri, infatti, probabilmente sarà bombardata da una notevole quantità di radiazioni ad alta energia. Non è detto che abbia un campo magnetico forte a sufficienza da evitare che la sua intera atmosfera venga spazzata via.

Inoltre sembra che il pianeta potrebbe mostrare sempre la stessa faccia alla sua stella e, di conseguenza, avere un emisfero perennemente illuminato e l’altro perennemente al buio. Un’eventualità non proprio favorevole alla sua abitabilità.

Inizieranno, quindi, le osservazioni; in primis per scoprire se il pianeta ha un’atmosfera, perché è questa l’informazione che potrebbe rendere tutte le altre di secondaria importanza. Gli scienziati del progetto Pale Red Dot stanno seguendo dei modelli e cercano di rappresentare le caratteristiche del pianeta tramite delle simulazioni, inoltre si pensa che fra non molto potremmo osservarle direttamente tramite un nuovo strumento telescopico attualmente in costruzione.

Quel che appare chiaro è che non si tratta certo di un pianeta “gemello” del nostro, bensì (e non è poco) un candidato molto vicino per la ricerca di forme di vita extraterrestri.

Quello che colpisce, infatti, nel caso di Proxima b, è proprio la sua prossimità; è a soli 4,3 anni luce e potrebbe essere l’unico pianeta che potremmo mai raggiungere. 

Malgrado la vicinanza con la sonda più veloce costruita fino ad ora, occorrerebbero circa 30’000 anni per fare il viaggio. Tuttavia, proprio la scorsa primavera Stephen Hawking, il miliardario russo Yuri Milner e Mark Zuckerberg hanno presentato l’ambizioso progetto Breakthrough StarShot che prevede sonde progettate per raggiungere Alfa Centauri in soli 20 anni.

Non so per quanti di voi sia lo stesso, ma raggiungere Alfa Centauri è nel mio immaginario sin dall’infanzia e sapere che ci stiamo avvicinando, seppure solo con i progetti, mi catapulta in uno stato di eccitazione infantile.

Insomma possiamo dire Proxima b, stiamo arrivando? Magari arrivando proprio no, però ce la stiamo mettendo tutta!

Onde possiamo stimare che de stelle innumerabili sono altre tante lune, altre tanti globi terrestri, altre tanti mondi simili a questo; circa gli quali par che questa terra si volte, come quelli appaiono rivolgersi ed aggirarsi circa questa terra. (Giordano Bruno)

Serena Piccardi

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2 Commenti
  1. […] fra le notizie dallo spazio con la scoperta di un esopianeta potenzialmente abitabile, Proxima b. Il pianeta è stato scoperto da un gruppo di scienziati che lavora al progetto Pale Red Dot. Fra […]

  2. […] considerati potenzialmente abitabili, anzi. L’ultima notizia risale ad agosto scorso, quando Proxima B salì agli onori delle cronache e delle fantasie di tutti gli appassionati di astronomia. Per […]

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