Calais, la Francia inizia lo sgombero della “giungla”

Stamani alle 8 erano già più di mille ad aspettare il loro turno. E la fila per entrare nell’hangar si alimenta continuamente: il primo giorno dello smantellamento della giungla di Calais, la più grande bidonville di migranti d’Europa, è iniziata apparentemente nella calma.

All’interno di un grosso hangar abbandonato, a 300 metri dall’accampamento, i migranti vengono smistati secondo quattro file: gli adulti soli, le famiglie, le persone vulnerabili (soprattutto donne sole) e minorenni in viaggio senza la famiglia. A tutti è poi proposta la scelta tra due regioni. In seguito vengono fatti salire nei pullman della destinazione selezionata. I pullman sono geolocalizzati durante il loro tragitto attraverso la Francia, verso i centri di accoglienza. E i poliziotti li controlleranno durante le soste on autostrada.

Nella giornata di lunedì è previsto che partano almeno una sessantina di pullman. “Se riusciamo a far evacuare oggi fra i 2000 e i 2500 migranti sarebbe già un grande passo in avanti”, sottolinea Didier Leschi, direttore dell’Ufficio francese dell’immigrazione e dell’integrazione. In una settimana l’obiettivo è portare via 6400 persone. Solo i minorenni soli non vengono fatti salire sui pullman. Rimarranno fino a due settimane nei container già presenti nella giungla (e che hanno una capacita di 1500 persone). Questi bambini e adolescenti rappresentano il problema maggiore. Sono più di 1300. Nell’ultima settimana 200 hanno già raggiunto i loro familiari al di là della Manica, nel Regno Unito, ad appena 25 km in linea d’aria da qui. La Francia spera che gli inglesi ne accolgano almeno 400 ma a Londra le polemiche sono forti. I tabloid pubblicano articoli sul fatto che in realtà si tratterebbe di adulti che mentono sull’eta per essere accolti in Inghilterra.

L’altro timore delle autorità è rappresentato dalla possibilità che degli irriducibili non vogliano partire nei centri di accoglienza in Francia. Ma vogliano restare ancora qui per tentare di raggiungere l’Inghilterra, nascosti nei camion che accedono ai traghetti o alle vetture ferroviarie che passano nell’Eurotunnel. Ma è sempre più pericoloso, anche per i camionisti che circolano sull’autostrada che corre accanto alla bidonville.

Stamani eritrei e sudanesi avevano in gran parte già preparato la loro valigia. Mentre gli afghani apparivano più reticenti. Il prefetto Fabienne Buccio, che sta preparando l’operazione da alcune settimane, teme l’intervento di attivisti No Border. Se ne segnalano fra i 150 e i 200 attualmente nella giungla. La notte tra domenica e lunedì si sono verificati alcuni scontri vicino al porto tra migranti e polizia. Ma questa è moneta corrente ormai negli ultimi tempi. I migranti tirano pietre e i poliziotti rispondono con i gas lacrimogeni. É la triste cronaca di ogni notte a Calais.

fonte: LASTAMPA.it

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