IL TERREMOTO, LA SUSSULTORIA DIMENSIONE DELLA PAURA

È difficile in questi giorni pensare a fatti e avvenimenti che non riguardino il terremoto che ha colpito il centro Italia la mattina di domenica scorsa e ai precedenti degli ultimi mesi. Non soltanto perché tutti i principali mezzi di comunicazione ne parlano e provano a dare una spiegazione di quanto sta accadendo, ma perché sembra non esserci una fine e che in qualsiasi momento possa ripetersi in forma più lieve o più intensa.

Gli esperti parlano, infatti, di anomalia sismica in quanto, a distanza di pochi giorni (il 26 e il 30 ottobre) si sono susseguite due scosse molto intense, mentre in altri casi erano trascorsi centinaia di anni prima di assistere a repliche sismiche di entità similare nelle stesse zone. C’è una credenza popolare secondo la quale, dopo una grande scossa si può tirare un sospiro di sollievo perché non ne ricapiterà un’altra prima di una media di 300 anni. Come dire, abbiamo subìto quello che abbiamo subìto, contiamo danni e vittime, ma almeno per questa generazione e per le prossime possiamo dormire sonni tranquilli. Con il terremoto del centro Italia dei giorni scorsi non è stato così, perché da 300 anni di distanza si è passati a 4 giorni.

D’altro canto, c’è da dire che non si è trattato di un unicum, poiché in quelle stesse zone, anche nel 1702-1703 si era verificata una situazione simile. In quel caso lo sciame sismico cominciò proprio a Norcia il 18 ottobre 1702 con un’intensità di 5.2, seguito da un secondo evento il 14 novembre. Successivamente, il 14 gennaio 1703 un terremoto di 6.8 gradi distrusse Montereale. Infine, il 2 febbraio sempre del 1703 la distruzione de L’Aquila con un sisma di 6.7. Anche in questo caso, quindi, più terremoti di forte intensità si susseguirono a distanza di poco tempo e in un’area abbastanza delimitata.

Anche a quel tempo ci si interrogava sulla possibilità di predire i terremoti. Possibilità che colmava soltanto in parte l’ansia e il senso di vuoto che arcaicamente ci pervadono nel momento in cui sentiamo muoversi la terra sotto di noi e insieme ad essa tutte le nostre certezze. Alcune popolazioni indigene sembra riescano a presagire i sismi osservando i comportamenti degli animali. A chi ciò appare una mera leggenda piuttosto che una realtà constatabile, segnalo questo video di alcuni stormi di uccelli che poco prima del terremoto hanno iniziato a volare in modo bizzarro. Purtroppo, non abbiamo nessuna prova scientifica che questo abbia un nesso con gli eventi sismici e nel nostro mondo tecnologico dobbiamo limitarci ad una app “rilevatore terremoto” che grazie all’accelerometro dei cellulari delle persone per prime colpite dall’evento, avverte qualche secondo prima chi è abbastanza distante dall’epicentro dell’arrivo dell’onda sismica. Di più ancora non sappiamo e non possiamo fare, così come tengono a precisare ogni volta gli esperti dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che da anni studia e monitora questi fenomeni.

Volendo fare un confronto con la paura che abbiamo ben conosciuto negli ultimi tempi, quella del terrorismo, i terremoti la portano ad un livello superiore e ad un’altra dimensione. Se, similmente agli attacchi terroristici, i terremoti non possiamo prevederli, essi hanno, in più, la capacità di colpirci ovunque, anche nelle nostre case, nei luoghi privati dove ci sentiamo al sicuro. Il muoversi sotto di noi della terra, che tendiamo per istinto a considere la cosa più solida e tangibile che abbiamo, esistenzialmente ci ricorda che in realtà siamo degli esseri viventi che fluttuano, insieme al loro pianeta, in mezzo al nulla.

Filippo Piccini

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