Difendersi e denunciare, come ottenere un risarcimento dei danni per mobbing?

Il mobbing sul lavoro si manifesta con tanti piccoli comportamenti, gesti e parole che presi singolarmente non sono lesivi della persona, se perpetuati nel tempo possono compromettere il benessere psicofisico della persona colpita da mobbing.

Non vanno sottovalutati anche gli scherzi che prendono di mira sempre le stesse persone, ironie denigratorie, atti discriminatori, i rimproveri ecc., certo se perdurano nel tempo e rivolti sempre allo stesso soggetto.

Rientra nel mobbing anche il comportamento di un datore di lavoro o superiore che inizia una campagna denigratoria verso un suo dipendente o subalterno, che viene poi portata avanti dai colleghi della stessa vittima.

In mancanza di una normativa specifica, la Corte di cassazione, con sentenza n.10037/2015 ha individuato delle linee guida per riconoscere il vero mobbing. Circa un milione e mezzo di lavoratori è oggetto di comportamenti vessatori sul posto di lavoro, infatti  il 10% della popolazione lavorativa dei paesi del nord Europa soffre di mobbing.

In Italia, a differenza di altri paesi in Europa, non ha nel suo ordinamento una legge che prevede la tutela da mobbing sul lavoro del lavoratore. Finora sono stati applicati vari articoli del nostro Codice Civile a seconda della situazione, valutando di conseguenza l’entità del risarcimento del danno e stabilendo la responsabilità di che sia tenuto a pagare.

Per cui a pagare il risarcimento danni alla vittima del lavoro potrebbe essere direttamente il datore di lavoro, riconosciuto colpevole di bossing o mobbing nel caso di aver permesso di fare mobbing ai colleghi della vittima, ai sensi dell’art. 2087 Codice civile che obbliga il datore di lavoro a tutelare l’integrità dei lavoratori sul posto di lavoro sia dal punto di vista fisico che morale.

In caso di mobbing e demansionamento il reato è riconducibile ad una violazione dell’art. 2103 Codice civile per il settore privato e dell’art. 52 del d. legs n. 165/2001 per il settore pubblico relativi ai limiti al potere di variazione delle mansioni. In questo caso, il lavoratore può ricorrere all’azione di adempimento, alla risoluzione del contratto e al risarcimento del danno.

La vittima deve provare di essere stata danneggiata sul lavoro se sono presenti tutte le seguenti fasi di azioni, tenendo conto di:

  • Ambiente: le vessazioni avvengono sul luogo di lavoro
  • Durata: i contrasti,le mortificazioni e tutte le altre azioni avvengono e durano per un congruo periodo di tempo
  • Frequenza: sono azioni reiterate e molteplici, si tratta di più azioni ostili
  • Dislivello: isolamento sistematico, cambiamenti delle mansioni lavorative, attacchi alla reputazione, violenze o minacce
  • Andamento per fasi successive: conflitto mirato, inizio del mobbing, sintomi psicosomatici, errori e abusi
  • Intento persecutorio: serie di azioni premeditate per tormentare il dipendente

La persona che ritiene di essere vittima di mobbing può rivolgersi ai tanti sportelli mobbing che si trovano in tutte le città, potendo anche ottenere il supporto di un avvocato gratis a spese dello Stato. Avvocato patrocinio a Spese dello Stato in materia civile: http://www.guidafisco.it/avvocato-patrocinio-gratuito-879

Il mobbing non rientra in quelle patologie che possono essere dovute a malattie professionali o causa servizio che vengono pagate dall’INAIL tramite risarcimento del danno biologico ed indennizzo: http://www.guidafisco.it/danno-biologico-inail-calcolo-risarcimento-importi-1150

Possiamo però tenere conto dei parametri proprosti in base alla rivalutazione ISTAT degli importi danno biologico, vale per il triennio 2016, 2017 e 2018.

Sulla proposta del Presidente dell’INAIL e sulla base delle variazioni dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati gli indennizzi subiranno quindi un’integrazione a seguito del Decreto del Ministero del Lavoro.

Gli incrementi annuali si aggiungeranno a quello complessivo del 16,25% previsti dall’Art. 1, comma 23 e 24, della Legge 247/2007 e dall’Art. 1, comma 129, della Legge 147/2013 attuativi e si applicano agli indennizzi riconosciuti dall’INAIL secondo quanto previsto dalla Tabella danno biologico DM del Lavoro 12 Luglio 2000.

Dal 2019 in poi, la rivalutazione degli indennizzi sarà, invece, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

  • Primo punto di invalidità passa da € 791,95 a € 795,91
  • Punto di inabilità assoluta passa da € 46,20 a € 46,43.

Questo perché non si ammala di mobbing a causa della pericolosità nello svolgere particolari attività lavorative ma a causa delle vessazioni continue subite sul luogo di lavoro. Pertanto, la vittima di mobbing non ha diritto al risarcimento INAIL come malattia professionale psicologica ma è tratta come malattia del lavoratore. L’unico esempio di risarcimento per mobbing INAIL è quello che si verifica nell’ambito del mobbing strategico. L’indennizzo INAIL del danno biologico da mobbing è ancora in piena fase di elaborazione sul versante sia della sua individuazione, sia della valutazione medico legale.

fonti:

http://www.guidafisco.it/danno-biologico-inail-calcolo-risarcimento-importi-1150

http://www.guidafisco.it/avvocato-patrocinio-gratuito-879

Sabrina Mattia

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