Juncker attacca Trump: “Perderemo due anni, non conosce il mondo”

Per Bruxelles, la vittoria di Donald Trump alle elezioni degli Stati Uniti è quanto di peggio non poteva succedere. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, non ha nascosto la preoccupazione per la figura che siederà alla Casa Bianca all’inizio dell’anno prossimo e ha usato toni molto forti: «Corriamo il rischio di perdere due anni aspettando che Trump termini di fare il giro del mondo che non conosce», ha detto intervenendo a Lussemburgo una conferenza sull’Europa. Quell’Europa che lui, da ministro, poi da primo ministro e infine da capo dell’esecutivo comunitario, frequenta dagli anni Novanta. Trump, invece, non ha neanche l’idea di cosa sia. Almeno secondo il pensiero di Juncker: «Bisognerà che gli spieghiamo in cosa consiste l’Unione europea e come funziona».

A rischio i rapporti transatlantici

Juncker ha confermato i timori maturati nel vecchio continente sin dalla mattina 9 novembre, quando sono arrivati i risultati delle elezioni statunitensi. Già il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk aveva chiaramente detto si apre con Trump «un momento di incertezza sul futuro delle relazioni transatlantiche». A distanza di 48 ore Juncker ha convalidato le parole del collega, anche se si è spinto oltre: «Purtroppo, spesso quelle che si dice in campagna elettorale è vero», ha detto il presidente dell’esecutivo comunitario in riferimento a quanto detto dal prossimo presidente Usa in questi mesi. Per Juncker è lecito attendersi «il rischio di vedere gli equilibri intercontinentali danneggiati nelle fondamenta e nella struttura», a partire dalla gestione del fenomeno dei richiedenti asilo. «Sui migranti e gli americani non bianchi Trump ha un’attitudine che non rispecchia i valori europei».

I dossier oggetto di preocupazione

Non c’è solo l’immigrazione a essere in gioco. Preoccupa in Europa il futuro commerciale. Il Ttip, l’accordi di libero scambio che le due parti stanno negoziando, è al momento sospeso. I lavori sono stati congelati per via delle elezioni presidenziali, e spetterà al successore di Barack Obama riprenderli. Ammesso che ciò avverrà. Trump ha annunciato di voler ripensare le politiche commerciali, e questo getta ombre sul destino del Ttip. Si è preoccupati anche per le scelte in materia di sicurezza e difesa. Trump ha in mente una nuova politica estera, che potrebbe essere più orientata alla Russia e meno alla Nato. Lo sa bene Juncker, che non ne ha fatto mistero.

La presenza di Trump nell’arena internazionale «rimette in questione l’Alleanza transatlantica e quindi il modello su cui riposa la difesa dell’Europa». Proprio per questo l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, intende recarsi a Washington per incontrare Trump, prossimo interlocutore dell’Ue. Quando non si sa, ma «il prima possibile», assicurano a Bruxelles. Non si sa ancora niente, invece, dall’altra sponda dell’oceano. Trump è stato invitato a Bruxelles da Juncker e Tusk in persona, ma a quell’invito non sono giunte risposte. Intanto Mogherini ha organizzato per domenica sera una cena informale con i ministri degli Esteri per discutere del post-Obama. Pieno di incognite.

fonte: LASTAMPA.it

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