Salvini si lancia come candidato premier, Parisi lo boccia: “Non siamo quella roba”

Tanta gente in piazza Santa Croce a Firenze per la manifestazione del no al referendum costituzionale promossa dalla Lega. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e Giovanni Toti (Forza Italia). A concludere sarà il leader leghista Matteo Salvini. In piazza ci sono già centinaia di militanti della Lega giunti da ogni parte con bandiere del Carroccio e striscioni. È prevista anche la partecipazione di circa 300 sindaci della Lega.

“Se il no vince, andiamo a votare subito”

Intorno alle 17, come da programma Salvini ha preso la parola ed ha subito affondato il colpo: «Domani presenteremo denuncia nei confronti di Renzi perché comprarsi gli indirizzi di 4 milioni di italiani all’estero per mandargli una letterina è un reato penale di cui dovrà rispondere davanti a qualche giudice. Vediamo se in un qualche tribunale c’è un giudice che ne ha voglia». «Quando abbiamo chiesto quegli indirizzi – ha aggiunto, a noi hanno risposto no perché c’è la privacy, Vogliamo sapere che fine ha fatto questa privacy per impedire che questi 4 milioni di indirizzi arrivassero sulla scrivania di questo bugiardo patologico. Vediamo se paga lui o Alfano o tutti e due». Il Premier è nel mirino: «Il 4 dicembre è l’occasione di mandare a casa quel bugiardo patologico che da due anni vuol svendere il nostro paese».

Obiettivo dei suoi strali anche l’attuale Presidente della Repubblica e il precedente: «Se vince il no si va a votare, se vince il no scelgono i cittadini non Mattarella. Chi è Mattarella?». E poi: «Se Napolitano votasse no sarei in difficoltà e quindi sono contento che voti si. Io voto no con ancora più entusiasmo. Nel 2006 disse che votava no alla riforma perchè fatta a colpi di maggioranza, fosse coerente dovrebbe fare lo stesso…»

Prima del discorso dal palco

«Se chiedono ci sono, non è più tempo di rimandare, tentennamenti, dubbi, paure. Coraggio, idee e squadra non ci mancano. Non abbiamo paura, oggi comincia una lunga marcia», ha detto il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, parlando a Firenze alla vigilia della manifestazione per il no al referendum in piazza Santa Croce, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se l’iniziativa di oggi rappresenti il lancio della sua candidatura a presidente del Consiglio. «La lezione di Trump e del libero voto degli americani – ha aggiunto Salvini – è che si può vincere contro tutto e contro tutti, banchieri, lobbisti, giornalisti, cantanti».

Rispetto all’Ue – ha detto Salvini – «il problema è che Renzi a parole cambia il mondo, ma le sue bugie hanno le gambe cortissime ormai. Quando andremo al governo l’euro lo metteremo in soffitta, e l’Ue la ribaltiamo da cima a fondo. Noi, non a parole ma coi fatti».

L’appoggio di Maroni

«Siamo a Firenze per lanciare un messaggio forte all’interno della coalizione di centrodestra o di quello che rimane: Matteo Salvini si candida alla leadership di un centrodestra che interpreta bisogni e esigenze, e che dà risposte concrete e coraggiose», ha detto il governatore della Lombardia Roberto Maroni.

La replica di Parisi  

La rottura del centrodestra traspare dalla risposta di Stefano Parisi alle dichiarazioni della Lega. «È arrivato il momento. Ora dobbiamo candidarci alla guida del Paese, dare risposte, chiarire cosa facciamo», ha detto Parisi alla convention a Padova rispondendo a Rainews 24. «Noi non siamo quella roba che è a Firenze oggi – ha aggiunto Parisi -, ora è il momento. Altrimenti l’alternativa arriverà tra poco e sarà o Renzi o Grillo. O si cambia passo o siamo morti. E la risposta non è Salvini e non sono le ruspe ma la nostra capacità di dare soluzioni al Paese».

fonte: LASTAMPA.it

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