Tendenze e stili degli anni ’70

Gli anni ’70 proseguono sulla potente scia di rinnovamento del precedente decennio e si aprono con una continuazione dello stile hippie nato come movimento giovanile negli Stati Uniti nel corso degli anni sessanta e poi diffusosi in tutto il mondo. Sono anni di incredibile cambiamento caratterizzato da fermenti sociali, azioni di protesta per i diritti civili, che determinano il rimodellarsi di una società occidentale, in cui a trasformarsi è sopratutto l’immagine della donna.

Gli Hippie!

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La parola «hippie» deriva da «hipster», termine utilizzato inizialmente per descrivere la comunità dei beatnik; gruppo di persone che avevano ereditato i valori della Beat Generation, ed avevano dato vita ad una controcultura con proprie regole; diedero il via ad una vera e propria rivoluzione sessuale, prediligendo la vita all’aria aperta, il contatto con la natura, l’uso di stupefacenti, al fine di vivere in una dimensione di assoluta astrazione dal rigido mondo circostante.

Con il termine figli dei fiori “flower power”si definiscono coloro che aderirono a tale movimento, prediligendo l’uso di abiti dalle tinte accese, decorati con fiori e stampe variopinte come le t-shirt tie dye. La T-shirt non fu più considerata come semplice indumento intimo, ma inteso come vero e proprio capo d’abbigliamento con cui veicolare idee e slogan politici. Molto apprezzate furono anche le bluse ricamate come le mexican blouse, o i pantaloni spesso jeans rigorosamente a zampa d’elefante (i jeans realizzati in tela denim nacquero verso la metà del 1800 come indumento da lavoro, ben si prestarono quindi alla moda del momento per rappresentare la nuova cultura popolare). Molto amati furono anche gli abiti leggeri e fluttuanti (tuniche maxis), come le gonne in genere larghe e lunghe spesso fino alla caviglia. Infine famosi divennero gli hot pants, shorts in jeans, che lasciarono rigorosamente in vista le gambe. Gli accessori utilizzati, furono per lo più creazioni artigianali fatti di materiali naturali come il legno, o in metalli poveri, cuoio, decorati di piume e perline e riflettevano quel mix di culture e contaminazioni esotiche, con richiami allo stile Nativo Americano e a tradizioni diverse, da cui ripresero l’utilizzo delle headbands. Gli hippy esaltarono il loro ideale di pace e libertà in due slogan: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” e “Fate l’amore, non la guerra“, frasi che si propagarono nel periodo della guerra del Vietnam, tanto da influenzare l’opinione pubblica ed impressionare le pellicole di molti registi, nonché riuscendo a contagiare la musica di molteplici artisti.

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Alcuni dei grandi interpreti che hanno influenzato l’epoca: Janis Joplin- Jimi Hendrix e un’immagine di Woodstock, 1969

Gli anni ’70 possono essere visti come il raggiungimento di una maturità artistica in tanti ambiti, con risultati difficilmente eguagliati in futuro. I Generi musicali furono molteplici dall’Hard Rock: Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, alla Musica Progressive rock King Crimson, cui si affiancarono i Genesis, i Pink Floyd. Altri generi: La musica Psichedelica,  Disco e Funk, la Fusion dove il jazz  fu contaminato dal rock e dalla musica orientale (soprattutto indiane), dall’amplificazione e dai nuovi sintetizzatori, fino ad arrivare al Punk dove a prevalere non fu più la tecnica esecutiva o la raffinatezza delle composizioni, ma l’aggressività espressa ad esempio dai Sex Pistols, Clash, Ramones e Black Flag che diventerà distintiva degli anni ’80.

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Nonostante lo stile hippie contagiò con la sua irriverenza mezzo mondo, non fu l’unico trend in voga.

Con il nascere della Disco Music verso la metà degli anni ’70 si preferì optare per un look più appariscente caratterizzato da una moltitudine di tessuti preziosi e luccicanti,  pantaloni oltre che a zampa d’elefante, a palazzo, da portare con camicie con importanti jabot, oppure abiti e minigonne in lurex, pvc, blazer unisex dai grandi revers, giacconi di pelliccia, collane, occhiali dalle grosse montature, orecchini vistosi e coloratissimi, grossi cappelli a falda larga e stivali altissimi con tacco a zeppa già tanto amati durante la corrente hippie.

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Si diffuse poi una nuova idea di abbigliamento oversize, quella dei maglioni over, dei cardigan in lana grossa, dei pantaloni militari, dei gauchos, dell’abbigliamento vintage, frutto di una consapevolezza dell’abito inteso come abbigliamento più comodo e pratico. Fino ad arrivare alla tendenza dell’ activewear americano caratterizzato da un gusto sportivo e dalle sneakers.

La silhouette decisamente più androgina, caratterizzata dall’insorgere del movimento femminista nel ‘68, cominciò sul finire degli anni ’70 a mettere in evidenza le spalle determinando la cosiddetta linea a triangolo rovesciato, caratterizzata da giacche con spalle molto larghe che esploderà e raggiungerà il suo culmine negli anni ’80.

Sono gli anni in cui la bellezza lo stile slanciato, sportivo e sexy dell’attrice Farrah Fawcett fecero di lei icona e sex symbol degli anni settanta, vera star internazionale grazie al ruolo di Jill Munroe della serie tv Charlie’s Angels.

Charlie’s Angels

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«C’erano una volta tre ragazze che frequentavano l’accademia di polizia. Ad ognuna erano assegnati compiti molto pericolosi, ma io le ho portate via da tutto questo e ora lavorano per me. Il mio nome è Charlie!»

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Con la rivoluzione femminile e la conseguente emancipazione della donna anche le pellicole dei film e delle serie televisive raccontarono storie di donne più consapevoli di loro stesse, del proprio fascino, intelligenti, delle vere eroine in gonnella. Charlie’s Angels (I tre “angeli” Sabrina Duncan-interpretata da Kate Jackson, Jill Munroe-Farrah Fawcett e Kelly Garrett -Jaclyn Smith-a mano a mano alcune attrici lasciarono il set sostituite da altre altrettanto meravigliose – la Fawcett tornerà in qualche episodio, nella terza e quarta serie, ma solo come guest star), mandata in onda la prima volta in America nel 1976, divenne subito una serie amata e seguitissima.

La serie deve la sua fortuna ad un mix di elementi quali; bellezza, fascino, eleganza, regia ben strutturata dalle forte emozioni, look studiatissimo e molto glamour dove le protagoniste mostrarono sempre un aspetto ben curato e perfettamente in linea con i canoni estetici del momento, altri elementi; avventura, adrenalina e un finale sempre a lieto fine, fecero letteralmente impazzire gli spettatori facendoli rimanere attaccati allo schermo.

 

Alcuni esempi della moda di allora, rivisitata secondo il gusto di oggi:

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Eleonora Riccio

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