HA VINTO IL ‘NON MI FIDO’

Il referendum ha avuto l’esito che tutti sappiamo. Renzi ha rassegnato le dimissioni, Mattarella ora dovrà probabilmente incaricare una figura istituzionale per comporre un nuovo governo di transizione, a meno che non si riesca ad andare ad elezioni anticipate in tempi brevissimi. Il Senato continuerà ad esistere con le medesime funzioni, ma non ha ad oggi una legge elettorale, se non il Consultellum, frutto del Porcellum dichiarato incostituzionale. Quella attuale per la Camera, l’Italicum, invece, attende la decisione della Corte Costituzionale sulla sua legittimità.

I SÌ si sono fermati al 40,8 %, come i voti presi dal PD alle europee del 2014. Gli italiani che in quell’occasione avevano mostrato tanto consenso nei confronti del Premier lo hanno ritirato nel giro di poco più di due anni, esprimendo l’intenzione di cambiare Premier con la stessa frequenza con cui si può cambiare un modello di cellulare o televisore.

Renzi ha sbagliato a personalizzare il referendum perché ci sono state, evidentemente, persone che non erano contrarie al suo Governo, ma non avrebbero mai modificato la Costituzione. La nostra Carta viene fatta studiare ai bambini fin dalle scuole primarie come qualcosa di intoccabile, la abbiamo ormai nel nostro DNA e ad ogni costo ci si sente in dovere di difenderla. L’esito simile del referendum del 2006 dove i NO arrivarono addirittura al 62,5% a un mese circa dalle elezioni politiche in cui i due schieramenti sostanzialmente pareggiarono, è un altro precedente significativo. D’altro canto, è vero anche che la grande affluenza e il netto stacco tra i SÌ e i NO mostra come, per un’altra parte di elettori, il voto sia stato fondamentalmente politico e non nel merito della riforma stessa.

Si spera che le cose fatte fin qui dal governo Renzi con questo sistema parlamentare facciano ben sperare che anche se la riforma di efficientamento istituzionale non è passata possano comunque in futuro realizzarsi misure concrete come ad esempio quelle approvate nei circa 1000 giorni di vita di questo esecutivo: 80€ in busta paga per i redditi fino a 1500€, unioni civili, bonus assunzioni, abolizione dell’IMU e di Equitalia, il bonus di 500€ da spendere in cultura per i 18enni, PIL e consumi delle famiglie in aumento, oltre alle altre cose fatte e alle ultimissime che ha fatto appena in tempo ad approvare, come l’aumento dai 30 ai 50€ alle pensioni più basse o la conclusione positiva del rinnovo del contratto dei metalmeccanici atteso da anni.

L’aspetto più difficile, a mio parere, sarà far riacquistare fiducia alle persone non soltanto nei confronti della politica, ma in tutto ciò che li circonda, perché anche in questa occasione si è visto come di fronte ad una proposta di cambiamento e di scommessa sul futuro, gli italiani abbiano pensato fosse l’ennesima fregatura di chi prova a fare e hanno detto NO forse ancor prima di entrare nel merito della proposta ovvero di sostanziale superamento del bicameralismo. Enrico Berlinguer aveva dichiarato di volerlo fare già nel 1981 quando intendeva addirittura abolire del tutto il Senato, considerato un inutile e dispendioso organo doppione della Camera, e rafforzare il ruolo del Presidente del Consiglio. In quel caso nessuno gridò al golpe, anzi alcuni attuali esponenti del fronte del NO, come il costituzionalista Rodotà, addirittura firmarono a favore.

La Costituzione quindi non deve essere un tabù e va riconosciuta nei suoi pregi e nei suoi limiti. L’esperienza del governo Renzi si conclude con un’incognita per il futuro. Sicuramente un cambiamento c’è stato e ci sarà, con l’uscita di scena, salvo sorprese, dell’attuale Presidente del Consiglio che ci ha accompagnato negli ultimi anni e che sembrava poter governare ancora per un’altra legislatura intera. Vedremo quale sarà il prezzo da pagare per questa novità, anche se, ancora una volta e oggi più che mai, così come Tomasi di Lampedusa scriveva nel Gattopardo, cambierà tutto affinché tutto possa restare uguale.

Filippo Piccini

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1 Commento
  1. […] già preventivato nell’editoriale della settimana scorsa, tutto sarebbe cambiato affinché tutto restasse uguale. Non soltanto per quanto riguarda il […]

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