Inchiesta sulle nomine del sindaco di Roma Virginia Raggi, perquisizioni in Campidoglio

E’ arrivata la polizia ieri in Campidoglio. Il reparto della polizia di Stato specializzato nei reati contro la pubblica amministrazione guidato da Maurizia Quattrone si è presentata in Campidoglio per acquisire atti e documenti relativi alle nomine di dirigenti dell’amministrazione Raggi. Il blitz degli investigatori è legato all’inchiesta della Procura di Roma che procede a modello 45, cioè contro ignoti e senza ipotesi di reato ne indagati. Le nomine al vaglio degli inquirenti sono quelle dei dirigenti Raffaele Marra, Carla Raineri, Salvatore Romeo decise dalla sindaca Virginia Raggi.

Le perquisizioni con tanto di accertamenti dei magistrati sono stati disposti dopo l’esposto presentato dall’ex capo di gabinetto Carla Romana Raineri a seguito delle segnalazioni dell’Anac di Raffaele Cantone. La procura di Roma vuole verificare se siano state rispettate tutte le norme di legge o se le nomine nascondano delle «corsie preferenziali» illegali per favorire un candidato a danno di altri. A partire da oggi inizierà lo studio dei dossier ed è possibile che a breve siano convocati a Piazzale Clodio le prime persone «informate sui fatti» per descrivere le varie fasi che le hanno precedute. Tutto era partito da un primo esposto depositato da Fratelli d’Italia nel quale si ipotizzava il reato di abuso d’ufficio.

L’azione legale, legata anche ai compensi assegnati, era stata annunciata il 23 agosto scorso e riguardava non solo la nomina di Raineri, ma anche quella del capo della segreteria del sindaco, Salvatore Romeo. Due nomine saltate a pochi giorni dalla formazione della giunta. Un vero e proprio record nella storia del Comune di Roma. Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, aveva depositato l’atto spiegando i motivi del ricorso alla Procura, ma anche alla Corte dei Conti, Ghera aveva detto che “per i casi del capo di Gabinetto e del capo Segreteria della giunta Raggi, da quanto ci risulta, potrebbero essere stati commessi errori grossolani”. “In relazione alla nomina di Romeo – affermava il capogruppo – a destare evidenti perplessità è il trattamento economico, ben 120 mila euro, un compenso decisamente elevato visto che la funzione di capo segreteria è rimasta immutata da decenni e non sono state aggiunte mansioni in più a tale ruolo tanto da giustificare un emolumento così elevato”.

“In merito alla nomina della Raineri – aveva precisato il capogruppo di Fratelli d’Italia – crediamo invece che il sindaco avvocato e il magistrato in questione potrebbero aver sbagliato l’interpretazione della norma. Scegliendo infatti l’art. 110 del Tuel hanno eluso due requisiti importanti della norma: il primo, accertarsi che all’interno dell’amministrazione nessuno avesse i requisiti richiesti e quindi avviare una procedura per il reperimento di una figura in grado di svolgere quel ruolo; il secondo, bandire un avviso pubblico”.

fonte: LASTAMPA.it

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