Meno alcol e droga per i giovani. La svolta salutista dell’America

Mark Twain notava che più lui invecchiava, più suo padre diventava saggio. In America però sta capitando il contrario, almeno per quanto riguarda l’uso di droghe, alcol e tabacco. Sono gli adolescenti che stanno alzando la bandiera della responsabilità e della saggezza, mentre gli adulti cedono alla tentazione. Secondo i dati dello studio «Monitoring the Future», infatti, l’uso di queste sostanze è sceso al livello più basso degli ultimi 40 anni tra i teenager degli Stati Uniti.

«Monitoring the Future» è un sondaggio che la University of Michigan conduce dal 1975, per controllare la diffusione di droghe, alcol e tabacco fra gli adolescenti. Quest’anno gli autori hanno sentito 45.473 studenti che frequentano gli ultimi anni di liceo in 372 scuole pubbliche e private, e hanno registrato risultati molto incoraggianti. Nel 1991, l’11% dei maturandi fumava almeno mezzo pacchetto di sigarette al giorno, mentre ora sono scesi all’1,8%. Nel 2001, il 53,2% si era ubriacato almeno una volta nella vita, contro il 37,3% di oggi. Durante gli ultimi 12 mesi l’uso della marijuana è diminuito dal 6,5% al 5,4% tra gli studenti dell’8th grade, cioè quelli più giovani, rimanendo invece stabile al 22,5% tra i maturandi. L’abuso dei farmaci a base di oppiacei poi si è dimezzato, dal 9,5% del 2004 al 4,8% di oggi, mentre l’eroina è scesa allo 0,3%.

L’ecstasy, che stava diventando un’epidemia, è calata tra l’1 e il 3%. Tendenze positive che diventano ancora più importanti, se uno le paragona a quelle in corso invece tra gli adulti, dove negli ultimi 5 anni i «Centers For Disease Control and Prevention» hanno registrato un aumento del 33% nelle morti per overdose. L’anno scorso oltre 52.000 persone hanno perso la vita così, con casi particolarmente gravi in Stati come il New Hampshire, dove c’è stato un incremento del 191%. Lo stesso Donald Trump aveva usato questi numeri durante la campagna presidenziale, per giustificare la costruzione del muro lungo il Messico allo scopo di bloccare il narcotraffico.

Per qualche ragione che ancora sfugge agli studiosi, però, gli adolescenti americani stanno voltando le spalle a queste pratiche distruttive. Ora, secondo il direttore di «Monitoring the Future» Lloyd Johnston, «la vera domanda da porsi è soprattutto una: perché tutto ciò sta accadendo? Nonostante abbiamo alcune ipotesi, non sappiamo se sono necessariamente quelle giuste». Capirlo sarebbe fondamentale per individuare il messaggio che sta funzionando, e quindi ripeterlo e moltiplicarlo, in modo da continuare in maniera sistematica la riduzione dell’uso.

Una delle ipotesi riguarda la diffusione dei videogiochi e dei social media, che tengono i giovani impegnati e li allontano dalla tentazione di fumare, bere e drogarsi. Anche perché si incontrano meno in situazioni di gruppo, dove la noia e la pressione dei coetanei spingono spesso alla trasgressione. Un altro elemento positivo sta nel rapporto migliore che gli adolescenti di oggi hanno con i loro genitori, e quindi la disponibilità ad ascoltarli quando offrono consigli. Il salutismo poi si sarà pure imposto come una moda ridicola, a volte eccessiva come la correttezza politica, ma tra i giovani ha preso e molti ragazzi ora lo abbracciano come una scelta di vita moderna e positiva, al pari del rispetto per l’ambiente.

Queste sono solo alcune ipotesi di studio, che i sociologi intendono approfondire, perché il problema sta in cosa succede dopo. Passati i 18 anni, infatti, l’uso di alcol, tabacco e droghe torna a salire, portando verso abusi pericolosi. Riuscire a capire cosa spinge gli adolescenti ad evitarli servirebbe a prolungare la loro tendenza virtuosa, prevenendo la ricaduta nelle tentazioni che rovinano le vite dei più grandi, senza dover aspettare di diventare vecchi per riconoscere quanto avevano ragione i nostri genitori a romperci le scatole.

fonte: LASTAMPA.it

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