Siria, l’esercito dichiara libera Aleppo: via gli ultimi ribelli

L’esercito siriano ha dichiarato questa sera Aleppo “libera dai terroristi”, dopo l’uscita degli ultimi ribelli dalla zona est della città. Gli ultimi quattro bus con le persone a bordo hanno lasciato l’area in serata, quando i media di Stato hanno mostrato le immagini di un convoglio in attesa di attraversare la strada di Al Ramusa che porta verso al-Rashidin, sotto controllo dei ribelli, a sud della città. Intanto, nella zona ovest della città, l’annuncio è stato seguito dai festeggiamenti a colpi di clacson e spari in aria.

La fine delle operazioni segna la presa di controllo totale sulla città dopo quattro anni di combattimenti (nel luglio 2012 Aleppo fu obiettivo dell’attacco dei ribelli, che riuscirono a conquistare diversi quartieri) e rappresenta la più importante vittoria delle forze governative dall’inizio della guerra siriana. Almeno 34mila persone, tra civili e combattenti, hanno lasciato la zona est nel corso delle operazioni durate una settimana, come mostrano gli ultimi dati diffusi dall’Onu. Tuttavia, le Nazioni unite sostengono che ci siano ancora migliaia di persone nelle enclave della città. “Il processo di evacuazione – ha spiegato il portavoce dell’Onu Farhan Haq – è stato traumatico, con affollamenti, e persone vulnerabili in attesa per ore ed esposte a temperature sotto zero”.

I timori per le sorti delle persone evacuate non sono finiti. Secondo un alto ufficiale dell’Onu, migliaia di persone uscite dalle aree ribelli di Aleppo potrebbero dover affrontare le stesse terribili condizioni nella nuova destinazione. “Molti sono andati a Idlib, che in teoria potrebbe essere la prossima Aleppo”, ha commentato l’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura, da Ginevra, sottolineando come la cessazione delle ostilità in Siria sia fondamentale per evitare altre battaglie come quella che ha devastato Aleppo. Assad ha già detto che la guerra non è terminata e che le sue forze armate potrebbero ora marciare verso altre aree sotto il controllo ribelle.

Il successo di Assad su Aleppo è una vittoria che si può senza dubbio attribuire anche ai suoi alleati Iran e Russia. A partire dall’inizio dell’offensiva dello scorso 15 novembre, l’aviazione russa ha condotto centinaia di raid che hanno polverizzato le parti di Aleppo sotto controllo ribelle, mentre le milizie sostenute dall’Iran, e guidate dal gruppo libanese Hazbollah, hanno combattuto strenuamente contro i ribelli all’interno della città. Secondo quanto ha riferito il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, i raid condotti da Mosca sulla Siria hanno ucciso 35mila ribelli e, a suo dire, hanno bloccato una catena di rivolte in tutto il Medioriente.

“La situazione umanitaria nel nord della Siria è molto difficile, perché l’area è densamente popolata, visto che ospita persone provenienti da tutta la Siria”, spiega Ahmad al-Dbis, operatore sanitario a capo di un team che ha evacuato pazienti da Aleppo. Chi ha lasciato la città non è stato condotto solo a Idlib, città e provincia a sud di Aleppo, ma anche in alcuni villaggi fuori dalla città sotto assedio, nella zona ovest e nord. Intanto, continua l’evacuazione dai villaggi sciiti di Fua a Kefraya, vicino a Idlib, sotto assedio dei ribelli. Le persone stanno venendo portate nelle aree di Aleppo controllate dalle forze governative, come parte dell’accordo.

fonte: LASTAMPA.it

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