Best of 2016: come prendere l’onda e finire battuti a Go!

2016: siamo di nuovo al momento del bilancio scientifico di fine anno, coadiuvati, come sempre, dalle principali riviste del settore ma anche e soprattutto dai nostri personalissimi metri di giudizio.

Prima di addentrarci vorrei fare qualche considerazione per quanto riguarda le “morti famose”. Il 2016 è stato percepito come un anno che ha portato via molti volti celebri. In effetti, abbiamo perso grandi artisti come David Bowie (♥) e Prince, personaggi come Fidel Castro e Muhammad Alì, importanti medici come Veronesi e idoli dei nerd di tutto il mondo come la principessa Leila.

Si tratta, ahimè, di una tendenza non solo inevitabile ma, anche, sicuramente destinata a perdurare negli anni che verranno. Le motivazioni sono evidenti. In primis quello appena passato è il secolo del boom demografico mondiale, un trend che ha caratterizzato l’intero secolo con una particolare accelerazione durante gli anni ’50-’60. Più nascite in determinati periodi significano più morti in altri. Perché tante persone famose? Perché da quanto radio e tv sono alla portata di tutti, a partire da oltre metà del secolo scorso, il numero dei personaggi resi celebri è aumentato enormemente. Del resto, nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti, figuriamoci quelli bravi davvero.

Se ci pensate, al giorno d’oggi, abbiamo tantissime celebrità che iniziano ad avere una certa età, con un’esistenza spesso costellata da eccessi, che rendono anche la vita più interessante ma che sicuramente non aiutano a diventare centenari.

Torniamo all’argomento della puntata di oggi, l’attesissimo Best of 2016.

Non posso non iniziare con quella che, senza ombra di dubbio, è la notizia più potente (si, volevo dire proprio potente) che sia giunta alle nostre orecchie dal mondo della fisica moderna: la prima rilevazione delle onde gravitazionali.

Le onde gravitazionali sono una perturbazione dello spazio-tempo causata dall’accelerazione di corpi dotati di massa, come possono essere i buchi neri o stelle in rotazione. Protagonisti della sensazionale scoperta sono stati i fisici dell’esperimento Ligo, che sono riusciti a catturare un segnale originato dalla fusione di due buchi neri. Più che dell’anno, è la scoperta del secolo; ha permesso di dimostrare che la teoria di Einstein era corretta e al tempo stesso apre un nuovo capitolo per studiare l’universo. Un bel passo in avanti verso la soluzione di problemi ancora irrisolti nell’evoluzione stellare e orbitale.

La scoperta delle onde gravitazionali è la regina indiscussa del 2016 per le classifiche di tutte le riviste scientifiche e anche, nel nostro piccolo, per le Cronache Darwiniane. La prestigiosa rivista Nature inserisce giustamente la coordinatrice del progetto Gabriela Gonzalez nella consueta lista dei ricercatori più influenti dell’anno.

Non si tratta di una scoperta ma, piuttosto, di un traguardo, la sonda Juno che aggancia l’orbita di Giove. La prima ad allontanarsi così tanto dalla Terra con una propulsione a pannelli solari. La prima a raggiungere certe velocità durante un inserimento orbitale.

Image Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Mai

Restiamo fra le notizie dallo spazio con la scoperta di un esopianeta potenzialmente abitabile, Proxima b. Il pianeta è stato scoperto da un gruppo di scienziati che lavora al progetto Pale Red Dot. Fra i vari pianeti considerati simili al nostro, questo presenta una caratteristica importante: orbita la stella più vicina al nostro Sole, una nana rossa chiamata Proxima Centauri. Lo strumento che ha reso possibile il ritrovamento, l’HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), è stato sviluppato dall’astronomo Guillem Anglada-Escudé, presente nella classifica degli scienziati di Nature.

Nella stessa classifica compare anche Demis Hassabis, co-fondatore della società Deep-Mind, ideatrice di un software che ha mostrato al mondo i giganteschi passi in avanti che si stanno compiendo nel campo dell’intelligenza artificiale. Per la prima volta, infatti, un programma per computer, AlphaGo, ha battuto sul campo il migliore giocatore umano di Go, Lee Sedol. Si tratta di un antico gioco cinese in cui due giocatori collocano alternativamente pezzi bianchi e neri su una scacchiera con lo scopo di occupare il territorio dell’avversario. La difficoltà per la macchina, ma anche per noi umani, è nel calcolare le molte, possibili mosse a disposizione per i tanti pezzi presenti sul tavolo da gioco.

Direttamente dalla classifica delle 6 grandi scoperte selezionate dal National Geographic per il 2016 aggiungiamo alla nostra lista due argomenti di paleontologia: quello della scorsa puntata, il ritrovamento e lo studio delle impronte fossili in Tanzania e la scoperta del più grande coccodrillo marino mai trovato, sul quale non ho ancora scritto ma non vedo l’ora di occuparmene.

Dal fronte della biologia sono ancora una volta le tecniche di editing genetico e relative controversie a farla da protagoniste. Parliamo della tecnica gene drive che potrebbe essere utilissima per combattere le malattie trasmesse dalle zanzare ma su cui la comunità scientifica ha ancora delle riserve in quanto si tratta di invadere prepotentemente l’ecosistema. Ci sono, poi, le ricerche sull’invecchiamento e la progettazione di macromolecole. E ancora, gli studi sulle grandi scimmie.

Aiutiamoci con un videoriassunto offerto da Science Magazine.

Se volete dire la vostra sulla classifica delle notizie più importanti del 2016 potete esprimere le vostre preferenze sul sito de Le Scienze e partecipare, così, al sondaggio che si chiuderà alla mezzanotte del 31.

La nostra piccola top 5 non è assolutamente definitiva ma si rifà agli argomenti che ci hanno colpito e di cui abbiamo parlato nell’arco di quest’anno.
Un’altra orbita intorno al Sole è andata, al 2017!

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa dei cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. (Antonio Gramsci)

Serena Piccardi

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