Paterson – Jim Jarmusch

Paterson si alza ogni mattina alle 6.10 per recarsi al lavoro. Indossa la divisa d’autista e per tutto il giorno percorre le strade della cittadina, che porta il suo nome, così come il romanzo epico di William Carlos Williams più volte citato nella pellicola. Al tramonto torna a casa dalla sua Laura, porta a spasso il vispo e arguto Marvin e trascorre le serate al pub, tra una birra e qualche chiacchiera. Durante le ore di lavoro, a bordo del suo bus, ascolta i discorsi della gente, che lo introducono lentamente nel suo mondo interiore, che trova massima espressione nei versi delle poesie che compone nei tempi morti della sua monotona esistenza. La sua vita, si compone di piccole azioni che ripetute nel tempo gli assicurano sicurezza e stabilità.

Il film di Jarmush, segue per quasi due ore le tracce del protagonista, ma sopratutto fonde il suo sguardo con il nostro, dando vita ad una concezione del mondo, dove la poesia rappresenta l’unica chiave d’accesso. La sua ragazza al contrario, impegnata a coltivare bizzarri sogni artistici, non sembra possedere la sua preziosa e silenziosa vocazione. Paterson sembra accettare passivamente la routine che inevitabilmente lo attanaglia, ma la sua resistenza passiva rende quello sguardo ancora più efficace. La sua sensibilità, lo conduce oltre l’apparenza delle cose, perchè dietro un semplice fiammifero, possono celarsi pensieri e parole inimmaginabili, nascoste tra i sentieri dell’anima.

Le poesie di Paterson (per una scelta artistica, voluta dallo stesso regista), s’imprimono sulle immagini creando un diario segreto che rendono ancora più affascinante il contrasto tra la ripetitività quotidiana e la bellezza e semplicità di quelle strofe, che non presentano nulla d’eccezionale, ma sono fondamentali per descrivere il suo mondo. Che magari non accontenterà tutti i palati, ma di cui è innegabile la riuscita. E proprio per ovviare a questo, Jarmush non rinuncia ad una buona dose d’ironia e leggerezza, rappresentata dal pigro Marvin, attento testimone di tutto ciò che lo circonda e che sembra capire più di tutti i tormenti del giovane padrone.

Laura Pozzi

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