Chris McGregor and The Blue Notes – Storia di sei esuli Sudafricani

Ben tornati a l’ascolto della prima puntata dell’anno nuovo della rubrica di storia di musica, La Musica del Venerdì.

Vivere in Sud Africa nei primi anni sessanta non era facile, per tutti i neri e per i bianchi come Chris McGregor che voleva suonare Jazz con i suoi amici neri: Mongezi Feza (Tromba), Johnny Dyani (Contrabbasso e Piano), Dudu Pukwana (Sassofono) e Nikele Moyake (Sassofono) ed Louis Moholo (Batteria). Il gruppo che si chiamava Blue Notes cercava di fare concerti a Pretoria ed a Città del Capo, dove la violenza della polizia e l’ostracismo delle autorità amministrative, rendevano tutto molto difficile.

Nel 1965 arrivarono a Londra, dove il loro Jazz grezzo e venato di sfumature africane, mise in allarme, il patinato ambiente locale. Solo l’incontro con il produttore Joe Boyd, che avete già conosciuto nella puntata sui Fairport Convention, portò alla realizzazione dell’album “Very Urgent” del 1968.

La tristezza per la lontananza dalla propria terra,  li spinse a comportamenti mal visti, nella raffinata Inghilterra, come l’ubriacarsi e il fare tardi e come ricorda lo stesso Boyd fu probabilmente la causa delle loro morti premature. Fra tutti solo Louis Moholo ha visto Mandela fuori dal carcere e nel palazzo presidenziale. Lo stesso McGregor morì nel 1990.

Se volete vederli nel 1965 in una immagine in bianco e nero..

se volete vedere McGregor qualche anno dopo durante un concerto..

 

Con la doppia e bella “Marie My Dear / Travelling Somewhere” di McGregor/Pukwana

E con il brano “Don’t Stir The Beehive” rielaborazione di un canto tradizionale

 

Signore e Signori

Ecco a Voi

Chris McGregor and The Blue Notes

Buon ascolto e come sempre buon Venerdì

 

Fabrizio Savelli

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