Il mix di stili degli anni ’90

Gli anni ’90 danno vita a tendenze molto diverse tra loro un mix di stili come il grunge che si pone come reazione ad alcune filosofie in voga come l’ossessione sociale per i “winners” i vincenti, in contrapposizione ai “losers” perdenti, ma contemporaneamente al grunge si accostano stili come l’hip pop, il gotico, il pop, britpop, e il fashion system propone immagini patinate e da sogno di super modelle come Claudia Schiffer, Cindy Crawford e Naomi Campbell che suscitano il desiderio di perfezione ed emulazione.

I LOSERS

Lo stile grunge

Lo stile grunge (che sta per sporco, maleodorante), nasce come antimoda e fenomeno culturale di ribellione alla politica del consumismo, del lusso e dell’essere vincenti, il “beautiful loser” fece della sua etica ed estetica la guida linea degli anni’90 ed è grazie ad alcune band musicali come quella dei Nirvana, Pearl Jam e Hole che il grunge divenne un fenomeno culturale e mediatico di rilievo. Grunge divenne quindi sinonimo di un gusto rassegnato e un po’ romantico e trovò adepti tra la cosiddetta “generazione X”; ossia la generazione degli invisibili, dei senza speranza, delusa dal sistema politico-sociale, senza orientamento, ne obbiettivi, che se ne fregava e rifiutava le convenzioni.

Kurt Cobain con il suo gruppo Nirvana diventerà l’anti-eroe grunge per eccellenza veicolando un gusto trasandato fatto di maglioni sformati e oversize, jeans strappati, capelli spettinati, camicie rigorosamente a quadri (di flanella d’inverno da tenere slacciate o semi allacciate, con sotto t-shirt con stampe e scritte), anfibi o Dr.Martens e sneakers consumate. A livello musicale l’artista partendo dal nulla, fece progressi straordinari scrivendo canzoni dai toni aggressivi e velenosi, dai suoni crudi e rozzi, dove la malinconia e rabbia, rimandavano l’idea che la vita fosse solamente spazzatura, eppure, questa spazzatura diede modo al grunge di spopolare e divenire di moda, un fenomeno da etichetta discografica in netta contrapposizione al pop e mood da seguire per molti teenegers.

Il grunge oggi

Il divario tra “winner” e  “loser” divenne nutrimento da dare in pasto ai giovani teenegers, ed è così che  negli anni ’90 nacque l’amatissima serie tv, (nata dalla mente geniale di Aaron Spelling),  Beverly Hills 90210. L’ amatissima serie dettò legge in fatto di stile tanto che molte ragazze vollero di colpo assomigliare alle protagoniste; Brenda, Kelly e Donna. In essa il gusto grunge si fece più soft, con un chiaro richiamo al passato e a Jemes Dean  per i ragazzi e per le donne abitini e look sempre ricercati e sfiziosi a sottolineare il mito della bella e popolare.

Lo stile Hip pop

L’hip hop,  è identificato come una cultura urbana, fenomeno nato nei  Block party o feste di strada, quartieri malfamati e poveri in cui i giovani afroamericani e latinoamericani vedevano nel loro ghetto, gestito secondo proprie regole e credo uno spazio di vita, di espressione, in cui avere una dimensione. I ragazzi suonando, ballando e cantando in libera modalità di espressione tesa alla protesta,  diedero vita al rep. I repper: ragazzi cresciuti nella miseria, utilizzavano capi oversize in quanto ai figli più piccoli si facevano indossare gli abiti dei fratelli più grandi. Questo stile large nato quindi nella strada “streetwear” si combinò al gusto dello sport in particolare alla passione per il basketball, da sempre molto vivo nella cultura afroamericana, divenendo timbro riconoscibile della cultura rapper.

Gli aspetti di questa cultura nel corso del tempo, hanno subito una forte esposizione mediatica varcando i confini americani ed espandendosi in tutto il mondo generando un imponente fenomeno commerciale e sociale, rivoluzionando non solo il settore musicale, ma influenzando la danza, l’abbigliamento, il design e l’arte.

Lo stile gotico

Lo stile gotico nacque come antitesi alla cultura Pop-popolare proponendo un abbigliamento dark, oscuro, tenebroso, che portava in se i caratteri del fetish, del punk, del glam rock, l’esoterico e il cyber. La tipica moda gotica includeva e include ancora oggi, dettagli come lo smalto nero, vestiti rigorosamente neri, borchie, croci, trucco e capelli neri, piercing e catene.

 

I WINNERS

Lo stile pop

Il fenomeno dei mass media (internet, televisione, editoria), negli anni ’90 ha determinato l’uniformarsi  di una corrente di pensiero e di linguaggio (incrementatasi sul finire del decennio attraverso la globalizzazione), con un codice espressivo unificato. Si è generato un gusto, un fare, una tendenza a cui la massa ha risposto muovendosi, scegliendo di essere, acquistare e comunicare secondo un comune denominatore. Tutto questo ha determinato lo svilupparsi della cultura pop, della moda mainstream, della musica mainstream (mainstream quindi  come convenzionale, di facile consumo, commerciale, veloce, leggero e di tendenza), non ci sorprende quindi che ha dettar legge in fatto di moda furono in quegli anni personaggi come le boyband dei ragazzi dai visi puliti come i Take that, le Spice girls, o Britney spears…belli, famosi e giovani.

Lo stile britpop

Britpop: pop rock (nato in UK nei primi anni ’90), dal sound molto orecchiabile è uno degli ultimi grandi movimenti musicali che è stato in grado di generare tendenze intorno a se. Gruppi come i Blur, gli Oasis, i Radiohead, i Placebo portarono la tradizione inglese “modernista” mischiandola ad alternative rock, punk, new  a far diventare il britpop un evento socio culturale di successo, determinando il cosiddetto urban style stile che influenzò tantissimo l’estro degli stilisti dell’epoca e molto presente ancora oggi.

Il fashion system e le Top model

Tra le vere icone degli anni ’90 troviamo le Top Model; modelle sexy, meravigliose e perfette viste come muse con cui veicolare desiderio, punto cardine sul quale si fonda da sempre la politica del marketing e del fare business, ossia; suscitare desiderio nel consumatore.

Nel 1990, la celebre Linda Evangelista pronunciò quella che è diventata la citazione più famosa di tutte le Supermodelle mai esistenti (Noi non ci svegliamo per meno di 10.000 dollari al giorno – We don’t wake up for less than $10,000 a day), modelle quindi al top che fecero girare affari milionari. In principio erano in tre: Christy Turlington, Linda Evangelista e Naomi Campbell a cui seguirono Claudia Schiffer, Cindy Crawford e Kate Moss, Carla Bruni.

Fu Gianni Versace il primo stilista a servirsi di loro chiamandole a sfilare capendo che servendosi del loro sexappeale e fascino le sue creazioni avrebbero riscosso un successo planetario.

Eleonora Riccio

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